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26. 10. 2006. Leggere con estrema attenzione. Si capisce che lo scontro va ben oltre ad una proroga nell'esecuzione degli sfratti! (. www.unioneinquilini.it) 
 
CONFEDILIZIA: BLOCCO SFRATTI DECADUTO, I CONTENUTI PRINCIPALI

Durata: 1 anno (per le proprietà diffuse) e 2 anni (per le grandi proprietà)
Estensione territoriale e numerica: 716 Comuni; 26000 interessati (secondo il Governo)
Beneficiari: ultrasessantacinquenni, figli a carico, malati terminali, portatori di handicap (per tutti: con reddito annuo inferiore a 27.000 euro)
Benefici fiscali: esclusione, dal computo del reddito, del canone percepito dai proprietari con inquilini con sfratto sospeso, per il periodo di sospensione
Finanziamento benefici: a carico dei proprietari con contratto libero (abbattimento forfettario del canone ridotto dal 15 al 13 per cento per sempre, e cioè anche oltre la durata del blocco)
Altre disposizioni:
• rinnovo obbligato per 9 anni dei contratti di locazione di inquilini delle categorie protette interessati ad operazioni di cartolarizzazione
• istituzione Commissioni comunali graduazione sfratti
• ripristino possibilità per tutti gli inquilini di chiedere il rinvio dello sfratto per 6 mesi, anche dopo aver utilizzato il termine di rinvio (fino a 1 anno) stabilito dalla legge dell’equo canone
• nuova previsione della durata coattiva di nove anni e del rinnovo obbligato di pari durata per i nuovi contratti, ed anche per quelli in corso, riguardanti “attività teatrali”
Fonte: Confedilizia

DICHIARAZIONE PRESIDENTE CONFEDERALE

E’ inaccettabile che si sia cercato di approfittare di una (limitata) situazione di disagio abitativo per modificare per decreto legge istituti fondamentali della vigente normativa in materia di graduazione degli sfratti e di durata dei contratti in corso, financo assimilando ai contratti alberghieri i contratti per attività teatrali. Il Senato, col suo voto contro la conversione del decreto sfratti, ha votato anche contro queste violenze al diritto oltre che contro la pretesa di imporre un blocco di una durata e di un’estensione territoriale che non ha precedenti. Se l’intera vicenda fosse stata condotta con equilibrio, e non con uno spirito di vetero massimalismo oltre che squilibrato a favore di una sola parte e senza la pur minima consultazione della proprietà, se tutto questo fosse avvenuto il provvedimento non avrebbe fatto la (giusta) fine che ha fatto e doveva fare.

Corrado Sforza Fogliani

Roma, 25 ottobre 2006

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