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La Regione Lombardia: palazzi e alberghi sull'ex Alfa
Il nuovo piano dà il via libera a centri commerciali, cinema multisala e parchi
Corriere della Sera - 15-11-2006

Per l'Alfa di Arese è la fine dell'utopia. Quella della trasformazione di una storica area industriale ad alto valore simbolico in un nuovo polo produttivo e di ricerca che non tradisca, ma anzi innovi la sua originaria vocazione. Dopo anni di polemiche e annunci, la Regione cambia strada. E mentre il «polo della mobilità sostenibile» segna il passo, il Pirellone propone ai Comuni vicini alle ex catene di montaggio un nuovo masterplan urbanistico in cui per la prima volta fanno la loro comparsa edilizia residenziale e alberghi, centri commerciali e cinema multisala. Una cosa che, denuncia il segretario della Quercia, Franco Mirabelli, è «assolutamente inaccettabile e deve essere fermata».
Il piano che la società regionale Infrastrutture lombarde sta presentando ai Comuni della zona (Arese, Lainate, Garbagnate Milanese e Rho) prevede tra l'altro un insediamento edilizio da 280 mila metri quadrati, in sostanza una nuova «cittadina» per cinque o seimila persone. E poi, circa 150 mila metri quadrati di insediamenti commerciali «alla persona», dai centri per lo shopping al cinema multisala. Inoltre, è previsto un parco di circa 400 mila metri quadrati, più un secondo giardino da 150 mila metri quadrati in corrispondenza dell'ex pista Alfa, oltre al verde di pertinenza dell'edificato. Per quanto riguarda, la vocazione tecnologico- ambientale dell'area, è prevista la ristrutturazione dei capannoni Alfa 27 e 30, che ospiteranno il Cnr (funzione già prevista negli accordi) e, come novità, l'Agenzia per l'Ambiente (Arpa). dal punto di vista occupazionale, si parla di 100 posti di lavoro nel commerciale, 70 nella centrale termica (già esistente), e una trentina nei servizi della nuova cittadina.
Ma attenzione. Secondo Raffaele Cattaneo, l'assessore regionale alle Infrastrutture, «il piano non compromette in alcun modo il polo della mobilità sostenibile che abbiamo portato avanti in questi anni, e difatti il masterplan dedica a questa funzione circa un milione di metri quadrati». Il fatto è, spiega l'assessore, che il futuro insediamento deve «essere autosufficiente dal punto di vista economico e praticabile dal punto di vista politico e istituzionale»

. Cattaneo ammette che «l'ipotesi che abbiamo elaborato può non contenere le aspirazioni di tutte le voci che si sono ascoltate in questi anni. Ma su questa vicenda non si possono costruire sogni, il nostro dovere è mettere in campo ipotesi concrete».
Chi proprio non vuole sentirne parlare è lo Slai-Cobas dell'Alfa. Corrado Delle Donne si dice addirittura «scandalizzato dalla proposta, che peraltro a noi non è stata prospettata. Formigoni ha firmato con noi accordi ben diversi». Il fatto è, secondo il sindacalista, che «noi abbiamo lottato per anni perché questo diventasse un polo di eccellenza per costruire l'auto ecologica. O si preferisce che le auto ecologiche siano il nuovo grande business della Cina?».
Soprattutto, Delle Donne sospetta che non ci sia mai stata una reale volontà di reindustrializzazione: «Aziende che volevano insediarsi ad Arese sono state, nei fatti, scoraggiate. La Elettromeccanici aveva addirittura già fatto i corsi di formazione per i nuovi lavoratori, e alla fine si è trovata senza aree. In un posto dove interi capannoni sono abbandonati ai topi. Ma nessuno si illuda che noi ci rassegneremo».
Sono 377 i cassintegrati dell'Alfa di Arese: da ottobre 2004 la produzione è sospesa.
Marco Cremonesi


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