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Lotta per la casa: notizie da Palermo

Lotta per la casa a Palermo: notizie recenti

Nello scorso mese di ottobre il Comitato di lotta per la casa “12 luglio” ha presidiato pacificamente per più di venti giorni la Cattedrale di Palermo. Alla base di questa azione così significativa la necessità di pressare l’amministrazione e tutte le istituzioni nel dare risposte immediate alla condizione di gravissimo disagio abitativo in cui si trovano, sempre più numerosi, i cittadini palermitani. La più completa assenza di politiche abitative di qualunque tipo, incluso l’inefficace “buono-casa” (da non confondere con l’integrazione all’affitto) venuto meno per alcuni anni e poi drasticamente ridotto, hanno fatto sì da esasperare sempre più il problema abitativo per i cittadini più deboli. Tutto ciò a fronte di una speculazione del mercato immobiliare che è di proporzioni selvagge anche nella nostra città. Durante il corso degli anni il Comitato  ha portato avanti numerose iniziative di lotta con il concorso ed il sostegno di vari soggetti come i Centri sociali, il Social Forum siciliano, Associazioni varie, tra cui “Libera” e il “Centro di documentazione Peppino Impastato” il cui apporto è stato determinante nella proposta vincente dell’utilizzo dei beni confiscati alla Mafia per le assegnazioni temporanee e infine va citato il contributo seppure discontinuo, di forze politiche e sindacali. Va detto che la presenza di Rifondazione ed, in particolare, del nostro gruppo consiliare è stata, ed è, assidua e costante a differenza di quella degli altri partiti di centro sinistra. Ciò ha determinato la costruzione di un’agibilità politica sui temi dell’emergenza casa anche all’interno dell’aula consiliare che, proprio mentre l’occupazione della cattedrale era in corso, approvava all’unanimità tutti i nostri emendamenti al regolamento per il buono casa, riportandolo ad un livello di maggiore efficacia ed introducendo alcuni punti qualificanti quali il buono casa agli immigrati richiedenti asilo e/o presenti per motivi umanitari e il buono casa a sostegno delle donne vittime di violenza domestica.  Attualmente è in corso tra l’amministrazione attiva ed il Comitato una trattativa sui vari punti della piattaforma. Essa spazia dalla sistemazione immediata per quei nuclei familiari che stanno in strada al ripristino della commissione paritetica tra amministrazione, sindacati e comitato per le assegnazioni temporanee alle famiglie in emergenza. Viene anche  denunciato con forza il problema dell’estrema e sospetta lentezza nell’iter di assegnazione dei beni confiscati ai mafiosi, iter che si paralizza quando si tratta di destinare case per i senza tetto. In merito a quest’ultimo tema e a quello dell’emergenza abitativa Rifondazione si è attivata anche a livello nazionale concordando degli emendamenti alla finanziaria ed una interrogazione con i deputati Dioguardi e Caruso che avevano incontrato gli occupanti della cattedrale.   

Lotta per la casa a Palermo: un po’ di storia e qualche riflessione personale

Sono quasi cinque anni che mi misuro nel lavoro istituzionale con il problema dell’emergenza casa a Palermo. La lotta per il diritto alla casa  in tutti i suoi momenti, all’interno del consiglio comunale come anche in piazza, ha rappresentato -e rappresenta- per me una esperienza che, oltre ogni retorica, è unica ed irripetibile.

Essa ha comportato un notevole impegno per il nostro gruppo consiliare innanzitutto sul piano della elaborazione di una proposta politica che superasse il livello della semplice denuncia e si misurasse  invece con la concretezza del fare. Palermo è una metropoli e come in tutte le metropoli  l’emergenzialità appare difficilmente sopprimibile; è essa che scandisce i tempi dell’agire e condiziona ogni intervento in una morsa che lascia poco spazio al pensare e al costruire. Ed invece occorre affrontare l’emergenza in maniera profonda e riflessiva, orientandosi sul doppio binario del suo governo e del suo superamento.

L’altro fronte di impegno ha invece riguardato il rapporto con il movimento di lotta in sé e con tutti gli altri soggetti che si sono affiancati nel tempo, chi più e chi meno costantemente. Senza volermi addentrare nel tema della dicotomia, poco proficua e dolorosa, tra partiti e movimento, non posso fare a meno di riportare qui la difficoltà di essere considerata a volte con tutta la diffidenza che viene rivolta al mio partito di riferimento, ovvero di essere considerata, in relazione alla situazione, colpevole di esserci o di non esserci, di parlare o di tacere. Ma tutto questo non mi ha impedito, con il tempo, la determinazione e l’onestà delle intenzioni, di conquistare quello spazio “alla pari” –perché tale deve essere- per avere voce ed offrire sostegno e competenze istituzionali necessarie anche nella lotta di piazza. In qualche modo anche lo stesso partito ha avuto (e talvolta continua ad avere) difficoltà ad essere soltanto soggetto tra soggetti, avvezzo storicamente a “guidare” e a mediare per conto di chi lotta. Ben lo vediamo oggi nel processo di costituzione della Sinistra Europea dove il cambiamento di prospettiva proposto viene vissuto con la grande incertezza di chi teme di perdere spazi e identità. Eppure l’unico modo per costruire partecipazione autentica e spazi di scambio reciproco è percorrere la strada dell’esser pari in un processo realmente democratico che nel tempo finisce col ripagare ciascuno dei propri sforzi. L’esperienza di questi anni nella lotta dei senza casa è per me paradigmatica della necessità di abitare le istanze sociali in una posizione di dialogo ed ascolto, posizione che, se in prima battuta ci rende poco “strutturali” nella lotta, con il tempo ci porta a costruire relazioni solide e durature con i vari soggetti, nel pieno rispetto della identità di ciascuno. E’ per questo che in questo momento della mia esperienza il progetto della Sinistra Europea mi corrisponde profondamente.

 

 

Antonella Monastra

Consigliera Comunale indipendente

Rifondazione Comunista-Sinistra Europea

 


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