Back

Indice Comunicati

Home Page

Sognando case…

una Class Action per limitare lo strapotere della proprietà immobiliare

Roma, 23/11/06

Apre oggi il Rimi, la rassegna italiana del mercato immobiliare organizzata come ogni anno dalla Camera di Commercio di Roma e dalla Borsa Immobiliare con il patrocinio del Comune, della Provincia e della Regione Lazio. Questa 9° edizione della Fiera ha un bel nome: “la casa di tutte le case”, un nome che evoca un luogo di programmazione delle politiche abitative e urbanistiche, se non fosse che la campagna pubblicitaria scelta dagli organizzatori indica esattamente di cosa si tratta: “Fai affari con gli immobili, vieni al Rimi”.

Infatti i senza casa e gli sfrattati, che di affari ne sanno poco, non sono stati invitati. Come non troverete tra i relatori gli inquilini che pagano affitti altissimi o le famiglie costrette a comprare gli alloggi in cui vivono a prezzi impossibili. Eppure questa ingombrante presenza sarebbe l’unico modo per valutare il senso e l’impatto sociale che questi “affari” hanno sulla vita di migliaia di famiglie.

Per questo motivo, abbiamo pensato - attraverso una nostra Class Action - di destinare un padiglione distaccato della Rassegna Immobiliare alla vera fiera che ogni giorno va in scena in città: quella degli immobiliaristi che si arricchiscono innalzando alle stelle il valore dei palazzi e delle case e allontanando sempre di più la possibilità che chi non ha casa possa averla; degli speculatori che non riescono a concepire il territorio come bene comune ma solo come campo di conquista per i loro interessi. Una “fiera” in tutti i sensi, vista la voracità con cui mastica e digerisce un pezzo di città dietro l’altra, come questo palazzo di Via Cavour, acquistato dalla Fimit Sgr di Franco Carraro e Massimo Caputi insieme a 5 immobili adiacenti, con un’operazione da manuale della speculazione moderna.

  • Il 31 Ottobre 2005 il Fondo Beta della Fimit Sgr si aggiudica l’intero complesso immobiliare per 62 milioni e mezzo di euro.

  • Il 21 Giugno 2006 il Fondo Beta acquista il 51% della società “Via Cavour Srl” con sede a Milano (!) e capitale sociale pari a 10.000 euro (!). Il restante 49% della società è detenuto dalla “DH Residencia Sarl”, società lussemburghese controllata da uno dei principali fondi immobiliari europei: Doughty Hanson & Co. European Real Estate II.

  • Il 28 Giugno 2006 il Fondo Beta cede alla “Via Cavour Srl” – cioè a se stesso – il complesso immobiliare di Via Cavour per 63 milioni e 770 mila euro, generando per il Fondo Beta una plusvalenza di 1 milione e 270 mila euro rispetto al prezzo di acquisto. Assolutamente geniale, ma andiamo avanti.

  • Scopo dell’operazione è di valorizzare l’immobile trasformandolo in un condominio di pregio di nuova concezione, frazionarlo in unità residenziali e venderle. L’investimento del Fondo Beta è pari a circa 7 milioni di euro, di cui 5.800 per l’acquisto del 51% della società “Via Cavour Srl; 1 milione e 700 circa come versamento in conto capitale; 5 milioni circa come finanziamento subordinato.

  • Di soldi veri cioè il Fondo ha versato solo 1 milione 700 mila euro più i 5.800 per l’acquisto del 51% delle quote della “Via Cavour Srl”; poi ne ha guadagnati 1 milione 270 mila euro dalla differenza tra acquisto e vendita; quindi 6 immobili del valore di 62 milioni e 500 mila euro al Fondo sono costati 454.877 euro…. cioè l’equivalente di un appartamento in zona semiperiferica !!!

  • La “Via Cavour Srl” a sua volta, per dar corso all’acquisto e alla ristrutturazione dell’immobile ha contratto un finanziamento con un pool di banche. Cioè il Fondo Beta, cioè la Fimit Sgr, si è fatta finanziare dalle banche per comprare un immobile già suo, che la Fimit poi rivenderà a prezzi salatissimi, una parte dei quali serviranno a restituire il prestito e gli interessi alle banche e gli altri se li intascheranno. Le case sono diventate di carta – moneta, e la fiera è fatta.

Ma come è possibile che accada tutto ciò? Addirittura che delle banche paghino i proprietari di un immobile per comprare ciò che è palesemente già loro? Sappiamo per esperienza che le vie della finanza sono infinite, Tremonti, Fazio e Fioroni insegnano, ma se possibile stavolta le cose sono anche peggio.

Abbiamo detto che Presidente della Fimit e del Fondo Beta è Franco Carraro come Massimo Caputi è l’Amministratore Delegato di tutte e due le società. Ma Franco Carraro, l’ex sindaco socialista di Roma e Presidente della Federcalcio, dal 2002 è anche Presidente del Mediocredito Centrale, la merchant bank di Capitalia, che possiede il 52% della Fimit Sgr, insieme all’INPDAP che ne possiede il 39% e l’ENPALS il restante.

Guarda caso l’80% di finanziamento dell’intera operazione di Via Cavour, è sottoscritto da un gruppo di banche tra le quali la MCC Spa dello stesso Franco Carraro. Cioè alla fine della fiera: il Signor Carraro presta soldi a se stesso per l’acquisto e la ristrutturazione di un complesso immobiliare enorme già suo, che farà guadagnare al Sig Carraro fiumi di soldi e alla sua banca milioni di interessi.

Ma la Fimit Sgr non è nuova a questo tipo di operazioni. Fimit privatizza il patrimonio immobiliare degli Enti previdenziali pubblici, un’attività che diventa, nel caso del patrimonio Inpdap, una miniera per Fimit e una perdita enorme per i dipendenti pubblici e per lo stato italiano. Infatti dopo qualche mese dall’acquisto da Inpdap, Fimit comincia a vendere senza alcuna gara, gli immobili appena comprati. Ad esempio un immobile di Viale Bruno Buozzi ai Parioli, è stato ceduto al triplo di quanto era stato corrisposto all’Inpdap, ad una società con sede nell’isola di Man, famoso paradiso fiscale. Lo stesso per l’immobile di Via Barberini 47, venduto senza alcuna gara. Ciò che non viene venduto è rivalutato in modo eccezionale e solo perché, ad esempio, i 17 mila mq di Via Cavour e di Via Turati, sono stati acquistati a 1.058 euro al metro quadro, prezzo inferiore ad un posto macchina.

E tutta sta roba è gestita da Carraro e Caputi, cioè da Capitalia e Fimit Sgr, nella più completa tranquillità, quella tranquillità che ostenta solo chi è sicuro di poter disporre della città a proprio uso e consumo, piegando le leggi e le Amministrazioni ai propri interessi speculativi.


Altrimenti com’è possibile che i Signori Carraro e Caputi, stanno cercando di entrare anche nel comparto dell’housing sociale, quello dei fondi immobiliari etici finalizzati alla realizzazione di alloggi destinati alla locazione per ceti medio bassi. Com’è possibile che venga permesso a chi fa stracci di Roma e del diritto all’abitare, di lucrare poi anche sulla soluzione del problema che loro stessi hanno creato??

Non ci stupisce che loro lo propongano, ci stupisce e ci fa veramente incazzare che gli si permetta di farlo, in barba alle 27.000 famiglie in lista di attesa per la casa popolare, alle migliaia di sfrattati e di famiglie alle prese con il caro affitti ed il caro casa creato ad arte dai Carraro, dai Caputi, dai Caltagirone e dai Coppola.

Ci stupisce e ci fa veramente incazzare che il 24 Novembre saremo noi di Action ad essere processati per “associazione a delinquere” invece di questi signori. Action occupa per limitare lo strapotere della proprietà immobiliare e questo basta per metterla sul banco degli imputati additata come un sodalizio di delinquenti; questi criminali frequentano abitualmente Ministeri, Banche, uffici e Amministratori pubblici senza che nessuno provi un minimo di imbarazzo. Ma il Consiglio Comunale non aveva votato una Delibera di riforma delle politiche abitative proprio per evitare questo?

Non siamo noi ad essere sfrattati, senza case e occupanti,
siete voi che siete palazzinari e speculatori!!


ACTIon – diritti in movimento


Top

Indice Comunicati

Home Page