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Il compagno Giovanni Paolillo è in sciopero della fame per chiedere alle Istituzioni cittadine di onoraare gli impegni assunti

Il compagno Giovanni Paolillo è in sciopero della fame per chiedere alle Istituzioni cittadine di onorare gli impegni assunti con lui lo scorso anno. Giovanni è il papà di Francesco : un ragazzo morto lo scorso anno in maniera tragica. Cadde da un palazzone mai completato , di proprietà del Comune di Napoli ed incustodito , i cui lavori sono bloccati da venti anni . I ragazzi in quello scheletro di palazzo andavano e fanno a giocare : facevano e fanno a gara a chi arrivava ed arriva più veloce in cima al fabbricato .

Francesco era bravo e veloce:arrivava sempre primo.Anche quel giorno arrivò per primo e nella discesa mise un piede in una buca e cadde dal sesto piano . Morì tra atroce sofferenze dopo una lunga agonia . I rappresentanti delle Istituzioni dopo la tragedia accorsero in massa compresi Sindaco e Presidente della Regione . Fecero delle promesse che Giovanni nella sua lettera indirizzata ai giornali e alle televisioni elenca con puntigliosità.Le promesse fatte sono rimaste lettera morte e Giovanni ha ricominciato il suo quarto sciopero della fame. Ha scritto utilizzando sempre il nostro Sindacato al Presidente della Repubblica e quello della Regione Campania oltre al Sindaco.Nessuno risponde alle sue disperazioni. L'Unione Inquilini di Napoli non lo ha mai lasciato solo e manda in giro a livello nazionale le sue urla e la sua rabbia. Con una implorazione : non abbiamo bisogno di comprensione o indignazione , a Napoli si muore per camorra - droga e per abbandono. L'appello che facciamo a tutti e quello di amplificare questo urlo su scala nazionale , di farlo diventare un caso . Chi vuole e può di fare viaggiare questa voce in tutti i luoghi che frequentiamo siano essi palazzi delle Istituzioni o movimenti ed associazioni.Leggete la lettera di Giovanni pubblicatela sul sito se lo ritenete opportuno e diffondetela.

Ciao Mimmo Lopresto 

 

 

Sciopero.  Lettera di Giovanni Paolillo a tutti noi

Mi chiamo Giovanni Paolillo.Ho cominciato lo sciopero della fame all’inizio del mese di ottobre. Ci  siamo messi sotto questa tenda – un telone posato su un telaio di tubi - . Io , mia moglie e i miei figli , ma non è venuto nessuno . La nostra casa è dall’ altra parte dello stradone . Qui dietro , alla spalle delle tenda ,  c’ è l’edificio abbandonato . Lì è morto mio figlio .  E’  stato l’anno scorso , di questi tempi . Il 17 novembre , per essere precisi .  Francesco aveva 14 anni. Andava in quel palazzo a giocare con gli amici . Si rincorrevano . E’ caduto nel vuoto dal sesto piano . Noi siamo qui per ricordarlo . E per ottenere quello che i politici impegnati nelle istituzioni ci hanno promesso.

Abitiamo a Ponticelli dal 1990 . Case popolari . Legge 219 , quella del dopo terremoto . I socialisti  misero in giro la voce che quelle palazzine vuote gli assegnatari non le volevano e la gente che non aveva mai avuto una casa in vita sua le andò ad occupare . Entrarono in quel parco 516 famiglie . Il palazzo dove è morto Francesco era già lì . Uno scheletro di cemento , tale e quale a ora . L’Unione Inquilini ha mandato decine di fax per chiedere di murarlo . Non hanno fatto niente . I neri ci andavano a dormire. Quando mio figlio è caduto sono scappati.

Io voglio parlare con il Sindaco . Devono recintare i giardinetti tra i lotti di case .

Hanno detto che ci avrebbero messo i giochi per i bambini . Quando morì mio figlio  parlai con il Sindaco . Erano passati quindici giorni . Al funerale non si erano fatti vedere . Per farci ricevere dovemmo occupare tutta Ponticelli . Ci parlai due minuti  . Chiesi il campetto , i giochi , una targa per ricordare mio figlio . Prima di Natale si fa , mi dissero . Il palazzo è sotto sequestro . Il comune ha messo una guardia giurata . Ogni tanto si sentono rumori , lo usano come deposito .Ci sono due scuole di fronte alle case , asilo e elementari . Anche lì hanno rubato . Poi hanno messo l’allarme e le cose vanno un po’ meglio . E poi c’ è questo stradone . Le macchine ci fanno le corse . La settimana scorsa hanno investito un bambino . Ci vorrebbero dei dossi . Li chiediamo da anni . Mia moglie se ne vuole andare via da qui . Ogni volta che si affaccia al balcone si trova quel palazzo davanti . In quel palazzo è morto mio figlio , Francesco , ed aveva appena 14 anni . Ma se devono mandarci via da qui non possono metterci in un altro posto che è peggiore di questo perche se è questo quello che le istituzioni vogliono darci tanto vale rimanere qui . Quando siamo entrati in questo parco era tutto un cantiere . Abbiamo fatto le lotte per farcele assegnare queste case che allora non avevano ne un ‘ anima e ne un corpo . E dal 1994 paghiamo l’affitto . Da qualche mese funziona anche l’ascensore , finalmente . Per averlo in funzione abbiamo dovuto dimostrare che c’ è gente che soffre di cuore e solo allora lo hanno aggiustato . Dio mio quanta fatica ci costa affermare dei diritti sacrosanti che appartengono alla dignità degli uomini e delle donne .

Francesco , mio figlio , era il capo della comitiva , l’organizzatore . Aveva 14 anni , ma era alto un metro e novanta centimetri . Qui sotto casa mia ci sono ancora le linee del campetto che lui segnava sulla strada . Francesco aveva costruito le porte . In queste case ci sono tanti bambini . E non c’ è niente . Un bigliardino dentro un garage e tutti i bambini ci vanno a giocare .La gente non si muove, non protesta , non si arrabbia , non si indigna , non si organizza , non urla la sua opposizione e la sua disperazione . Sembriamo tanti cadaveri allineati uno al fianco dell’altro in attesa di essere accompagnati al cimitero . Nel nostro parco e in tutti gli alloggi della ex legge 219 occupati nell’anno 1990 c’è tanto buio , miseria , disperazione e rabbia . Nel mio parco non riesco ad organizzare una colletta per recintare il giardino . Anche adesso , nessuno si è avvicinato alla mia tenda sorta nel marciapiede dove è morto Francesco .Nessuno se non l’Unione Inquilini è al mio fianco e organizza e sostiene la mia lotta . Questo Sindacato è una delle cose di maggiore bellezza che possa esistere, insieme a noi da venti anni lotta per il diritto alla casa e la difesa della nostra dignità di uomini e di cittadini . Al mio fianco non ha smesso di essere presente nemmeno per un attimo il Segretario Provinciale Domenico Lopresto e sua moglie Bocchetti Immacolata e Magyarova Zlatica .Loro contattano i giornali , le televisioni , le radio : inviano centinaia di fax ed e mail . Fanno manifesti , volantini  e comunicati stampa . Non appaiono mai . Rispettano il nostro dolore . Grazie di esistere e di resistere . Non so se esistono gli angeli ma quello che avete fatto in oltre trenta anni di lotta per la casa e il lavoro è un lavoro da angeli. Grazie per quello che fate per noi e che Iddio vi benedica .

Io non chiedo niente per me , quello che chiedo insieme all’Unione Inquilini serve anche a tutti quelli che vivono nei nostri rioni . Devono mettere i fari attorno al campetto . Le giostre per fare giocare i bambini . E poi una targa per Francesco . Voglio la luce e non il buio , lo voglio per me e i miei figli ma lo voglio anche per tutti gli altri figli della povera gente che vive qui .Mimmo Lopresto per confortarmi mi dice sempre che ci sono vite che pesano come piume e vite che pesano come montagne . In questo parco : nel palazzo a fianco al mio viveva anche la nostra compagna Anna Maria Mastroianni , una delle fondatrice dell’Unione Inquilini di Napoli nel 1993 . La vita di Pupetta e di mio figlio Francesco sono vite che pesano come montagne : noi non le dimenticheremo mai.


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