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Resoconto del 5 dicembre 2006 Commissione VIII ambiente e lavori pubblici della Camera dei Deputati

Resoconto del 5 dicembre 2006 Commissione VIII ambiente e lavori pubblici della Camera dei Deputati

Riduzione del disagio abitativo per particolari categorie sociali.
C. 1955 Governo.
(Seguito dell'esame e rinvio).

La Commissione prosegue l'esame, rinviato il 30 novembre 2006.

Gianpiero BOCCI (Ulivo), nel giudicare il presente provvedimento «non utile» per il Paese, ricorda che il decreto-legge n. 261 del 2006 è stato già oggetto di pesanti critiche da parte delle regioni, in quanto si ravvisava un recupero del ruolo gestionale dello Stato, marginalizzando la stessa posizione delle regioni. Ricorda che le osservazioni delle regioni e dei comuni, accolte in sede di Conferenza unificata, hanno portato a sostanziali modifiche, confluite nell'articolo 4 del testo in esame, e all'estensione, ai comuni ad alta tensione abitativa, della sospensione delle esecuzioni dei provvedimenti di rilascio per finita locazione degli immobili adibiti ad uso di abitazione. Considerato che lo scenario attuale richiede la necessità di evitare l'esecuzione di tali provvedimenti per talune categorie sociali particolarmente deboli, nonché l'esigenza di coniugare la sospensione delle procedure di esecuzione con la costruzione di nuovi alloggi, e che le regioni hanno maturato posizioni critiche sul debole impianto del decreto-legge n. 261 del 2006, rileva che, per quanto testé evidenziato, il provvedimento in esame avrebbe dovuto essere più organico, dovendo affrontare il problema cruciale delle politiche abitative e della riqualificazione urbana e confermando il ruolo di programmazione delle regioni. Il provvedimento, invece, nasce per fronteggiare solo la cosiddetta «emergenza sfratti». Fa presente, altresì, che l'articolo 3 presenta un problema finanziario rilevante, in quanto non reca le necessarie risorse per far fronte alle sue finalità; occorre domandarsi, inoltre, cosa succederà nel caso in cui i comuni non predispongano il piano straordinario pluriennale per l'edilizia sovvenzionata e agevolata. Al riguardo, reputa preferibile allungare i tempi per la predisposizione di tale piano e consentirne la definizione alle regioni, in luogo dei comuni. Nella consapevolezza della serietà della questione evidenziata, rileva inoltre che esiste un serio problema legato al trascorrere del termine di otto mesi della sospensione delle procedure esecutive di rilascio degli immobili, posto che non è chiaro cosa succederà dopo tale data. In conclusione, ritiene che occorra svolgere una riflessione approfondita sui problemi posti e porre l'accento su un'articolata programmazione in tale materia.

Il sottosegretario Franca DONAGGIO, nel ribadire la validità delle considerazioni svolte dal Ministro Ferrero nella seduta del 29 novembre 2006, sottolinea che il provvedimento è stato sollecitato dagli enti territoriali, che - pur avendo avanzato talune perplessità - convengono che si tratti di un atto necessario e urgente, che si muove nella direzione richiesta. Alla luce, peraltro, della odierna deliberazione da parte della Camera della procedura di urgenza, ritiene che ci siano tutte le condizioni affinché il provvedimento possa essere approvato al più presto.

Giuseppina FASCIANI (Ulivo), relatore, rileva che la deliberazione, adottata oggi dalla Camera, in favore della procedura di urgenza, intende non solo di fornire una risposta all'emergenza del disagio abitativo, ma anche avviare un percorso per discutere delle questioni testé poste dallo stesso deputato Bocci. Ritiene, pertanto, che si possano accogliere eventuali modificazioni tese a migliorare il testo, in modo da non stravolgere la risposta all'emergenza, ma da riavviare un percorso per il rilancio delle politiche abitative e dell'edilizia residenziale pubblica. Reputa, quindi, che la Commissione possa svolgere un buon lavoro, sia pure nei termini ristretti che la Camera ha inteso darsi, per affrontare tutti i problemi sul tappeto.

 

Riduzione del disagio abitativo per particolari categorie sociali.
C. 1955 Governo.

(Seguito dell'esame e rinvio).

La Commissione prosegue l'esame, rinviato il 5 dicembre 2006.

Ermete REALACCI, presidente, ricorda che, nella seduta del 29 novembre 2006, era stata richiesta dai gruppi di opposizione una direttiva emanata dal Ministro dell'Interno in relazione alla sospensione delle procedure esecutive di rilascio degli immobili. Non essendo stato possibile per gli uffici reperire tale documento, sollecita conseguentemente il Governo a fornire alla Commissione l'atto in questione.

Giuseppina FASCIANI (Ulivo), relatore, ritiene che l'esame sinora svolto ha consentito di apportare utili elementi di chiarimento, come emerso da ultimo nella seduta di ieri. Ricorda, peraltro, che il Ministro Ferrero si era impegnato a fornire ulteriori elementi di informazione in risposta a taluni rilevi avanzati nel corso dell'esame, con specifico riferimento anche alla costituzione delle commissioni in ambito comunale.

Maurizio ACERBO (RC-SE) dichiara che il suo gruppo condivide integralmente il contenuto del provvedimento. Osserva che da troppo tempo le politiche per la casa vengono sottovalutate nelle politiche infrastrutturali e che occorre fare ogni sforzo per reperire risorse finanziarie destinate a fronteggiare l'emergenza abitativa. Considerato che la condizione di precariato delle giovani generazioni rende difficile l'acquisto della prima casa e che sono necessarie misure ben definite in materia di politiche abitative, fa presente che in questo momento i comuni italiani stanno attraversando una situazione estremamente grave e che occorre porre rimedio a tali problemi. In conclusione, ritiene che il Governo, in futuro, debba puntare con decisione a fare delle politiche della casa una priorità nella sua azione.

Romolo BENVENUTO (Ulivo) osserva che le politiche per la casa devono essere affrontate in modo organico e continuativo e che così non è stato a partire dalla fine dei cosiddetti «fondi GESCAL». Richiama l'esigenza, pertanto, di interventi organici, soprattutto nell'attuale momento di contingenza, in cui l'aumento dei tassi di interesse renderà difficoltoso l'accesso al credito. Per tale ragione, la proroga delle procedure esecutive di rilascio degli immobili non può rappresentare l'unico strumento sul quale basare le politiche per la casa, stante peraltro l'esistenza di importanti sentenze della Corte costituzionali che vietano l'adozione di provvedimenti di questo tipo. Rilevato, pertanto, che il provvedimento in esame dovrebbe essere l'ultimo di simile natura, reputa necessario che il Governo, con il supporto del Parlamento, avvii una riflessione approfondita sulle prospettive delle politiche abitative, della riqualificazione urbana e dei problemi nelle grandi città. Auspica, quindi, che il Governo adotti al più presto precise linee programmatiche su tali tematiche.

Angelo Maria Rosario LOMAGLIO (Ulivo) si dichiara consapevole del fatto che le misure emergenziali rischiano di far perdere di vista le politiche abitative in generale. Ad esempio, in occasione dei bandi per l'assegnazione degli alloggi di edilizia popolare, si viene a creare una situazione inaudita e per certi versi drammatica, che non è più sostenibile e che, pertanto, richiede di essere affrontata in modo diverso. Rilevato che il provvedimento in esame, pur essendo necessario, deve essere l'ultimo di questo tipo, ritiene che la Commissione debba approvare un atto di indirizzo per impegnare il Governo ad adottare interventi significativi, già in occasione del disegno di legge finanziaria per il 2007. Sottolinea, quindi, che il Governo deve assumere un impegno forte in questo senso e che è suo specifico dovere dare una risposta alle categorie sociali colpite dal problema dell'emergenza abitative.

Aleandro LONGHI (Ulivo) ritiene che il problema della cosiddetta «emergenza sfratti» non potrà risolversi in un anno e che appare, pertanto, necessario programmare le azioni future. Personalmente, ritiene che sia stato sbagliato incentivare la vendita del patrimonio immobiliare dei comuni e che occorra intervenire al più presto per evitare che gli alloggi degli enti previdenziali non vengano «svenduti» a tutti, in quanto potrebbero essere trasferiti ai comuni per risolvere il problema dell'emergenza abitativa. Richiama l'esigenza, da ultimo, di un piano per la casa, che rappresenta un bene primario, che deve essere fruito da tutti.

Ermete REALACCI, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, dichiara concluso l'esame preliminare.

Giuseppina FASCIANI (Ulivo), relatore, avverte che valuterà le eventuali proposte emendative che verranno presentate sul provvedimento in esame, al fine di verificare possibili correttivi al disegno di legge.

Il sottosegretario Franca DONAGGIO dichiara che l'esame preliminare testé conclusosi ha fornito importanti sollecitazioni di cui il Governo deve tenere conto. Come già peraltro affermato dal Ministro Ferrero nella seduta del 29 novembre 2006, dopo il presente provvedimento occorrerà aprire un articolato percorso di concertazione, anche per reperire successivamente le risorse per la realizzazione dei programmi.

Ermete REALACCI, presidente, ricorda che il termine per la presentazione di eventuali emendamenti è fissato alle ore 12 di martedì 12 dicembre 2006. Rinvia, quindi, il seguito dell'esame ad altra seduta.

La seduta termina alle 15.10.

 


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