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Venerdì 24 novembre, s’incomincia e si riparte

Roma, 12 dicembre 2006

Nuvole nere sulle case popolari, con qualche spiraglio di reazione sindacale. Un cenno ai cosiddetti canoni moderati pubblico-privati a Firenze.

 

Nota in preparazione del Coordinamento Nazionale dell’Unione Inquilini.

 

Avremmo atteso il confronto del 12 dicembre, con gli esponenti nazionali di Federcasa, per fare il punto sull’Erp. Il confronto con le parti sociali è saltato; ci si vedrà, forse, a gennaio..

Cerchiamo comunque di riaprirlo con una nota sintetica che riassume in parte quello che sta succedendo in queste ultime settimane. Una relazione più approfondita sarà stesa dopo la nostra riunione di sabato 16 dicembre.

I soggetti in campo sono il Governo, le Regioni, i grandi comuni, il coacervo degli istituti autonomi case popolari e succedanei, i sindacati inquilini. Sullo sfondo, non protagonisti, gli assegnatari e gli aspiranti tali. Le questioni possono così essere riassunte:

 

-         Il nulla contenuto per le politiche abitative nella Finanziaria 2007 si accompagna allo slittamento di tutti i tempi della concertazione nazionale proposti dal Ministro Ferrero  e al pressing da parte delle Regioni che pretendendo di avere nella materia un’attribuzione costituzionale esclusiva hanno comunque ottenuto di intervenire in modo pregnante sull’intera elaborazione di un programma nazionale.

-         La cosa potrebbe essere positiva se, a fronte delle nebulose intenzioni del Governo, le Regioni opponessero una alternativa sociale avanzata. Le cose non stanno così. Dilagando tra gli assessorati la linea del pubblico-privato, l’edilizia sovvenzionata è a stento tollerata, se non addirittura soppressa, come si evince in Toscana dalle categoriche posizioni dell’assessore Conti nella sua proposta di “statuto dell’edilizia sociale”. Sulla stessa linea è nella sostanza la Regione Liguria (40% degli interventi per la sovvenzionata, il 60% a canone moderato); in misura più netta si attesta la regione Lombardia che, spalmando le risorse pubbliche tra alloggi a canone sociale, a canone moderato, alla locazione a stanza per studenti, lavoratori, ricercatori, e alla cosiddetta inclusione sociale, relega la sovvenzionata a non più del 30% del totale investito. Con quali fondi? Ancora con i residui Gescal, salvo una ridotta partecipazione di fondi propri in Lombardia. Altri annunci riguardano l’Abbruzzo per un programma potenziale di 1000 alloggi da realizzare dal 2007 al 2013. In Lazio c’è da capire che cosa sta davvero “partendo” dopo le note delibere del Comune di Roma.

-         A tale tendenza si accompagna la dichiarata intenzione di gran parte delle Regioni, dei Comuni e degli Enti gestori di intervenire radicalmente sui canoni in modo da autoalimentare il settore a prescindere dalla fiscalità generale o locale. L’obiettivo dichiarato in diversi incontri istituzionali è di arrivare ad un introito complessivo triplicato!

-         Altra questione, non secondaria, è quella delle vendite degli alloggi d’ERP. L’assessorato al patrimonio della Regione Lazio avanza l’ipotesi di avviare un piano di vendita sul 75% del patrimonio residenziale pubblico; in Lombardia l’assemblea regionale ha approvato un ordine del giorno che chiede alla Giunta “di promuovere la vendita di alloggi Erp a prezzi congrui, fissando anche criteri nel caso di futura eventuale cessione”. Qualcosa di grosso si muove verso il superamento della legge 560 del 1993.

 

Che cosa succede in campo sindacale?

L’evento più significativo riguarda ancora una volta la Lombardia, non solo per la manifestazione unitaria indetta per il 19 dicembre, ma per una piattaforma molto ragionata, derivata da un lavoro durato anni (vai agli allegati, pubblicati nel sito www.unioneinquilini.it all’interno dell’avviso sulla manifestazione di Milano).

Può essere un riferimento per processi unitari in altre regioni fino ad arrivare ad un atto di valenza nazionale. In Toscana, con uno sfalsamento nei tempi e con maggior cautela sulle possibili mobilitazioni (qui governa il centro sinistra con il PRC all’opposizione), dovrebbe essere prodotto un documento di indirizzo unitario fortemente critico con le posizioni dell’assessorato guidato da Riccardo Conti rispetto alla funzione dell’edilizia sovvenzionata, della difesa del canone sociale, del ruolo delle autogestioni e della funzione sindacale, finora relegata a semplice camera di consultazione.

I due percorsi potrebbero configurare qualcosa d’essenziale non solo per i contenuti ma per l’affermazione d’autonomia da parte di tutte le rappresentanze sociali del settore casa.

Quale potrebbe essere il tratto unificante in tale convergenza?

L’affermazione, corrispondente al dettato costituzionale, che l’edilizia residenziale pubblica è materia con solo concorrente tra Regioni e Stato, ma che esse è subordinata ad un indirizzo nazionale che fissa i criteri generali sull’accesso, la permanenza, il sistema dei canoni, gli standard sociali e ambientali, così come era prescritto dallo stesso noto DL Bassanini.

Da qui la netta opposizione allo spezzettamento e alla creazione di modelli contradditori di gestione del patrimonio e di difformi impieghi dei proventi derivati da canoni e vendite.

Nelle prossime settimane verificheremo inoltre se davvero il DL sugli sfratti esista, se e come si attivano le sue prescrizioni e via dicendo. Tutto questo ed altro ancora per arrivare a quello che testardamente da anni stiamo cercando di ottenere: la formazione di un blocco sindacale-.sociale che si faccia rispettare e ottenga risultati.

 

 

 

Infine - ma non ultimo - è opportuno da subito avere il quadro degli effetti dei programmi pubblico – privati in atto. E’ interessante conoscere quello che sta avvenendo nell’area metropolitana di Firenze.

Il programma dei 20.000 alloggi in affitto, in fase d’avanzata realizzazione (localizzazioni fissate, bandi per la futura locazione già esperiti, canoni già noti) ha significato: 1) nessuna vera concertazione con i sindacati; 2) esclusione dalla realizzazione dei programmi di Casa Spa (ex IACP) ma spartizioni tra coop e grandi imprese; 3) canoni redditizi accompagnati da un regime fiscale di eccezionale favore per la proprietà immobiliare con libertà di azione sulla parte prevalente degli interventi.

Il caso del rapporto tra Comune di Firenze e la società Baldassini Tognozzi è ancor più eclatante: lo stravolgimento speculativo sulla ex area Fiat Ricambi di Viale Belfiore situata a 200 metri da Piazza Santa Maria Novella è barattato con la locazione al Comune di Firenze ( non permanente ma per 8 anni!) di 105 alloggi in periferia, con canoni prefissati al massimo della fascia massima dei patti territoriali.. meno il 20%.

Ebbene, nonostante le nostre critiche e quelle di numerose associazioni ambientaliste, a tali bandi la partecipazione è stata e sarà forte; perché pagare 500 euro al mese per 56 mq è comunque meglio che pagarne 1000 anche se il contratto dura solo 8 anni!

 Capite dove si sta andando? E’ una spirale di progressivo degrado economico, una linea di galleggiamento al limite del soffocamento, ma ancora appunto… al limite! Tutto questo non è il mercato che lo determina ma il connubio vizioso tra potere pubblico ed interesse privato.

 

Segreteria Nazionale Unione Inquilini

Vincenzo Simoni


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