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Riduzione del disagio abitativo per particolari categorie sociali

Seduta VIII Commissione Ambiente – Lavori Pubblici della Camera dei Deputati del 12 dicembre 2006

 

Riduzione del disagio abitativo per particolari categorie sociali. C. 1955 Governo.
(Seguito dell'esame e rinvio).

La Commissione prosegue l'esame, rinviato il 6 dicembre 2006.

Ermete REALACCI, presidente, comunica che sono stati presentati emendamenti al disegno di legge in esame (vedi allegato 5). Al riguardo, ricorda preliminarmente che il provvedimento risulta iscritto - ove concluso dalla Commissione - nel calendario dei lavori dell'Assemblea a partire dalla giornata di domani e, dunque, la Commissione dovrà cercare di concludere entro la seduta odierna l'esame degli emendamenti, per potere inviare tempestivamente il testo alle competenti Commissioni per l'espressione dei prescritti pareri. Fa presente, inoltre, che gli articoli aggiuntivi Lupi 4.04, Lomaglio 4.02, Dussin 4.06, Lupi 4.05, Chianale 4.020 e 4.03, De Corato 4.01, intervenendo su materie non immediatamente riconducibili al contenuto del disegno di legge in esame, presentano taluni profili di problematicità e potrebbero opportunamente essere ritirati ed eventualmente ripresentati in Assemblea, ai fini di una loro più compiuta valutazione.

Giuseppina FASCIANI (Ulivo), relatore, esprime parere favorevole sugli emendamenti Foti 1.2, 1.10 e 2.1, nonché sugli identici emendamenti Foti 3.7 e Dussin 3.17. Raccomanda, inoltre, l'approvazione dei suoi emendamenti 1.16, 1.17, 1.18 - identico all'emendamento Foti 1.12 -, 3.12, 3.13, 3.14 - identico all'emendamento Foti 3.6 -, 3.15, 3.16 - identico all'emendamento Foti 3.2 -, 4.10, 4.5 e 4.4. Invita, infine, i presentatori a ritirare i restanti emendamenti, valutando la loro eventuale ripresentazione in Assemblea.

Il sottosegretario Luigi MEDURI esprime parere conforme a quello del relatore.

La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Dussin 1.19 e 1.20, approva l'emendamento Foti 1.2, e respinge gli emendamenti Dussin 1.22, 1.21 e 1.25.

Tommaso FOTI (AN) ritira il proprio emendamento 1.5, ritenendo che il suo contenuto sia assorbito, nella sostanza, dall'emendamento 1.16 del relatore.

La Commissione, con distinte votazioni, approva l'emendamento 1.16 del relatore e respinge gli emendamenti Foti 1.3, Dussin 1.24, Foti 1.4 e Dussin 1.23.

Gianpiero BOCCI (Ulivo), accogliendo l'invito del relatore, ritira il suo emendamento 1.15.

La Commissione, con distinte votazioni, respinge l'emendamento Dussin 1.27 ed approva l'emendamento 1.17 del relatore.

Ermete REALACCI, presidente, avverte che, con l'approvazione dell'emendamento 1.17 del relatore, si intendono conseguentemente assorbiti gli emendamenti Foti 1.8 e 1.6.

La Commissione respinge, con distinte votazioni, l'emendamento Dussin 1.26, gli identici emendamenti Foti 1.7 e Dussin 1.28, gli emendamenti Dussin 1.29, Foti 1.1, gli identici emendamenti Foti 1.9 e Dussin 1.30, nonché l'emendamento Dussin 1.31.

Aleandro LONGHI (Ulivo) illustra il suo emendamento 1.14, finalizzato a rimuovere una situazione, che definisce «assurda», per cui il proprietario di immobili che evade il fisco gode di benefici fiscali ed è tenuto a contribuire in misura minore all'erario, per il solo fatto di non avere fatto il proprio dovere registrando a norma di legge il contratto di locazione. Peraltro, preso atto dell'invito testé formulato dal relatore, ritira il suo emendamento 1.14, riservandosi di ripresentarlo in Assemblea, eventualmente in una nuova formulazione, che sia in grado di ovviare le possibili perplessità circa la sua corretta interpretazione.

La Commissione, con distinte votazioni, approva l'emendamento Foti 1.10, respinge l'emendamento Dussin 1.32 e gli identici emendamenti Foti 1.11 e Dussin 1.33, approva gli identici emendamenti 1.18 del relatore e Foti 1.12, nonché l'emendamento Foti 2.1, e respinge l'emendamento Dussin 2.2.

Gianpiero BOCCI (Ulivo), illustrando il proprio emendamento 3.11, del quale auspica l'approvazione, precisa che esso intende scongiurare il rischio che sia penalizzata la competenza delle regioni in materia di programmazione degli interventi di edilizia residenziale pubblica e che si pervenga ad una proliferazione dei piani pluriennali, presentati dai comuni ai ministeri competenti.

Ermete REALACCI, presidente, ritiene che la proposta emendativa Bocci 3.11 presenti profili di criticità più che altro per quanto concerne la copertura finanziaria.

Gianpiero BOCCI (Ulivo) esprime dissenso su quanto testè osservato dal presidente Realacci, in quanto il suo emendamento 3.11 intende unicamente richiamare la necessità di individuare l'interlocutore dell'Amministrazione dello Stato.

Maurizio Enzo LUPI (FI) osserva che la questione sottesa all'emendamento Bocci 3.11 è di fondamentale rilievo e concerne una questione già affrontata nel corso della precedente legislatura. Si tratta, a suo avviso, di un problema di sostanza, riguardante la modifica di un orientamento ormai consolidato, in ordine alle competenze delle regioni, a vantaggio di un soggetto, il comune, più vicino ai bisogni dei cittadini, in applicazione del principio di sussidiarietà. Occorre a questo punto che il Parlamento indichi con determinazione la propria linea sul punto.

Tommaso FOTI (AN) ritiene che l'osservazione del deputato Bocci sia condivisibile alla luce dell'impostazione generale data dal nostro ordinamento alla materia dell'edilizia residenziale pubblica. Tuttavia, considerato che l'impianto generale del provvedimento è sbilanciato a favore dei comuni, sottolinea che il nodo da sciogliere è di tipo politico, non tecnico: si tratta di ponderare una scelta di fondo su cui lo stesso Ministro delle infrastrutture non pare in grado di segnalare una propria preferenza.

Maria Cristina PERUGIA (RC-SE), intervenendo sull'emendamento Bocci 3.11, sottolinea che l'articolo 3 concerne il monitoraggio del fabbisogno e della disponibilità sul territorio, al fine della predisposizione di piani pluriennali basati su criteri di tipo quantitativo. Appare, pertanto, coerente che siano i comuni a porre in essere tale attività, considerati gli strumenti di cui dispongono, senza con ciò compromettere le funzioni di programmazione di carattere generale, spettanti alle regioni.

Mauro CHIANALE (Ulivo), condividendo quanto testé precisato dal deputato Perugia, osserva che la norma contenuta all'articolo 3 è da valutare in un'ottica di straordinarietà, necessaria per non stravolgere l'impostazione generale della materia.

Gianpiero BOCCI (Ulivo), alla luce del dibattito svolto, ritira il proprio emendamento 3.11, riservandosi di presentarne una riformulazione per l'esame in Assemblea.

La Commissione respinge, con distinte votazioni, l'emendamento Foti 3.9 e gli identici emendamenti Foti 3.8 e Dussin 3.18.

Tommaso FOTI (AN) ritira il suo emendamento 3.10, in quanto ritiene che il suo contenuto possa risultare assorbito, nella sostanza, dai successivi emendamenti presentati dal relatore all'articolo 3. La Commissione, con distinte votazioni, approva l'emendamento 3.12 del relatore, gli identici emendamenti Foti 3.7 e Dussin 3.17 e l'emendamento 3.13 del relatore, respinge l'emendamento Foti 3.5 ed approva gli identici emendamenti 3.14 del relatore e Foti 3.6.

Tommaso FOTI (AN) ritira il suo emendamento 3.4, che interviene sulla medesima materia dell'emendamento 3.15 del relatore.

La Commissione approva, quindi, l'emendamento 3.15 del relatore.

Ermete REALACCI, presidente, avverte che, con l'approvazione dell'emendamento 3.15 del relatore, si intende conseguentemente assorbito l'emendamento Foti 3.3.

La Commissione, con distinte votazioni, approva gli identici emendamenti 3.16 del relatore e Foti 3.2 e respinge l'emendamento Dussin 3.19.

Tommaso FOTI (AN) insiste per l'approvazione del suo emendamento 3.1, che peraltro riprende le considerazioni svolte dallo stesso Ministro Ferrero in Commissione nella seduta introduttiva dell'esame del provvedimento.

Ermete REALACCI, presidente, nel precisare che l'intervento del Ministro Ferrero, testé richiamato dal deputato Foti, indicava - più che altro - un principio diretto ad incoraggiare una tendenziale condivisione delle decisioni assunte nell'ambito delle commissioni previste dall'articolo 3, ritiene quanto mai opportuno il ritiro dell'emendamento Foti 3.1, che rischia di diventare eccessivamente vincolante per il funzionamento dei previsti organismi inter-istituzionali.

Tommaso FOTI (AN) insiste per la votazione del suo emendamento 3.1, che sembrerebbe più rispondente all'intento rappresentato alla Commissione dal Ministro.

La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Foti 3.1 e 4.2, nonché l'emendamento D'Ulizia 4.18, ed approva gli emendamenti 4.10 e 4.5 del relatore.

Ermete REALACCI, presidente, avverte che, con l'approvazione dell'emendamento 4.5 del relatore, si intende conseguentemente assorbito l'emendamento Foti 4.1.

La Commissione respinge, quindi, l'emendamento Dussin 4.11.

Gianpiero BOCCI (Ulivo) ritira il suo emendamento 4.3.

La Commissione approva, quindi, l'emendamento 4.4 del relatore.

Ermete REALACCI, presidente, ricorda che il relatore ha invitato i presentatori al ritiro degli articoli aggiuntivi riferiti all'articolo 4, considerato che tali proposte potranno essere adeguatamente valutate in occasione della successiva fase di esame presso l'Assemblea.

Maurizio Enzo LUPI (FI) osserva che sarebbe opportuno potere conoscere l'orientamento del relatore e del rappresentante del Governo sul merito degli articoli aggiuntivi presentati, considerato che lo stesso articolo 4 appare disomogeneo rispetto all'impianto del provvedimento in esame. A tal riguardo, ritiene che si debba procedere ad una definizione univoca delle competenze in materia di programmazione nazionale degli interventi di edilizia residenziale pubblica, oltre che di gestione delle emergenze abitative. Si tratta di una materia su cui la Commissione ha già lavorato a lungo nel corso della XIV legislatura e che meriterebbe un intervento di più ampio respiro, volto ad affrontare il tema della riqualificazione complessiva del territorio. Occorre, inoltre, procedere con cautela per scongiurare un contenzioso con la Corte costituzionale e valutare se sussista un percorso condiviso per dare ordine ad una materia che doveva costituire oggetto della cosiddetta «legge obiettivo per le città». Ritiene altresì che il provvedimento in esame dovrebbe affrontare il tema degli affitti, su cui si sono registrati degli elementi di condivisione tra la maggioranza e l'opposizione, facendo sì che la leva fiscale costituisca lo strumento con cui affrontare e risolvere l'emergenza abitativa, anche al fine di dare sostegno alle fasce più deboli. In quest'ottica, sottolinea l'opportunità di una approfondita riflessione sull'introduzione della cosiddetta «cedolare secca» sui redditi derivanti dalle locazioni.

Tino IANNUZZI (Ulivo), ricordando che nel corso della precedente legislatura non fu possibile pervenire alla approvazione della cosiddetta «legge obiettivo per le città», rileva che le questioni toccate dal provvedimento ed emerse nel corso del dibattito sono delicate: sarebbe auspicabile che l'intervento normativo del Parlamento potesse operare a vasto raggio, sulla base di un consenso da parte del Governo e in un confronto aperto con l'opposizione. Osserva che non è possibile pervenire ad uno strumento normativo per il rilancio delle aree urbane senza adeguate risorse finanziarie: si tratta di un nodo insormontabile, già portato all'attenzione del Governo con due risoluzioni e che dovrebbe essere affrontato per dare credibilità e concretezza al provvedimento in esame.

Tommaso FOTI (AN) osserva che, alla luce del dettato costituzionale, nella materia che riguarda l'edilizia residenziale si devono predisporre soltanto norme di carattere generale, come avvenuto in passato nella materia urbanistica, senza invadere l'ambito di competenza che la stessa Costituzione riserva alle regioni. Per quanto concerne gli articoli aggiuntivi presentati dal deputato Lupi, rileva che tali proposte intendono individuare un indirizzo valido per il territorio nazionale senza incorrere in un conflitto con le regioni. In generale, ritiene che si debba procedere ad un intervento che consenta una ripresa del mercato delle locazioni, considerato che gli incentivi attualmente in discussione nel corso dell'esame della legge finanziaria per il 2007 non sono tali da incoraggiare tale ripresa. In merito al problema della copertura finanziaria degli interventi necessari, ritiene che si dovrebbe evitare di aggirare gli ostacoli, come invece sta avvenendo con il disegno di legge finanziaria per il 2007.

Romolo BENVENUTO (Ulivo), considerato il rischio di un'involuzione nella disciplina della materia, che dovrebbe non invadere ambiti di competenza regionale ormai consolidati, prospetta la necessità di una discussione seria, che affronti il tema della programmazione nazionale in termini ampi e non sulla base dell'insorgere di una situazione di emergenza. Il rischio, infatti, è quello di compiere un pericoloso «ritorno al passato», che giudica assolutamente inopportuno.

Maurizio ACERBO (RC-SE) ritiene che in luogo di un dibattito di carattere ideologico si dovrebbe procedere ad una valutazione dell'esperienza di strumenti quali i contratti di quartiere o i PRUSST. Ritiene, a tal fine, che l'osservazione formulata nel parere della Commissione parlamentare per le questioni regionali sia fondata e che si debba procedere ad una individuazione univoca del ruolo dello Stato e delle regioni, al fine di dare risposte ai bisogni sociali.

Franco STRADELLA (FI), nel rilevare la convergenza tra maggioranza e opposizione sul contenuto dell'articolo 4, sottolinea che predisporre un provvedimento idoneo a superare con successo il vaglio di costituzionalità circa la proroga degli sfratti è altra cosa rispetto alla definizione di una riforma complessiva di una materia ormai consolidata. Occorre, a suo giudizio, non perdere di vista l'obiettivo del provvedimento ed evitare ogni conflitto tra lo Stato e le regioni.

Ermete REALACCI, presidente, ritiene che non vi siano dubbi su talune ambiguità del disegno di legge in esame, che è nato per risolvere un'emergenza, ma ha introdotto elementi nuovi su temi complessi, meritevoli di un accurato approfondimento.

Giuseppina FASCIANI (Ulivo), relatore, esprimendo la propria condivisione sulla maggior parte delle riflessioni che sono state condotte nel corso del dibattito, ritiene che l'articolo 4 introduca elementi di straordinarietà, che dovrebbero essere ridefiniti in modo proporzionale alle finalità del provvedimento. In tal senso, rinnova l'invito al ritiro degli articoli aggiuntivi presentati, impegnandosi a valutare possibili, ulteriori, proposte emendative per l'Assemblea, che consentano di venire incontro ai rilievi testé emersi.

Maurizio Enzo LUPI (FI) ritira i propri articoli aggiuntivi 4.04 e 4.05.

Aleandro LONGHI (Ulivo) ritira l'articolo aggiuntivo Lomaglio 4.02, di cui è cofirmatario.

Guido DUSSIN (LNP) ritira il proprio articolo aggiuntivo 4.06.

Mauro CHIANALE (Ulivo) ritira i propri articoli aggiuntivi 4.020 e 4.03.

Tommaso FOTI (AN) ritira l'articolo aggiuntivo De Corato 4.01, di cui è cofirmatario.

Ermete REALACCI, presidente, avverte che il testo del provvedimento risultante dagli emendamenti approvati sarà trasmesso alle competenti Commissioni parlamentari, per l'espressione del prescritto parere. Rinvia, quindi, il seguito dell'esame alla seduta già prevista per domani.

La seduta termina alle 20.

ALLEGATO 5

Riduzione del disagio abitativo per particolari categorie sociali (C. 1955 Governo).

EMENDAMENTI

ART. 1.

Sopprimerlo.
1. 19. Dussin.

Sopprimere il comma 1.
1. 20. Dussin.

Al comma 1, sostituire le parole: di sfratto con le seguenti: di rilascio per finita locazione degli immobili adibiti ad uso di abitazioni.
1. 2. Foti, Stradella.

Al comma 1, sopprimere le parole: nei comuni capoluoghi di provincia e comuni limitrofi con oltre 10.000 abitanti e.
1. 22. Dussin.

Al comma 1, sostituire le parole: nei comuni capoluoghi di provincia e comuni limitrofi con oltre 10.000 abitanti e nei comuni ad alta tensione abitativa di cui alla delibera CIPE n. 97/03 del 13 novembre 2003, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 40 del 18 febbraio 2004 con le seguenti: in comuni con più di un milione di abitanti.
1. 21. Dussin.

Al comma 1, sostituire le parole: , nei comuni limitrofi con oltre 10.000 abitanti e nei comuni ad alta tensione abitativa con le seguenti: e nei comuni limitrofi con oltre 10.000 abitanti, qualora rientranti nell'elenco dei comuni ad alta tensione abitativa.
1. 25. Dussin.

Al comma 1, sostituire le parole: nei comuni limitrofi con le seguenti: nei comuni confinanti, e in quelli con questi a loro volta confinanti.
1. 5. Foti, Stradella.

Al comma 1, sostituire le parole: nei comuni limitrofi con le seguenti: nei comuni confinanti.
1. 16. Il Relatore.

Al comma 1, sopprimere le parole: e nei comuni ad alta tensione abitativa di cui alla delibera CIPE n. 87/03 del 13 novembre 2003, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 40 del 18 febbraio 2004.
1. 3. Foti, Stradella.

Al comma 1, sopprimere le parole: e nei comuni ad alta tensione abitativa di cui alla delibera CIPE n. 87/03.
1. 24. Dussin.

Al comma 1, dopo le parole: ad alta tensione abitativa aggiungere le seguenti: con più di 10.000 abitanti.
1. 4. Foti, Stradella.

Al comma 1, dopo le parole: ad alta tensione abitativa aggiungere le seguenti: con almeno 10.000 abitanti.
1. 23. Dussin.

Al comma 1, sostituire le parole: otto mesi con le seguenti: dieci mesi.
1. 15. Bocci.

Al comma 1, sostituire le parole: 27.000 euro con le seguenti: quello previsto per l'accesso ai contributi del Fondo nazionale per il sostegno all'accesso alle abitazioni in locazione.
1. 27. Dussin.

Al comma 1, sopprimere le parole: figli a carico.

Conseguentemente, al medesimo comma aggiungere in fine il seguente periodo: La sospensione si applica, alle stesse condizioni, anche ai conduttori che abbiano, nel proprio nucleo familiare, figli fiscalmente a carico.
1. 17. Il Relatore.

Al comma 1, sopprimere le parole: figli a carico.

Conseguentemente, al medesimo comma aggiungere in fine il seguente periodo: La sospensione si applica, alle stesse condizioni, anche ai conduttori che abbiano, nel proprio nucleo familiare, figli a carico.
1. 8. Foti, Stradella.

Al comma 1, sostituire le parole: figli a carico con le seguenti: figli minori di età ovvero figli iscritti a scuole medie superiori.
1. 26. Dussin.

Al comma 1, sostituire le parole: figli a carico con le seguenti: figli fiscalmente a carico ai sensi dell'articolo 12 del decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917.
1. 6. Foti, Stradella.

Al comma 1, sopprimere le parole: adeguata al nucleo familiare.
* 1. 7. Foti, Stradella.

Al comma 1, sopprimere le parole: adeguata al nucleo familiare.
* 1. 28. Dussin.

Sopprimere il comma 2.
1. 29. Dussin.

Al comma 2, primo periodo, sostituire le parole: con dichiarazione resa nelle forme di cui all'articolo 4, comma 4, del decreto-legge 27 maggio 2005, n. 86, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 luglio 2005, n. 148, e comunicata al locatore ai sensi del comma 5 del medesimo articolo 4 con le seguenti: nelle forme di cui al decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, e comunicata al locatore ai sensi dell'articolo 4, comma 5, del decreto-legge 27 maggio 2005, n. 86, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 luglio 2005, n. 148.
1. 1. Foti, Stradella.

Al comma 2, sopprimere l'ultimo periodo.
* 1. 9. Foti, Stradella.

Al comma 2, sopprimere l'ultimo periodo.
* 1. 30. Dussin.

Sopprimere il comma 3.
1. 31. Dussin.

Al comma 3, dopo le parole: ad uso abitativo concessi in locazione aggiungere le seguenti: da soggetti che non abbiano registrato annualmente il contratto di locazione nonché.
1. 14. Longhi, Lomaglio, Margiotta.

Al comma 5, secondo periodo, sostituire le parole: all'intervento con le seguenti: alla redazione del piano straordinario pluriennale.
1. 10. Foti, Stradella.

Al comma 6, primo periodo, sopprimere la parola: sopraggiunta.
1. 32. Dussin.

Al comma 6, sopprimere l'ultimo periodo.
* 1. 11. Foti, Stradella.

Al comma 6, sopprimere l'ultimo periodo.
* 1. 33. Dussin.

Al comma 6, ultimo periodo, dopo le parole: legge 9 dicembre 1998, n. 431, e successive modificazioni, aggiungere le seguenti: e con i conduttori di cui ai commi 1 e 3 del presente articolo.
** 1. 18. Il Relatore.

Al comma 6, ultimo periodo, dopo le parole: legge 9 dicembre 1998, n. 431, e successive modificazioni, aggiungere le seguenti: e con i conduttori di cui ai commi 1 e 3 del presente articolo.
** 1. 12. Foti, Stradella.

ART. 2.

Al comma 1, primo periodo, dopo le parole: nell'articolo 1 aggiungere le seguenti: , commi 1 e 3,.
2. 1. Foti, Stradella.

Al comma 1, secondo periodo, sostituire le parole: possono prevedere con la seguente: prevedono.
2. 2. Dussin.

ART. 3.

Sostituire il comma 1 con il seguente:
1. Entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano predispongono, su proposta dei comuni individuati nell'articolo 1, sulla base del fabbisogno di edilizia residenziale pubblica, con particolare riferimento a quello espresso dalle categorie di cui al medesimo articolo 1 già presenti nelle graduatorie per l'assegnazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica ed indicate dagli stessi comuni, un piano straordinario articolato in tre annualità da inviare per il finanziamento ai Ministeri delle infrastrutture e della solidarietà sociale e al Ministro delle politiche per la famiglia.
3. 11. Bocci.

Al comma 1, dopo le parole: un piano straordinario pluriennale aggiungere le seguenti: indicandone le modalità di finanziamento,.
3. 9. Foti, Stradella.

Sopprimere i commi 2 e 3.
* 3. 8. Foti, Stradella.

Sopprimere i commi 2 e 3.
* 3. 18. Dussin.

Sostituire il comma 2 con il seguente:
2. Nei comuni individuati nell'articolo 1 possono essere istituite apposite commissioni, con durata di diciotto mesi a fare data dall'entrata in vigore della presente legge, per l'eventuale graduazione delle azioni di rilascio, finalizzate a favorire il passaggio da casa a casa per i soggetti di cui al medesimo articolo 1.
3. 10. Foti, Stradella.

Al comma 2, dopo le parole: apposite commissioni aggiungere le seguenti: , con durata di diciotto mesi,.
3. 12. Il Relatore.

Al comma 2, dopo le parole: per l'eventuale graduazione, aggiungere le seguenti: , fatte salve le competenze dell'Autorità giudiziaria ordinaria,.
* 3. 7. Foti, Stradella.

Al comma 2, dopo le parole: per l'eventuale graduazione aggiungere le seguenti: , fatte salve le competenze dell'Autorità giudiziaria ordinaria,.
* 3. 17. Dussin.

Al comma 3, dopo le parole: Governo aggiungere le seguenti: convocano e.
3. 13. Il Relatore.

Al comma 3, dopo le parole: del sindaco aggiungere le seguenti: , del Comandante provinciale dei Carabinieri,.
3. 5. Foti, Stradella.

Al comma 3, dopo le parole: del sindaco aggiungere le seguenti: del Comune interessato all'esecuzione di rilascio.
* 3. 14. Il Relatore.

Al comma 3, dopo le parole: del sindaco aggiungere le seguenti: del Comune interessato all'esecuzione di rilascio.
* 3. 6. Foti, Stradella.

Al comma 3, sopprimere le parole: dei rappresentanti delle organizzazioni sindacali degli inquilini e dei rappresentanti delle associazioni della proprietà edilizia.
3. 4. Foti, Stradella.

Al comma 3, aggiungere in fine le seguenti parole: maggiormente rappresentative individuate ai sensi dell'articolo 4, comma 1, della legge 9 dicembre 1998, n. 431, e della convenzione nazionale, sottoscritta ai sensi della predetta disposizione in data 8 febbraio 1999 e successive modificazioni.
3. 15. Il Relatore.

Al comma 3, aggiungere in fine le seguenti parole: maggiormente rappresentative.
3. 3. Foti, Stradella.

Al comma 3, aggiungere in fine le seguenti parole: nonché di un rappresentante del locale istituto autonomo case popolari, comunque denominato.
* 3. 16. Il Relatore.

Al comma 3, aggiungere, in fine, le seguenti parole: nonché di un rappresentante del locale istituto autonomo case popolari, comunque denominato.
* 3. 2. Foti, Stradella.

Al comma 3, aggiungere, in fine, il seguente periodo: Le Commissioni decidono all'unanimità.
3. 19. Dussin.

Al comma 3, aggiungere, in fine, il seguente periodo: Le Commissioni, nominate dal Prefetto, adottano le proprie decisioni all'unanimità.
3. 1. Foti, Stradella.

ART. 4.

Al comma 1, sostituire le parole: il tavolo di concertazione con le seguenti: una commissione.

Conseguentemente, al comma 2, alinea, sostituire le parole: dal tavolo di concertazione con le seguenti: dalla commissione e del tavolo di concertazione con le seguenti: della commissione.
4. 2. Foti, Stradella.

Al comma 1, in fine, sostituire le parole: e delle cooperative con le seguenti: e un rappresentante per ciascuna delle Associazioni Nazionali di rappresentanza, assistenza, tutela e revisione del movimento cooperativo giuridicamente riconosciute.
4. 18. D'Ulizia.

Al comma 1, dopo le parole: delle cooperative aggiungere le seguenti: di abitazione.
4. 10. Il Relatore.

Al comma 2, lettera a), sostituire le parole: a canone sociale e a canone concordato con le seguenti: a canone sociale sulla base dei criteri stabiliti dalle leggi regionali e a canone concordato sulla base dei criteri stabiliti dall'articolo 2, comma 3, della legge 9 dicembre 1998, n. 431.
4. 5. Il Relatore.

Al comma 2, lettera a), sostituire le parole: a canone sociale e a canone concordato con le seguenti: alle condizioni stabilite dalle leggi regionali.
4. 1. Foti, Stradella.

Al comma 2, sostituire la lettera b)con la seguente:
b) proposte normative in materia di incentivi fiscali indirizzate alla normalizzazione del mercato immobiliare.
4. 11. Dussin.

Al comma 2, aggiungere in fine la seguente lettera:
c)
i finanziamenti da ripartire tra le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano per la predisposizione dei programmi di cui alla lettera a).
4. 3. Bocci.

Aggiungere infine il seguente comma:
2-bis. Il programma nazionale di cui al comma 2 è trasmesso alle Camere per l'espressione del parere da parte delle competenti commissioni parlamentari, da rendere entro trenta giorni dalla data di assegnazione.
4. 4. Il Relatore.

Dopo l'articolo 4 aggiungere il seguente:

«Art. 4-bis.
(Legge obiettivo per le città).

1. Il Governo, per promuovere lo sviluppo economico, individua gli ambiti urbani e territoriali di area vasta, strategici e di preminente interesse nazionale, ove attuare un programma di interventi in grado di accrescerne le potenzialità competitive a livello nazionale ed internazionale, con particolare riferimento al sistema europeo delle città.
2. In sede di predisposizione del programma di cui al comma 1, il Governo procede secondo finalità di riequilibrio socio-economico fra le aree del territorio nazionale, perseguendo i seguenti obiettivi:
a) sostenere iniziative di valorizzazione degli ambiti urbani e territoriali di, area vasta anche attraverso l'incremento della dotazione di infrastrutture anche immateriali e di servizi, ottimizzando le esternalità generate dai processi di potenziamento infrastrutturali del territorio;
b) rafforzare i sistemi urbani e territoriali di area vasta anche attraverso la risoluzione dei problemi di mobilità conseguenti al traffico urbano e di attraversamento di merci e passeggeri;
c) ottimizzare le opportunità offerte dalla presenza di assi infrastrutturali transnazionali per caratterizzare gli ambiti territoriali come elementi di connessione transfrontaliera;
d) configurare un insieme di interventi, di funzioni e di attrezzature capaci di assicurare processi economici di sviluppo sostenibile e coniugare una molteplicità di soggetti pubblici e privati, attese sociali e interessi economici anche differenziati;
e) contribuire a risolvere le situazioni di emergenza abitativa presenti negli ambiti urbani interessati dalla presente legge attraverso la promozione in aree di proprietà pubblica o anche con destinazione diversa da quella residenziale nella disponibilità del soggetto proponente privato di programmi residenziali caratterizzati da un massimo del trenta per cento di alloggi per la locazione a canone economicamente sostenibile, del dieci per centro per l'emergenza abitativa da cedere gratuitamente al comune e per la restante quota da alloggi in proprietà «prima casa». Le modalità di attuazione dei programmi saranno definite entro il 31 dicembre 2007 con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, sentiti i Ministri competenti e le Commissioni parlamentari;
f) perseguire, secondo il principio di sussidiarietà, l'efficienza allocativa delle risorse statali investite attraverso l'implementazione delle fonti finanziarie dei soggetti che partecipano alla realizzazione degli interventi.

3. Entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Ministero delle infrastrutture elabora le linee guida per la predisposizione del piano degli interventi di cui al comma 4. Le linee guida sono pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale.
4. Al fine della predisposizione del programma, il Ministero delle infrastrutture, entro sessanta giorni dalla pubblicazione delle linee guida di cui al comma 3, d'intesa con ogni singola regione ovvero con le regioni interessate individua gli ambiti urbani e territoriali di area vasta strategici e di preminente interesse nazionale. L'elenco dei comuni abilitati a presentare proposte di piano è pubblicato nei successivi trenta giorni sulla Gazzetta Ufficiale. Entro i successivi centoventi giorni i comuni abilitati trasmettono le proposte di piano al Ministero delle infrastrutture e alla regione ovvero alle regioni competenti. Qualora il piano di interventi riguardi più comuni, gli stessi si impegnano ad attivare ogni utile forma di coordinamento individuando un soggetto promotore dell'iniziativa. Nella fase di attuazione del piano, i comuni si associano ai sensi di quanto previsto dal decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267.
5. Il piano degli interventi, al fine del perseguimento degli obiettivi di cui al comma 2, può anche prevedere l'adozione dei seguenti strumenti:
a) trasferimento di diritti edificatori e istituzione di apposito registro;
b) incrementi premiali dì diritti edificatori finalizzati alla dotazione di servizi, di alloggi a canone concordato, spazi pubblici e di miglioramento della qualità urbana;
c) misure fiscali di competenza comunale sugli immobili e strumenti di incentivazione del mercato della locazione.

6. Ai piani, trasmessi dal Ministero delle infrastrutture nei sessanta giorni successivi al CIPE, che li approva entro sessanta giorni, è assicurata ogni idonea forma di pubblicità al fine di consentire la formulazione di osservazioni e pareri finalizzati al miglioramento dei piani medesimi. Le forme di pubblicità ed i soggetti legittimati alla formulazione di osservazioni e pareri sono indicati nelle linee guida di cui al comma 3.
7. I comuni, individuati ai sensi del comma 4, predispongono il piano definitivo degli interventi anche attivando la partecipazione di proposte private e secondo l'intesa sottoscritta dalla Conferenza Stato-città ed autonomie locali. Il piano è trasmesso al Ministero delle infrastrutture.
8. I piani si attuano con la sottoscrizione di un accordo di programma quadro da parte dei soggetti competenti per l'attuazione.
9. Le attività di accompagnamento, controllo e monitoraggio relative all'avanzamento fisico, finanziario e procedurale dei piani sono assicurate dal Ministero delle infrastrutture che predisposte una relazione annuale al Parlamento.
10. Una quota non inferiore al 15 per cento delle risorse annualmente disponibili dei piani di investimento deliberati dall'INAIL è destinata a finanziare la realizzazione, da parte di imprese di costruzione e cooperative di cui all'articolo 13 della legge 31 gennaio 1992, n. 59, di alloggi per la locazione a canone economicamente sostenibile da assegnare prioritariamente ai dipendenti dei corpi armati dello Stato, nonché degli interventi di cui al comma 2, lettera e), del presente articolo.
4. 04. Lupi, Stradella.

Dopo l'articolo 4, aggiungere il seguente:

Art. 4-bis.
(Programmi di recupero urbano).

1. Al fine di consentire il completamento dei lavori delle opere finanziate ai sensi dell'articolo 2, comma 63, lettera b), della legge 23 dicembre 1996, n. 662, dell'articolo 1, comma 8, della legge 27 dicembre 1997, n. 449, e dell'articolo 61, comma 1, della legge 23 dicembre 1998, n. 448, inserite nei programmi di recupero urbano denominati «Contratti di Quartiere», i Comuni sono autorizzati ad utilizzare i ribassi d'asta ed eventuali economie, a qualsiasi titolo conseguite, per la copertura di sopravvenuti maggiori costi risultanti da perizie di variante o progetti di completamento, ovvero da risoluzione dei contratti d'appalto.
2. Il Ministero delle infrastrutture provvede a mettere a disposizione le somme, nei limiti massimi del finanziamento concesso, a seguito della trasmissione da parte dei Comuni interessati del provvedimento di approvazione delle perizie di variante o dei progetti di completamento.
4. 02. Lomaglio, Longhi, Pedulli, Chianale.

Dopo l'articolo 4 inserire il seguente:

Art. 4-bis.
(Tassazione dei redditi derivanti da contratti di locazione di immobili adibiti ad uso abitativo).

1. I redditi percepiti da persone fisiche derivanti da contratti di locazione di immobili ad uso abitativo, determinati ai sensi dell'articolo 37 del decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni, sono soggetti ai fini IRE all'aliquota unica del 23 per cento, con esclusione dei redditi derivati dai contratti di locazione, stipulati o rinnovati a norma dell'articolo 2, comma 3, della legge 9 dicembre 1998, n. 431, ai quali si applicano le seguenti aliquote:
a) redditi derivanti dalla locazione fino a 3 immobili, 12,5 per cento;
b) redditi derivanti dalla locazione di 4 fino a 8 immobili, 18 per cento;
c) redditi derivanti dalla locazione di 9 immobili e oltre, 23 per cento.

2. La tassazione di cui al comma precedente non si applica ai medesimi redditi

se risultanti esenti in seguito all'applicazione delle deduzioni vigenti.
3. Le disposizioni di cui al comma 1 decorrono dal periodo d'imposta successivo a quello in corso alla data dell'entrata in vigore della presente legge.
4. Con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, da emanare entro sessanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge, sono definite le modalità applicative delle disposizioni di cui al comma 1.
5. Agli oneri derivanti dall'applicazione del presente articolo, pari a un milione di euro a decorrere dall'anno 2007, si provvede mediante corrispondente riduzione, per gli anni 2007 e 2008, dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 2006-2008, nell'ambito dell'unità previsionale di base di parte corrente «Fondo speciale» dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2006, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al medesimo Ministero.
6. Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.
4. 06. Dussin.

Dopo l'articolo 4, aggiungere il seguente:

Art. 4-bis.
(Tassazione di redditi da locazione).

1. Per gli anni 2007 e 2008 il reddito imponibile annuo derivante al proprietario dai contratti di locazione stipulati o rinnovati ai sensi della legge 9 dicembre 1998, n. 431, nonché per quelli relativi a immobili oggetto di convenzionamento con i comuni, è soggetto all'imposta sostitutiva delle imposte sui redditi con l'aliquota del venti per cento.
2. All'articolo 16, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 21 dicembre 1986 n. 917, il comma 1 è sostituito dal seguente:
1. Ai soggetti titolari di contratti di locazione di unità immobiliari adibite ad abitazione principale degli stessi, stipulati o rinnovati ai sensi della legge 9 dicembre 1998 n. 431, spetta una detrazione dall'IRPEF, rapportata al periodo dell'anno durante il quale sussiste tale destinazione, nelle seguenti percentuali:
a) il 25 per cento del canone di locazione annuo, non superiore a 6.000 euro, se il reddito complessivo non supera 15.000 euro;
b) il 15 per cento del canone di locazione annuo, non superiore a 8.000 curo, se il reddito complessivo é compreso tra 15.001 e 28.000 euro.
4. 05. Lupi, Stradella.

Dopo l'articolo 4, inserire il seguente:

Art. 4-bis.
(Definizione di alloggio sociale).

1. Ai fini di ottemperare a quanto previsto dalla Decisione della Commissione Europea del 28 novembre 2005(2005/842/CE) in materia di aiuti di stato a favore degli alloggi sociali, il Ministro delle infrastrutture, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, definisce con proprio decreto, di concerto con i Ministri della solidarietà sociale, delle politiche per la famiglia, per le politiche giovanili e le attività sportive e d'intesa con la Conferenza unificata, ai sensi dell'articolo 8, comma 6, della legge 5 giugno 2003, n. 131, le caratteristiche e i requisiti degli alloggi sociali esenti dall'obbligo di notifica degli aiuti di stato.
4. 020. Chianale, Mariani.

Dopo l'articolo 4, aggiungere il seguente:

Art. 4-bis.
(Proroga termini inizio lavori alloggi in locazione).

1. Il termine di inizio dei lavori degli alloggi di edilizia residenziale in locazione finanziati ai sensi dell'articolo 145, comma 33, della legge 23 dicembre 2000, n. 388, e ricompresi nei Programmi operativi regionali in attuazione del «Programma 20.000 alloggi in affitto», di cui all'articolo 7 del decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti del 27 dicembre 2001, e successive modifiche e integrazioni, è prorogato al 31 maggio 2007.
4. 03. Chianale, Iannuzzi, Mariani, Lomaglio, Longhi, Margiotta, Galeazzi, Pedulli, Bocci.

Dopo l'articolo 4, aggiungere il seguente:

Art. 4.
(Modifica degli articoli 27 e 28 della legge 27 luglio 1978, n. 392).

1. Al comma 3 dell'articolo 27 e al comma 1 dell'articolo 28 della legge 27 luglio 1978, n. 392, dopo la parola: «alberghiere» sono aggiunte le seguenti: «o all'esercizio di attività teatrali».
2. Le disposizioni di cui al comma 1 si applicano anche agli immobili adibiti all'esercizio di attività teatrali per i quali, alla data di entrata in vigore della presente legge, siano stati stipulati contratti di locazione aventi scadenza successiva alla detta data, salvo che, per gli stessi, non sia stata pronunciata convalida di sfratto per morosità. I detti contratti, alla prima scadenza successiva all'entrata in vigore della presente legge, sono rinnovati di diritto per un periodo di nove anni, salva la facoltà delle parti di pattuire una durata maggiore. È facoltà del locatore di richiedere, nel corso del detto periodo, la maggiorazione prevista nel comma 4, ferma la rivalutazione del canone che già risulti contrattualmente prevista. Alla scadenza del periodo medesimo si applicano al contratto le disposizioni dell'articolo 28 della legge 27 luglio 1978, n. 392.

4. 01. De Corato, La Russa, Gamba, Foti, Stradella.

 


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