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Untitled Document 01.01.07. Notizie ansa su nairobi


KENYA: ALMENO 70 MILA I PROFUGHI PER VIOLENZE, CROCE ROSSA
(ANSA-AFP) - NAIROBI, 1 GEN - Almeno 70 mila persone sono
sfollate a causa delle violenze in atto nella zona ovest del
Kenya, violenze che hanno fatto a oggi, in tutto il paese, circa
300 morti, bilancio sembra destinato a diventare più pesante.
Lo si apprende da fonti della Croce Rossa keniana che ha
denunciato "un massacro insensato".
Immagini aeree delle zone occidentali del paese mostrano
centinaia di case e capanne incendiate e blocchi stradali creati
ogni dieci chilometri sulle principali vie di comunicazione.
"E' un disastro nazionale", ha dichiarato durante una
conferenza stampa il segretario generale dell'organizzazione
Abbas Gullet. "Solo le persone del gruppo etnico giusto"
possono passare questi blocchi, ha aggiunto senza specificare di
quale etnia siano quelli che controllano i blocchi stradali.
(ANSA-AFP).

KENYA: NUNZIO, MOLTE PERSONE RIFUGIATE NELLE NOSTRE CHIESE
CITTA' DEL VATICANO
(ANSA) - CITTA' DEL VATICANO, 1 GEN - "Abbiamo molte persone
che si sono rifugiate per paura anche nelle nostre parrocchie".
E' quanto ha detto all'ANSA il nunzio apostolico a Nairobi,
arcivescovo Alain Paul Lebeaupin, confermando che è una chiesa
protestante quella in cui a Eldoret, nel Kenya dell'ovest, sono
morte bruciate decine di persone. Il rappresentante pontificio
si tiene in contatto con l'arcivescovo di Eldoret, monsignor
Cornelius Kipng'eno Arap Korir, che si è recato nei luoghi
investiti dalle violenze post-elettorali.
Monsignor Lebeaupin manifesta il timore che gli episodi di
violenza possano prendere di mira anche le chiese cattoliche
della diocesi di Eldoret, insieme ad altre di diverse
confessioni, dove la popolazione si è asserragliata.
"Il vescovo è andato nei diversi posti per verificare di
persona la situazione", ha spiegato. Di quanto accaduto e
dell'evolversi degli eventi la nunziatura tiene costantemente
informata la Santa Sede. Oltre che nella diocesi di Eldoret, la
gente si sta rifugiando nelle chiese anche in quelle di Kakamega
e Kisumo, sempre nel Kenya occidentale. (ANSA)-01-01 16:59
KENYA: FUGGONO NELLE CHIESE I KIKUYU, FORSE 50 GLI ARSI VIVI
NAIROBI
(ANSA) - NAIROBI, 1 GEN - La chiesa cristiana data alle
fiamme ad Eldoret (ovets del kenya) dove sono morte, secondo
alcune fonti, una cinquantina di persone di cui molti bambini,
era di rito Wakorino. Una chiesa che affonda le sue basi su riti
ancestrali dell'etnia kikuyo. Lo si apprende da fonti molto
attendibili, anche se non ancora ufficiali.
Se vero, tutti i morti, e i numerosissimi feriti, sarebbero
quasi certamente kikuyo. Questo darebbe un impulso drammatico ai
sanguinosi scontri in corso in Kenya (il cui bilancio sfiora
ormai i 300 morti negli ultimi cinque giorni), scontri che di
politico ormai non hanno più nulla, ma che sono divenuti
sostanzialmente a base etnica.
Secondo alcune fonti religiose, sarebbero ormai a centinaia i
Kikuyu, terrificati, che hanno cercato rifugio nelle chiese
della zona della città keniana occidentale di Eldoret, dove
molte case sono state date alle fiamme e dove è ormai
pericoloso muoversi.
Quella kikuyo è la principale etnia del Paese, e dall'
indipendenza (1963) ha avuto sempre nelle sue mani quasi tutto
il potere: dai livelli più alti, fino ai più piccoli posti
impiegatizi. Tendenza accentuatasi nei cinque anni di presidenza
di Mwai Kibaki - confermato al suo posto dalle ultime,
contestate votazioni - anche lui di etnia kikuyo.
Il leader dell'opposizione, Raila Odinga, è invece un Luo,
la terza etnia del Paese, ma molto potente economicamente e
culturalmente. Al suo seguito c'erano non solo la gran massa dei
diseredati keniani, ma numerosi dei circa 40 altri (tra grandi e
piccoli) gruppi etnici keniani, stanchi dello strapotere kikuyo.
Questa si sta rivelando la vera chiave di lettura della gran
parte delle uccisioni di questi giorni: scontri etnici che
evocano gli spettri non lontani del Ruanda.
(ANSA).


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