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04.01.08. Firenze Morte per assideramento. Fallite le politiche
comunali.Comunicato Stampa Unaltracittà/Unaltromondo

++++ Morte per assideramento di un giovane indiano.
De Zordo: "Fallite le politiche comunali. Si aprano luoghi pubblici
riscaldati: da oggi accoglienza per tutti senza distinzione di età,
provenienza, documenti."

La morte di un giovane indiano per assideramento alla stazione di
Campo di Marte è un fatto molto grave per una città che si vuol
definire civile. E pensare che la drammatica situazione dei Senza
Fissa Dimora, oggetto anche di una mia interrogazione in Consiglio,
era stata denunciata per tempo dall'Assemblea Autoconvocata delle
Piagge. Una denuncia che l'assessore alle marginalità Lucia De Siervo
ha accolto con superficialità e con l'accusa di strumentalizzare la
cosiddetta 'emergenza freddo' per cercare visibilità (dichiarazioni a
Repubblica del 23/12). Dopo questa morte, e con le circa 300 persone
costrette a dormire per strada in questa città, riprendiamo l'appello
lanciato il 22 dicembre scorso dall'Assemblea Autoconvocata e da molte
associazioni indipendenti sul territorio. Lo stesso prefetto di
Firenze si era reso disponibile a fornire supporto e assistenza per
garantire un luogo caldo ai tanti senza tetto. Ma l'assessore De
Siervo si diceva convinta di tenere tutto sotto controllo.

Ed è grave, oltrechè pericoloso per la tenuta della coesione
sociale in città, che per ben 7 giorni nessuna notizia non sia
trapelata: dal 29 dicembre ad oggi nessuno ha informato l'opinione
pubblica di questa morte, che certo offusca non poco una presunta
immagine di città modello sui temi dell'accoglienza. Anche se
dall'ordinanza dei lavavetri in poi nessuno crede più alle favole.

Riemerge anche in questo caso il problema delle residenze; il
sindaco due anni fa ha emesso un'ordinanza che impedisce alle
associazioni di offrire una residenza ai Senza Fissa Dimora,
privilegiando solo ed esclusivamente le persone e le associazioni che
rientrano nei canoni e nei percorsi voluti dall'amministrazione. Chi è
'buono' ottiene la residenza, chi è 'cattivo' e rifiuta un percorso di
inserimento, no. Una dinamica inaudita, che tra gli effetti ha quello
di impedire ad una larga fetta di senza fissa dimora di godere dei
diritti minimi di cittadinanza.

Nei mesi scorsi molte città italiane si sono organizzate per
l'accoglienza invernale predisponendo locali riscaldati o un servizio
di soccorso notturno itinerante sul territorio urbano. A Firenze siamo
a 200 posti per l'accoglienza invernale mentre le associazioni che
lavorano sul territorio hanno contato più di 300 persone tra adulti e
bambini che dormono per strada, tra Osmannoro, S.M. Novella, Campo
di Marte, Salviatino, piazza Libertà e altri luoghi. Per questi è
necessario fare qualcosa prima che sia troppo tardi.


Che l'Amministrazione si attivi subito per accogliere la
collaborazione di Prefettura e Protezione civile resesi già
disponibili.

Che proceda in questi mesi invernali con l'apertura immediata di
uno dei vari edifici pubblici non utilizzati dove accogliere tutte le
persone che ne hanno bisogno, senza che uno sbarramento legato all'età
(l'emergenza freddo prevede la soglia dei 45 anni), ai documenti in
regola, o alla residenza possa impedire di dare ospitalità a chi ne ha
bisogno. Senza distinzione di razza e provenienza. Questa è
accoglienza. Di questo ha diritto la città di Firenze.


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