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Dopo che le elezioni ci hanno visto il sindacato più votato in azienda stiamo lavorando attorno ad alcuni punti qualificanti del nostro programma elettorale

 

SALARI FERMI, PROFITTI E RENDITE ALLE STELLE

 

Quello che era sotto gli occhi di tutti e che da anni abbiamo denunciato, oggi viene certificato dalla Banca d’Italia. Dal 2000 al 2006 il reddito netto delle famiglie dei lavoratori dipendenti è rimasto al palo, mentre crescevano i redditi degli autonomi e i profitti e mentre l’inflazione vera  falcidiava i salari sopratutto a causa dell’euro e dell’aumento spropositato dei servizi pubblici negli ultimi dieci anni: acqua + 61%, gas + 45%, trasporti urbani + 35%, rifiuti +43%, nonostante ci avessero assicurato che con le privatizzazioni, le liberalizzazioni e la concorrenza avremmo avuto tariffe più basse.

 

Ai lavoratori dipendenti, i cui salari sono tassati ben più delle rendite finanziarie, unico caso in Europa, è stato rubato tutto, mentre per gli altri sono stati varati condoni fiscali a ripetizione, aiuti alle imprese, cunei fiscali oltre alla facoltà di sfruttare e precarizzare spregiudicatamente il lavoro.

 

Per anni i Governi di qualunque colore, la Confindustria, gli economisti ed i giornali hanno rivolto invettive contro l’ingordigia di lavoratori e pensionati, di chi chiedeva reddito per i disoccupati, poiché con le nostre pretese di una vita migliore impedivamo al sistema Italia di competere sul piano economico internazionale.

 

CGIL, CISL e UIL ben volentieri si sono assoggettati al dominio del mercato e del profitto, permettendo con anni di concertazione, di tenere bassi i salari, di sorvolare sulla sicurezza sui posti di lavoro, sull’aumento dello sfruttamento, salvo poi versare lacrime di coccodrillo, a cui nessuno più crede, in occasione dei tragici eventi rappresentati dalle morti sul lavoro.

Anche negli ultimi contratti, rinnovati o in via di definizione, hanno continuato a chiedere cifre ridicole, tra gli 85 e i 115 euro, spalmati ben oltre i due anni di vigenza contrattuale, e senza alcun risarcimento adeguato per i periodi di vacanza contrattuale.

 

Ora tutti piangono sul fatto che i consumi sono bloccati, ma come dovrebbero crescere se la stragrande maggioranza delle famiglie ogni mese non arriva  neppure alla terza settimana?

 

La RdBCUB da anni denuncia questa situazione e si  batte

per l’allineamento dei nostri salari a quelli degli altri paesi europei.

 

Da 15 anni i lavoratori pagano il risanamento dei conti pubblici in attesa perenne di un secondo tempo, che non è mai arrivato, in cui si sarebbe dovuto beneficiare dei frutti dello sviluppo.

 

Oggi si vede chi sta in crisi e chi no, chi ha pagato il risanamento e chi ne ha goduto.

 

Ma occorre smettere di lamentarsi senza individuare i responsabili di questo stato di cose:

i governi,  di qualunque colore, piegati alle logiche dei poteri forti economici; gli imprenditori  e le banche che hanno sperperato in azzardate speculazioni finanziarie i profitti realizzati sulla nostra pelle; i sindacati confederali, complici del sistema, che hanno assolto bene al compito di sfiancare con la politica dei redditi e la concertazione la forza e l’unità dei lavoratori.

 

Organizzati con noi

 

  • per veri aumenti contrattuali, contro le elemosine chieste da CGIL CISL UIL
  • per l’introduzione di un meccanismo automatico di rivalutazione dei salari e delle pensioni per la sicurezza sui posti di lavoro
  • per una vera democrazia sindacale che tolga il monopolio della rappresentanza a chi non sa più difendere  gli interessi dei lavoratori

 

Roma, 29.01.08

Federazione RdBCUB settore Privato


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