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6 febbraio 2008

6 febbraio 2008

Ed ora le elezioni.

Che cosa è stato e che ne sarà della sinistra e di noi tutti?

V. Simoni

 

1. Hanno insistito che bisognava votare alla svelta perché il “paese” lo richiedeva: perché la gente non  ce la fa più, i salari sono in discesa libera per non dire delle pensioni, e il pane e la pasta sono così cari!.

Ve l’immaginate Berlusconi, Casini o Fini che davvero si preoccupano del caro vita? O D’Alema?!

C’’è da cambiare canale; meglio svagarsi (se ce la fate) con un idiota gioco a premi che subire tanta ipocrisia. Altri, confortati dalla stessa Confindustria e dalla Conferenza Episcopale Italiana, hanno tentato di scantonare dal voto dicendo che ci voleva una nuova legge elettorale; a quale legge si riferivano? A quella del rubamazzo? Per dare stabilità, dicevano, ma a quale stabilità pensavano se non alla loro?

E così si va al voto. Per noi era meglio di no. C’era un governo barlascio che andava condizionato, lo si poteva fare? Un po’ sì e molto no; ma niente era stabile, si rifletteva, si ragionava, cercavamo altre convergenze. Non so se Mastella abbia avuto dei suggeritori; certo così si è cercato di dare un taglio a tutte le altre possibilità.

 

2. Governo Prodi. Voi sapete del mio realismo; questo Governo era nato sbilenco già nel programma un programma del “ma anche”. Su ogni punto il correttivo, su altri addirittura il freno a mano.

Andava forzato, ma come? Con una immediata simbiosi tra un susseguirsi di rivendicazioni sociali e l’azione della sinistra parlamentare e di governo. Cosa è successo invece? Salvo poche eccezioni (e voi sapete che mi riferisco a positive cose “nostre”), si è trattato di partecipazioni sbiadite, non coordinate con le strutture di partito, non supportate dai quotidiani di riferimento che avrebbero dovuto infilarsi nelle stanze dei bottoni e scavare nella logica dei soldi e degli affari.

Si è invece lisciato il pelo a Bersani!

 

3: E’ sempre stato così? Per molti mesi, direi per più di un anno, sì. Poi qualcosa è entrato nella zucca dei compagni che contano; s’è tentato di raddrizzare la barca. Ho apprezzato l’enorme impegno di  Rifondazione per la manifestazione del 20 ottobre. Ma anche questa volta è mancata quello che conta: la consequenzialità. Insomma le sfilate servono - serve il messaggio - ma per che cosa? Non voglio ripetermi; è da mesi che m’arrovello, che avremmo voluto partecipare ad un crescente e radicale movimento contro il caro prezzi e il caro bollette. Ma quando se ne è discusso, in quale struttura, in quale mega-struttura? Da nessuna parte.

Ora che si fa? Ci sia in questa dura tornata elettorale almeno l’unità della sinistra ma  che sia libera!

La si smetta di rincorrere l’eterno grande fratello (prima il PCI, poi Pds, poi i DS ora il PD) che quand’anche  traligna,  sarebbe sempre…. dei nostri!

 

4. Che succede alle nostre faccende? Rivendico la giustezza del nostro atteggiamento nei confronti del Governo; giusto è stato l’impegno a fianco del ministro Ferrero; produttivo il lavoro unitario nella Convenzione Nazionale; siamo tra i pochi ad aver determinato delle leggi, dei finanziamenti, delle potenzialità. Abbiamo altre gatte da pelare e queste stanno nei comuni nei quali imperversano costruttori  finanzieri e riciclatori, con assessori all’urbanistica conniventi, con un pertinace sabotaggio a riaprire il capitolo delle case popolari; con la rimozione delle stesse “nostre” leggi, tutte piuttosto irritanti per il sistema immobiliare.

Siamo in un paese infeudato, in un federalismo alla don Rodrigo, con intrecci delinquenziali che – basta alzare un coperchio – investono la sanità, i rifiuti, le lottizzazioni;  non come prima ma più di prima. Teniamo duro, diciamole le cose, diffondiamo una realtà che va smascherata.

 

5. E il resto? Se è auspicabile l’unità elettorale della sinistra – altrimenti è peggio -  per noi  sindacato/movimento è indispensabile un’altra unità, quella dei resistenti e degli alternativi, con quelli che si impegnano in un volontariato gratuito. Con loro, anche in previsione di tempi duri e torvi, dovremmo essere disponibili ad un ragionato passa parola che attraversi tutte le questioni.

E dovremmo far presto.


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