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Firenze, Via Baracca 48 – vi diciamo come stanno le cose

Firenze,  Via Baracca 48 –  vi diciamo come stanno le cose.

Il presidio ha funzionato – sfratto non eseguito.

 

Segnaliamo la situazione dello stabile (24 appartamenti); balconi pericolanti, degrado negli androni, cassette rotte, cartacce, infiltrazioni di umidità. Tale immobile appartiene alla società Sacip-Rangoni che possiede altri stabili in tutta Firenze. La “Rangoni” era un tempo la più grande azienda di calzature di Firenze, con tante operaie molto sindacalizzate e vivaci, anche se il leader era “maschile”, il Sarti della vecchia guardia comunista. Da oltre dieci anni la Rangoni non esiste più, resta in Via Giotto un comparto molto vasto, allucchettato e vuoto, in attesa di altre destinazioni.

Il patrimonio immobiliare, decine di immobili ad uso residenziale, sparsi per Firenze era gestito da una sua società, con sede in una villa nei pressi di Piazzale Michelangelo, che negli anni dei patti in deroga abbiamo anche picchettato con gli inquilini che avevano costituito un comitato aderente al nostro sindacato, la Sacip. Già allora la società e i suoi avvocati erano molto accaniti attestandosi su canoni più alti possibili.

Non facciamo la storia di vertenze che duravano mesi.

Oggi come stanno le cose in Via Baracca 48 ?

Gran parte degli inquilini di un tempo non ci sono più, chi è morto, chi trasferito, chi ha avuto una assegnazione pubblica. Ad ogni uscita altre entrate. Oggi dei vecchi ne restano forse tre, gli altri sono in gran maggioranza   (famiglie, gruppi di lavoratori) ed alcuni nuclei peruviani.

L’affollamento negli alloggi è a dir poco notevole, il turn over continuo. La convivenza? I cinesi lavorano, silenziosi, cucinano le loro cose, aliene all’odorato dei nostri fiorentini. I peruviano fanno “movida” – molte notti hanno visto la presenza della polizia per il molto rumore e uso di alcolici.…E i canoni? Alti, molto alti, niente a che vedere con i cosiddetti canoni concordati. Che dire? E’ un degrado che rende. 

Il presidio è stato significativo, e, come nelle previsioni, visibilissimo. E la proprietà? Qualcuno s’era appostato in un bar dei dintorni. Non si vedeva però la polizia e nemmeno s’era avvicinato qualcuno con le parvenze di ufficiale giudiziario. Infatti, nella tarda mattinata, telefonando in questura, ci è stato comunicato che la pattuglia era stata ritirata.

Con noi questa volta c’era anche l’assessore alla casa, Paolo Coggiola, che era intervenuto con una lettera alla proprietà, contenente l’assegnazione di un alloggio a canone concordato. S’è appreso qualche ora più tardi che dal Ministero della Solidarietà (Ferrero) c’era stato anche un contatto con il Prefetto.

Insomma, gran movimento.

A fine giornata resta qualche incertezza; non si sa se il rinvio c’è davvero stato e se sia stato ufficializzato. Stiamo verificando anche in queste ore.

Si ragionava nel presidio di quello che s’era visto: la feroce rendita, l’indifferenza per tutto il resto, l’uso senza ritegno di ogni ritaglio per far soldi. Senso della comunità: zero. Qualcuno potrebbe dirci che tutto questo è scontato. Può darsi, ma una cosa è parlarne altro è constatare! La rabbia è diversa, non è solo dalla riflessione; è un impatto che investe la moralità, il civismo, l’equilibrio.

Questi sono i padroni della rendita, asociali e cinici. Meritevoli loro di essere sfrattati da una città diversa.

Unione Inquilini di Firenze. 12.02.08.


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