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ESTRATTO DAL PROGRAMMA DEL SINSITRA E ARCOBALENO

ESTRATTO DAL PROGRAMMA DEL SINSTRA ARCOBALENO:

 

3. LA CASA È UN DIRITTO, NON UNA MERCE

Privatizzazione del patrimonio pubblico, deregolamentazione del mercato delle locazioni, hanno avuto come esito la crescita esponenziale dei canoni, l’espulsione dei ceti popolari in periferie sempre più distanti e degradate, il dato gravissimo degli sfratti per morosità, di chi non ce la fa a pagare il costo dell’affitto, passato dal 13% del 1983 all’attuale 70% del totale degli sfratti. Per 10 milioni di persone non proprietarie di casa, il 20% della popolazione - percentuale che raddoppia nelle aree metropolitane - il costo dell’affitto raggiunge oggi il 50% del reddito e in alcuni casi anche più. Si tratta in larga parte dai segmenti più fragili della società, lavoratori precari, anziani, migranti, il 75% delle quali ha un reddito inferiore ai 20mila euro annui. La situazione del nostro paese è oggi la più negativa a livello europeo: in Italia ogni cento alloggi meno di 5 sono a canone sociale, mentre la media europea è di 16. La spesa in Europa per la politica sociale della casa è oltre dieci volte superiore a quella del nostro paese. Occorre proseguire e rafforzare il cambiamento avviato con la Finanziaria 2008 che ha destinato 550 milioni di euro all’edilizia sociale.

La Sinistra l’Arcobaleno propone:

  • che le commissioni prefettizie di graduazione degli sfratti diventino permanenti per consentire che tutti gli sfratti vengano eseguiti con il passaggio da casa a casa;

  • l’adozione di un piano abitativo pluriennale per recuperare il differenziale fra Italia e Europa, triplicando l’offerta di alloggi a canoni socialmente sostenibili. Senza nuove costruzioni indiscriminate, ma attraverso l’uso e il recupero di tutto il patrimonio abitativo esistente. Ad esso va destinato 1,5 miliardi di euro all’anno;

  • l’ampliamento della detraibilità dell’affitto dal reddito, anche per far emergere gli affitti in nero;

  • la modifica della legge 431/98 sulle locazioni private con l’abolizione del canale libero;

  • la costituzione di un fondo a sostegno della ricontrattazione dei mutui di chi ha acquistato la prima casa e rischia di perdere definitivamente l’alloggio;

  • consentire l’avvio della procedura di pignoramento del bene ipotecato da parte degli istituti di credito per i mutui prima casa soltanto dopo due anni di mancato pagamento delle rate;

  • elevare dagli attuali 4.000 euro a 6.000 euro la spesa massima degli interessi passivi sostenuti per mutui per l’acquisto della prima casa, sulla quale si può applicare la detrazione IRPEF del 19%;

  • l’eliminazione dell’ICI sulla prima casa non di lusso e per i redditi medio bassi, elevando il prelievo sulle case tenute sfitte


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