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Oh, come sarebbe bello “se tutta la gente si desse la mano”

Oh, come sarebbe bello “se tutta la gente si desse la mano”!

 

Ma nemmeno Sergio Endrigo ci credeva; quel “se” era un miraggio come il suo “girotondo intorno al mondo”.

Nel girotondo di Veltroni pare invece che questo sia davvero possibile.

Non voglio fare “politica” ma lasciate che rifletta sulla nostra esperienza. Vi pare davvero che dopo l’abrogazione dell’equo canone la controparte padronale si sia moderata? Vi pare davvero che con la fine della Gescal l’immobiliare privata abbia destinato una parte degli alloggi a scopi sociali?

Quale liberalizzazione!? Quale concorrenza?!

Ed ancora: vi ricordate del passaggio dalla lira all’euro? Quale il comportamento dei commercianti, dei ristoratori, degli stessi produttori? Altri che darci la mano!

 

Senza leggi, senza controlli, senza calmieri, senza sanzioni non c’è limite: non è questione di buoni o cattivi, passa la legge del più forte.

Ci piacerebbe che altri fossero i valori spontaneamente condivisi! Ma vedete, lo stesso articolo 3 della Costituzione non sarebbe stato efficace se si fosse limitato a fermarsi al primo comma.

La pari dignità e l’eguaglianza di fronte alla legge (già contenute nelle costituzioni del passato) non avrebbero funzionato un intero secolo di enormi e spesso dolorosi movimenti di popolo.

E’ stata necessario per il nostro paese la Liberazione dal Fascismo perché i costituenti fossero convinti ad completare l’art. 3 con la prescrizione: che era “ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando di fatto la libertà e la eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana…”.

E’ stata questa la bussola che ha guidato per decenni il movimento sindacale e i grandi partiti popolari di massa; norma giuridica fondante per una serie di riforme, che oggi sbaglieremmo a sottovalutare; dalla la scuola media unificata e gratuita, al servizio sanitario nazionale, dall’equo canone, allo statuto dei diritti dei lavoratori, dalla nazionalizzazione dell’energia elettrica, ad un sistema di tariffe pubbliche a prezzi politici per le categorie meno abbienti. Questo articolo è stato essenziale per la scrittura di un altro articolo della Costituzione, senza il quale la rimozione degli ostacoli sarebbe stata di difficilissima attuazione; il 53, che dispone come criterio guida per la fiscalità generale il criterio della progressività tributaria.

 

Detto questo non mi sfuggono altre questioni: quella degli sprechi nella pubblica amministrazione, lo sperpero di risorse per crescenti spese militari, i grandi lavori socialmente e ambientalmente controversi, le zone grigie degli appalti pubblici, la proliferazione di manager e consulenti superpagati ed altro ancora. Abbiamo sbagliato nel passato a trascurare le falle nel nostro sistema!

Ma vi pare davvero che chi rimuove nei suoi programmi l’art. 3 e si oppone ai contenuti dell’art. 53 abbia interesse a riformare in meglio questa nostra Italia?

 

Arrivederci alla prossima volta.

 

Vincenzo Simoni

 

 

 

 

 

 


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