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07.03.08. L'analisi di Sbilanciamoci! (in pillole) dei programmi elettorali.

Non ci piacciono. I programmi elettorali delle coalizioni in lista alle prossime elezioni non sono certo tutti uguali, ma sono tutti criticabili per motivi diversi: o perché contengono scelte sbagliate oppure perché eccessivamente generici e populisti (e incoerenti), oppure perché non credibili soprattutto per quelle forze che adesso propongono scelte che in due anni di governo non hanno dimostrato di saper sostenere. Quello che in realtà sembra emergere è la sostanziale "irrilevanza" dei contenuti rispetto a slogan che devono catturare mediaticamente, ma che non sono supportati da una valutazione realistica della loro realizzabilità. Anche se non vanno messi sullo stesso piano tutti -chi più, chi meno- sono insufficienti: tutti rimandati alle prossime elezioni. Ci piace molto di pù quello nostro: quello del rapporto sulla finanziaria del 2008 che trovate su questo sito: http://www.sbilanciamoci.org/

Vediamo in estrema sintesi i principali programmi 

POPOLO DELLE LIBERTA'

Si tratta di un programma elettorale nettamente liberista e securitario. L'asse neoliberista del programma di Berlusconi, Fini e Bossi è fondato sulla riduzione indiscriminata delle tasse (tra cui l'abolizione dell'IRAP: ma come verrà finanziata la sanità pubblica?) sul sostegno a pioggia e assistenziale alle imprese e sulla precarizzazione del lavoro con il rilancio della legge Biagi. L'impostazione securitaria è data invece dall'obiettivo di  costruire nuovi CPT (con la conferma della Bossi-Fini) e nuove carceri e di perseguire gli "attacchi dei vari "disobbedienti". Il PDL vuole un welfare compassionevole fondato sui "bonus bebè" e sul "bonus locazione". Le parole "diritti sociali" non compaiono. Poche parole sull'ambiente e molte sulle infrastrutture (Ponte sullo Stretto, Tav, ecc.), nessuna parola sulla pace e la cooperazione internazionale. Secondo Il Sole 24 Ore il programma di Berlusconi costerebbe 87 miliardi (!) solo il primo anno. Non si sa da dove prenderebbe i soldi: vendendo i beni del demanio e forse ritornando a far crescere il debito pubblico. 

UNIONE DI CENTRO

Il programma dell'UDC di Casini è familista e assistenziale. Contiene una serie di proposte da approfondire sui temi della casa, della famiglia (raddoppio degli assegni familiari e deduzione delle spese per gli asili nido) e dei giovani, ma rilancia i finanziamenti alla scuola privata e il ruolo delle Fondazioni bancarie nel finanziamento dell'Università pubblica. Anche l'UDC propone una serie di detassazioni (straordinari, sugli utili investiti, ecc.) e ha come baricentro della sua proposta fiscale il "quoziente familiare". Fortunatamente è uno dei pochi programmi che parla espressamente di "rilancio della lotta all'evasione fiscale", attraverso l'introduzione del conflitto di interessi tra soggetti. Rilancia una politica fortemente aggressiva contro l'immigrazione dentro una logica securitaria. Nessuna parola sull'ambiente e la pace, ma richiesta di rilancio dell'energia nucleare e costruzione a pioggia di gassificatori e termovalorizzatori. 

SINISTRA ARCOBALENO

E' un programma di grandissime e condivisibili intenzioni, ma che sembra assai generico e con lacune vistose. L'obiezione più semplice da fare è: ma perché in due anni di governo non sono riusciti a realizzare niente del programma che viene presentato oggi? Dov'è la coerenza? Bene le proposte del "patto del clima" (obiettivo 20% di energia dalle rinnovabili) o quelle della riduzione delle spese militari (ma negli anni in cui erano al governo sono aumentate per due anni di fila). Bene la lotta alla precarietà: ma l'abolizione dei co.co.pro senza una politica di sostegno alla loro trasformazione in lavori stabili rischia di generare altro lavoro nero. Altri obiettivi condivisibili: l'abolizione della Bossi-Fini, gli aumenti degli stanziamenti per la sanità e l'istruzione, il no alla base del Dal Molin, il superamento della legge 30, la riduzione degli stipendi dei parlamentari alla media europea. Nessuna parola sull'altra economia, sul modello di sviluppo, sulle imprese. Nessuna parola -ad eccezione della tassazione sulle rendite- sulla necessità di accentuare la progressività del sistema fiscale. Nessuna parola -concreta e specifica- sulle politiche di pace e di solidarietà internazionale, a parte pochi enunciati così generici e vaghi da sembrare degli slogan.  

PARTITO DEMOCRATICO

E' il programma più lungo e dettagliato, soprattutto sulla parte della politica economia e sulla politica estera. Anche in questo caso molte parole generiche ed incoerenti con i due anni precedenti di governo. L'impianto economico è quello di un liberismo "dal volto umano", anche se si parla di qualità e sostenibilità dello sviluppo. Come nel programma di Berlusconi si vuole "valorizzare l'attivo patrimoniale" (cioè vendere beni del demanio), mentre per le tasse di rendite non si parla ma si rilancia l'obiettivo della detrazione IRPEF per i lavoratori dipendenti e della riduzione delle aliquote IRPEF (come Berlusconi). Viene rilanciata la politica delle grandi opere e delle liberalizzazioni (cioè, privatizzazioni) anche del trasporto pubblico locale. Si prevede  la reintroduzione della carbon tax, ma si parla anche di rigassificatori. Si dice sì alla TAV e si dice "basta con l'ambientalismo che cavalca ogni Nimby". Sul lavoro si propone nel contempo l'allungamento del periodo di prova per il lavoratore, ma anche un massimo di due anni per i contratti atipici. Il superamento della Bossi-Fini viene accantonato, così come la tassazione delle rendite finanziarie. Per il Welfare proposti alcuni miglioramenti nelle politiche di assistenza come i provvedimenti di aumento delle indennità proposti per i non autosufficienti  oppure l'aumento dal 6 al 25% della copertura del fabbisogno dei posti per gli asili nido (ma perché non l'hanno fatto in questi due anni?) e viene posto l'obiettivo della "imprenditorializzazione" della sanità.

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