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Dalla precarietà abitativa alle proposte di fuoriuscita

Proposte di fuoriuscita dalla precarietà abitativa

Tavola sinottica e rapporto sullo stato degli atti e sulle intenzioni politiche

( a cura della Segreteria Nazionale dell’Unione Inquilini )

 

Marzo 2008

 

 

Questioni

POSIZIONI

Sinistra

Arcobaleno

Partito

Democratico

Popolo delle

Libertà

1. Nuova Edilizia Residenziale Pubblica a canone sociale o altro

Triplicamento alloggi  “a canone sostenibile” … “senza nuove costruzioni indiscriminate”: indicata la necessità di 1,5 miliardi all’anno

Investimenti  nell’edilizia residenziale pubblica ad affitto sociale, con l’obiettivo di raggiungere quote simili a quelle presenti negli altri paesi europei.

Non specificata l’entità dell’investimento

Piano casa per i giovani e per famiglie che non dispongono di una casa in proprietà attraverso lo scambio tra proprietà dei terreni e concessioni di edificabilità.

 

Niente ERP

2. Le prospettive dell’ERP attuale

Non specificato

In rif. a social housing questo passaggio: “si può intrecciare questa attività con la dismissione e riqualificazione di tanto patrimonio pubblico specie degli Enti Locali”

Piano di riscatto a favore degli inquilini di alloggi pubblici

Legge obiettivo per i quartieri svantaggiati e le periferie delle grandi aree metropolitane

3. Passaggio da casa a casa

“Che le commissioni prefettizie di graduazione degli sfratti diventino permanenti per consentire che tutti gli sfratti vengano eseguiti con il passaggio da casa a casa”

“Politiche di regolazione del mercato che incentivino i proprietari a porre sul mercato degli affitti le casa, anche riducendo progressivamente le proroghe generalizzate degli sfratti”

Niente

4. Housing sociale e investimenti privati

Non specificato:

forse un riferimento al  punto 1 su “canone sostenibile” che è altra cosa dal canone sociale

E’ una delle parti fondamentali di questa parte del programma. In sintesi:

1) utilizzo delle Società di Investimento Quotate e liberalizzazione del mercato

2) fondi immobiliari di tipo etico, senza sussidi pubblici ad affitti sostenibili, con terreni delle nuove costruzioni conferiti dai Comuni

3) fondi immobiliari sostenuti dalla Cassa Depositi e Prestiti e Fondazioni bancarie

Non specificato

5. Fiscalità dei canoni per i conduttori

Ampliamento della detraibilità dell’affitto dal reddito anche per far emergere gli affitti dal nero.

Detraibilità di una quota fissa dell’affitto

Non specificato

6. Fiscalità dei canoni per i locatori

Non specificato

Tassare  il reddito da affitto non ad aliquota marginale, ma ad aliquota fissa.

Non specificato (per ora)

7. Modifica della legge 431/98

Modifica della legge 431/98 sulle locazioni private con l’abolizione del canale libero

Forse un cenno sul punto 2 alle  “politiche di regolazione del mercato”

Niente

8. ICI sulla prima casa

Eliminazione dell’ICI sulla prima casa non di lusso e per i redditi medio bassi, elevando il prelievo sulle case tenute sfitte.

Non specificato (per ora)

Impegno per la totale eliminazione dell’IC sulla prima casa, senza oneri per i comuni.

9. Prescrizioni urbanistiche

Non specificato (per ora)

Introdurre l’obbligo di destinare nelle convenzioni urbanistiche una quota (es. 15%) delle nuove costruzioni agli affitti a canone concordato.

Vedi punto 1

10. Mutui

1) la costituzione di un fondo a sostegno della ricontrattazione dei mutui di chi ha acquistato la prima casa e rischia di perdere l’alloggio;

2) consentire l’avvio della procedura di pignoramento del bene ipotecato da parte degli istituti di credito per i mutui prima casa soltanto dopo due anni di mancato pagamento;

3) elevare dagli attuali 4000 euro a 6000 euro la spesa massima degli interessi passivi sostenuti per l’acquisto della prima casa, sulla quale si può applicare la detrazione IRPEF del 19%.:

Non specificato nella parte sulla casa; richiamo in altra parte del suo programma.

Riduzione del costo dei mutui bancari delle famiglie, rendendone conveniente la ricontrattazione da parte delle banche.

Patrimonio immobiliare pubblico

 

Non specificato

Merita riprodurre integralmente questo passaggio che riprende nel cosiddetto programma “Valore Paese” (sul Demanio Militare) del Vice Ministro Visco e gestito dalla Agenzia del Demanio:

“Il patrimonio pubblico non è quello che si definisce tale. I beni demaniali sono oggi, in Italia, multipli di quelli che troviamo altrove. Ridefiniamo le norme civilistiche per restringere in maniera europea la nozione di demanio pubblico e offriamo una tutela puntuale, ma flessibile, alla componente di patrimonio pubblico che smetterebbe di essere demaniale. Ne seguirebbe una diversa fruizione del patrimonio. Questa azione è indispensabile premessa di una iniziativa volta alla “valorizzazione” della quota “non demaniale” del patrimonio pubblico, sia per ridurre il deficit annuale (la gestione dei beni immobili è una voce di costo per il bilancio pubblico) sia per ridurre più rapidamente e massicciamente il volume globale del debito pubblico. In un contesto di assoluto rigore nella gestione della finanza pubblica e di sostanziale pareggio di bilancio, l’ingente attivo patrimoniale della Pubblica Amministrazione può contribuire a ridurre più rapidamente il debito sotto il 90% del PIL, così da liberare risorse per almeno mezzo punto di PIL all’anno per politiche di sostegno alla crescita e di lotta alla povertà”.

Non specificato ma va ricordato il processo di dismissione e vendita attuato dal Ministro Tremonti

con Patrimonio Spa.


Nota sulle diverse posizioni:

 

1) la Sinistra Arcobaleno ha smussato l’impegno sull’ERP con uno sbarramento ambientalista (sempre presente sull’edilizia sociale) e scegliendo il termine di canone sostenibile; i 1500 milioni di euro/anno sarebbe infatti distribuiti su tutto lo scenario, dagli alloggi a canone sociale a quelli concordati e sostenibili; più marcata l’adesione al principio del passaggio da casa a casa e il ruolo delle commissioni prefettizie; sproporzionata la parte dedicata alla sofferenza da mutui sulla prima casa. Sarebbe auspicabile il recupero in senso programmatico delle normative già in atto, proposte dal Governo ed approvate dal Parlamento, che aprono la strada al programma di ERP e cercano di vincolare i processi che riguardano il demanio pubblico. Solo la SA è per  la drastica modifica della L. 431/98.

2) Il PD apre all’ERP ma senza specificare l’entità del fabbisogno, quali prescrizioni urbanistiche e i soggetti attuatori. Netta è la propensione per un altro settore, con l’accordo di housing sociale e l’apertura alla grande società immobiliare privata. Di enorme rilevanza è la parte dedicata al patrimonio immobiliare pubblico, con un circostanziata proposta di “valorizzazione” e “vendita” soprattutto finalizzata al ristrutturazione del debito: non persuasiva la motivazione finale sull’uso di tali risorse per la lotta alla povertà! E’ un saccheggio dei beni comuni che cerca di arrivare alla sua conclusione, con la privatizzazione e liberalizzazione dei servizi pubblici che non è riuscita alla Lanzillotte.

3) Il PdL precisa meno; non è chiaro il significato delle case per i giovani e di un certo meccanismo di perequazione fondiaria; da capire che cosa è oggi la vendita degli alloggi agli assegnatari di ERP; se è il piano Brunetta o qualcosa che, comunque, è subordinato al consenso delle Regioni. E’ probabile che nelle settimane finali della campagna elettorale appaia qualcosa di più preciso.

Netta è la propensione a dare risposte al fronte proprietario, dall’ICI prima casa abolita per tutti alla questione mutui ed altre proposte sui condomini.

 

Chi sono gli ispiratori del PD?

 

Il suo programma assume in buona parte (salvo l’accenno ad una necessaria ERP a canone sociale) la proposta di Assoimmobiliare, che era stata presentata come emendamento alla Legge Finanziaria 2008.  Di che si tratta (per punti)?

Assoimmobiliare che rappresenta il salotto buono dell’immobiliare (determinanti i “tecnici” di Pirelli R.E. ) analizza la crisi dell’offerta abitativa rispetto ad un fabbisogno diverso dal passato (povertà, ceto medio in crisi, immigrazione che richiede alloggi adeguati, costo delle aree ecc.) e prospetta l’esigenza e la possibilità di realizzare 1 milione di alloggi di cui 300.000 destinati ad una specie di ERP. Chiede per gli operatori potenziali (Fondi, Fondi Etici, Fondazioni… non mai IACP e suoi derivati!) questi vantaggi urbanistici e fiscali:

1) la destinazione alloggiativa dentro gli standard urbanistici per servizi

2) la parte riservata all’ERP (30%) a canoni di locazione concordati secondo il capo II della legge 431/98;

3) l’integrazione del canone di cui al punto 2 da parte di un fondo sociale ad hoc (che concorre fino al 50% del canone) finanziato dallo Stato;

4) vendita degli alloggi e diritto di prelazione per gli inquilini e/o sub-prelazione per i Comuni passati 25 anni dalla locazione;

5) massicce riduzione di imposta: sull’ICI, sulle volture, sul registro, sui crediti d’imposta e soprattutto sull’IVA (condizione sine qua non);

6) destinazione di aree pubbliche, come quelle del demanio, per almeno il 30% a tale piano.

Quale canone? Stima Assoimmobiliare:  media nazionale per 60 mq di superficie commerciale 800 euro al mese!

Quale rendimento netto? Almeno il 6% del capitale impiegato.

Si calcola che il costo di costruzione con le suddette provvidenze fiscali ed urbanistiche è ridotto del 45%.

 

L’altra parte, quella delle dismissioni e della valorizzazione del demanio pubblico incrocia l’impianto di Valore Paese con le posizioni di uno dei principali consiglieri di Veltroni, Fabrizio Ghisellini, direttore generale, fino ad ieri, del settore finanze del Comune di Roma e stimato collaboratore della fondazione “Italiani-Europei” di Massimo D’Alema. Accanito detrattore dell’ERP (settore a redditività negativa!) è fautore di un housing sociale redditizio. Ma è qualcos’altro che preme nelle sue posizioni: è la “valorizzazione” del patrimonio immobiliare pubblico per intervenire sul debito e sui bilanci dello Stato e dei Comuni. Per chi volesse approfondire vada su Google – clicchi Ghisellini  e cerchi alcuni suoi articoli/saggi: segnaliamo “La via di casa” su Finanza/ Concorrenza e Mercati del 30.11.2005 e una casa per i NENE, reprint del 3 febbraio 2008.

 

Nota UI

Le posizioni attualizzate in questa campagna elettorale stanno nell’allegato 1 e collegato. Per quanto riguarda la vendita prospettata dal PdL degli alloggi di ERP ci limitiamo a queste osservazioni: il provento delle vendite con la legge 560/93 (ridotte rispetto alle previsioni) non è stato adeguatamente investito in nuove costruzioni (ancora oggi nelle Tesorerie delle Regioni giacciono ingenti residui e questo anche per le strettoie urbanistiche messe in atto dai Comuni); gli stessi proventi delle aste degli alloggi comunali nei centri storici spesso sono stati incamerati nel pastone dei bilanci.. Non è credibile che il blocco politico-immobiliare-finanziario trasversale ai due poli voglia riversare su nuovi alloggi sociali un incasso potenziale di 30 miliardi di lire (su 100 miliardi di valore catastale di tali immobili). Resta purtroppo ben più credibile l’altra destinazione, quella prospettata dal dott. Ghisellini

UNIONE INQUILINI - Segreteria Nazionale

00184 Roma, Via Cavour 101. Tel. 06 4745711 – fax 06 4882374

segr.naz@unioneinquilni.it  - www.unioneinquilini.it

 

LA CASA IN QUATTRO PUNTI            Roma, 8 marzo 2008

 

 

1. Premessa. L’Unione Inquilini, che aveva espresso a più riprese giudizi molto critici sulle Finanziarie del governo Prodi, ribadisce con questa nota l’apprezzamento delle unanimi conclusioni dei lavori del Tavolo Nazionale di concertazione sociale sulle politiche abitative e dei primi conseguenti provvedimenti legislativi. Chiunque governi dopo il voto del 13 aprile non può esimersi dall’assumere tale percorso come base essenziale per altri atti di natura straordinaria e programmatica.

 

2. Caro vita e caro casa, chi è davvero allo stremo? Sono gli inquilini con contratti scaduti e con richieste dz canoni esosi in caso di rinnovo, sono< i cercatori di un alloggio a canone sostenibile, sono gli ospitati per poche settimane da qualche conoscente, sono i precari del lavoro strozzati dagli affitti e costretti alla morosità, sono le famiglie con mutui che non possono più sostenere, e centinaia di migliaia di studenti fuori sede vessati ed espulsi progressivamente dal corso degli studi e il vasto popolo degli immigrati accatastati in alloggi modestissimi a prezzi da capogiro e in indegne baraccopoli: Su questo disarticolato popolo di precari della casa si abbatte più che su altri e con una eccezionale sofferenza la drastica impennata dei prezzi dei generi di prima necessità e dei servizi all’abitazione.

 

3. Che fare? In via prioritaria l’Unione Inquilini ritiene indispensabile da parte del nuovo Governo la riconvocazione del Tavolo nazionale di concertazione per le politiche abitative per affrontare una situazione sociale che sta precipitando. A nostro avviso l’avvio del Piano Casa deve essere accompagnato da una serie di provvedimenti ad effetto immediato, che hanno come presupposto l’adesione da parte dello Stato a livello centrale e periferico dell’obbligo di soccorso nei confronti di chi, non disponendo di un alloggio adeguato, è in una condizione di grave rischio per la propria salute.

 

Per alleviare lo stato di precarietà abitativa, tra le misure straordinarie, va destinato almeno 1 miliardo di euro dall’extragettito fiscale:

 

·        per il triplicamento del fondo nazionale per il sostegno all’affitto – con contestuale autorizzazione alle Regioni e ai Comuni di adeguare nell’anno 2008 l’erogazione ai soggetti richiedenti;

·        e per maggiori detrazioni fiscali per i conduttori;

 

Come misura strutturale va predisposto:

·        un blocco triennale del livello attuale degli affitti a canale libero e concordato – con adeguate misure fiscali correttive per i locatori;

·        l’abrogazione del canale libero (legge 431/98) a partire dalla stipula e/o rinnovo dei contratti di locazione con le grandi proprietà.

 

In riferimento al Piano Casa per dare una risposta prioritaria ad oltre 600.000 aspiranti assegnatari ad un alloggio a canone sociale gli investimenti di “piano” delineati nelle conclusioni del Tavolo nazionale (1,5 miliardi/anno su un triennio) coprono meno di un quinto della domanda. Ma non è indifferente l’entità degli stanziamenti straordinari immediatamente disponibili (quasi 1, 2 miliardi di euro). Se è aperto il confronto sulle ulteriori possibili fonti di finanziamento, dalla fiscalità generale alla cassa depositi e prestiti, ai finanziamenti europei, alle tasse di scopo, al concorso delle Fondazioni, ben più vincolanti sono le prescrizioni urbanistiche comunque configurate: per l’immediata fruibilità dello spazio in quanto patrimonio pubblico è strategica la destinazione di quella parte del demanio pubblico ritenuto non più utilizzabile per gli scopi originari; l’Unione Inquilini si impegna a concorrere ad una campagna nazionale per l’adempimento integrale delle norme prescrittive contenute nell’art. 41 della legge 222/2007 collegata alla Legge finanziaria 247/07.

 

4. Che cosa non fare? L’Unione Inquilini esprime una totale contrarietà ad una tassazione forfetaria (il ricorrente 20% caro alla Confedilizia) sui canoni percepiti. Si tratta di una assurda e incostituzionale fiscalità premiale per la rendita immobiliare rispetto a qualsiasi altra attività economica! Siamo decisamente contrari alle dichiarate e trasversali intenzioni di sdemanializzazione di gran parte del patrimonio pubblico: i beni comuni devono ritornare alla collettività e non ceduti – con occhiuta manovra – alle cordate finanziarie-immobiliari di riferimento. L’Unione Inquilini sulla questione lancia un appello nazionale per uno schieramento sociale e ambientale che si faccia davvero valere.

 

2007-2008 - documentazione consigliata e promemoria

(a cura di Segr. naz. UI

 

-         Legge 9/2007

-         Documento Segr. Naz. UI – aprile 2007

-         Conclusioni del Tavolo Nazionale di Concertazione sulle Politiche Abitative

-         Programma Straordinario di ERP  - convertito in legge 222/2007 e schema di convenzione con la Cassa depositi e Prestiti per la gestione dei finanziamenti (550 milioni di euro);

-         Costituzione dell’Osservatorio Casa (Decreto Ministeriale congiunto Infrastrutture e Solidarietà Sociale): 5,5 milioni di euro;

-         Progetto Melandri (avviso pubblico – interventi per l’autonomia abitativa dei giovani): 15 milioni di euro;

-         Programma di riqualificazione urbana per alloggi a canone sostenibile (Ministero delle Infrastrutture): 365 milioni di euro + compartecipazione dei Comuni pari al 14 % - totale 406 milioni di euro;

-         Norme specifiche in Legge Finanziaria, n. 244/07 e il collegato – legge 222/07 vedi art. 41 (demanio: 100 milioni di euro);

-         Proposte di Assoimmobiliare – tradotte in ipotesi di emendamento alla legge finanziaria 2008;

-         Posizioni di Federcasa con un esame particolareggiato dei recenti provvedimenti legislativi.

 

Nota: potrebbe essere disponibile per l’edilizia residenziale a canone sostenibile parte del rifinanziamento dei cosiddetti contratti di quartiere II (legge Prandini –  un importo da 100 a 150 milioni di euro).

 

Appunti:

 

1. Il fisco per i locatori:

per i contratti liberi regime fiscale inalterato dal 1993: su base 100 (canone 1993) si arriva a 700 (al 2007).

In concreto il netto è rimasto superio al 50% ma mentre su un canone mensile di 150 euro (equo canone 1993) il netto era di 80 euro; oggi con una canone di 1000 euro il netto è di 550 euro al mese!

Attenzione: l’indice Istat del costo della vita prendendo base 100 al 1995 passa nel 2005 ad un modesto 124,5 a fronte appunto di quel 700 % evidenziato per l’incremento dei canoni. 

 

2. Entità del contributo all’affitto: nel 2007 sono 212 milioni di euro, - 80 rispetto all’anno precedente! Nessuna innovazione nella finanziaria 2008.

 

3. La casa, il fisco, indirizzi urbanistici e la legge finanziaria 2008

 

1)          ICI prima casa, riduzione – 1,33 per mille ma non sup. a 200 euro/anno, copertura dello Stato per minor gettito per i comuni

 

2)          Detrazione affitti inquilini: invariate le disposizioni per i contratti a canone concordato: fascia A, 495,80 euro; fascia B, 247,90 euro; per gli altri tipi di contratto (libero…):

 

a)          300 euro/anno per redditi (imponibile non > di 15.493 euro

b)          150 euro/anno per redditi (                tra 15.493 e 20.978 euro

 

 

3)          Particolari detrazioni affitto giovani da 20 a 30 anni…

 

4)          Per nuclei con più di 4 figli detrazione di 1500 euro/anno

 

4. Questioni di notevole rilevanza urbanistica :

 

1)      al comma 258, la destinazione ad edilizia sociale è standard AGGIUNTIVO (confronta con posizione di ASSOIMMOBILIARE: questo standard si sottrae a quelli esistenti

2)      invece la definizione di alloggio sociale al comma 285 è conforme all’orientamento di Assoimmobiliare

3)      i commi da 314 a 321 compreso si riferiscono alla valorizzazione dei beni dello stato e al demanio della difesa; i ministeri che “concertano” sono solo quello dell’Economia e Finanze e dei Beni Culturali (non si fa alcun riferimento all’art. 41 del collegato n. 222/07). Gli orientamenti degli accordi o protocolli sono determinati solo in ambito locale!

 

Nota complessiva: l’investimento nel comparto casa (ERP, sostenibile ecc.) in modo diretto e indiretto è pari a circa a 1,2 miliardi di euro; dunque ben oltre all’impegno “straordinario” è una anticipazione di Piano; ma l’efficacia dei provvedimenti dipende dalle Regioni e soprattutto dai Comuni che possono migliorare o sabotare ogni operazione prevista se prevalessero in modo squilibrante gli orientamenti del blocco immobiliare/ finanziario. Questo è il terreno cruciale e immediato nel nostro impegno sindacale e sociale.


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