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06.04.08. Roma com stampa. 350 nuclei occupano un palazzo di Santarelli a
Porta di Roma (Bufalotta)


Questa mattina 350 nuclei in emergenza abitativa hanno occupato un palazzo a
Via Carlo Ludovico Bragaglia.
Centinaia di donne e di uomini hanno deciso di prendere in mano il loro
destino, per costruire dal basso la città dei diritti e della dignità, per
affrontare una delle facce più drammatiche della precarietà: il diritto
alla casa. E lo hanno fatto a partire dalla occupazione del cantiere del
sig. Santarelli, noto costruttore romano, che solo a Bufalotta ha costruito
70mila mc di cemento.
I costi dell’affitto sono inaccessibili, a Roma si va dalle 800 euro in
su, quasi una rata di mutuo.
L’edilizia residenziale pubblica copre appena il 4% degli aventi diritto.

Il piano comunale e le risorse messe in campo non sono in grado di
rispondere alla domanda abitativa. La sudditanza agli interessi dei
costruttori e dei potentati immobiliari, nonché delle banche, impedisce la
nascita di quartieri vivibili, dove sia garantita la qualità della vita in
termini di servizi e spazi di socialità. Le crescenti difficoltà ad
arrivare alla fine del mese fanno il resto.

Siamo entrati nella proprietà di Santarelli per dare una casa ai giovani,
per tutelare gli anziani, per dare un alloggio ai migranti. Semplicemente,
per recuperare una parte del nostro reddito e per ricordare al prossimo
governo, qualunque esso sia, che la precarietà del lavoro e della vita
resta la questione sociale prioritaria del paese.

Non vogliamo andare a vivere nelle «new town». Sosteniamo la
riqualificazione dei quartieri esistenti, il riutilizzo del patrimonio
sfitto e la valorizzazione di ciò che non è usato o è abbandonato. Siamo
contro la grande rendita urbana, per il risparmio di suolo e per una
metropoli vivibile, innovativa, con un sistema di mobilità sostenibile.

Numerosi candidati, imprenditori e associazioni di imprese si sono espressi
a favore di un ampio programma edilizio soprattutto rivolto verso
l’emergenza abitativa. Molti, troppi, parlano di «social housing».
Questo è il momento di essere realisti: chiediamo che il 15% del patrimonio
residenziale privato costruito venga destinato all’emergenza casa.

Oggi è il giorno della dignità e dell’indignazione. Non si torna più
indietro. Non invocate legalità e sicurezza laddove queste parole
nascondono la violenza di chi non garantisce diritti fondamentali come la
casa e il reddito. Oggi ci riprendiamo quello che ci spetta!


BLOCCO PRECARIO METROPOLITANO
Roma, 6 aprile 08


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