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09.04.08. casa, Roma: occupato uno stabile del Ministero del Tesoro: Commento redazionale:"Avanti, c'è posto!"

CASA

12.3709/04/2008

Occupato uno stabile del Ministero del Tesoro in via Salaria

Emergenza casa: da venerdì un centinaio di cittadini italiani e stranieri vivono nelle strutture dell’ex Ente nazionale cellulosa e carta. Un complesso di oltre 10mila metri quadri, in attesa di riconversione

 

 

ROMA – Una costruzione di più di diecimila metri quadri, per gran parte coperti, abbandonata alle porte di Roma, al civico 971 di via Salaria. Decine e decine di stanze in disuso che da venerdì scorso sono tornate ad essere animate da altrettanti cittadini italiani e stranieri senza casa. Alcuni perché hanno subito uno sfratto, altri, soprattutto immigrati senza permesso di soggiorno, perché un affitto ai prezzi di mercato non se lo possono permettere.

È l’ennesima occupazione contro l’emergenza casa nella capitale tornata alla ribalta ieri dopo lo sgombero della tendopoli allestita a Piazza Venezia dagli attivisti del movimento per la casa che nei giorni scorsi avevano occupato e poi abbandonato un complesso residenziale privato nel quartiere romano della Bufalotta. Sabato un altro stabile, una ex scuola comunale a Piazza Sempione nel quartiere Montesacro, è stato occupato da altre 50 famiglie.

 

Attualmente nello stabile di via Salaria si trovano un centinaio di persone ma, gli stessi occupanti, non escludono che possano diventare di più. “Gli spazi non mancano”, spiega Patrizio, del gruppo “Area Ingovernabile”, uno dei comitati per la casa della capitale. E in effetti lo stabile è immenso. Sede dell’ex Ente nazionale cellulosa e carta, finito nell’elenco degli enti inutili, ha ospitato fino a pochi mesi fa gli archivi degli stessi enti che prima l’Iged (Ispettorato generale enti disciolti) e poi Fintecna spa avevano il compito di  liquidare. Dopo il trasferimento dei migliaia di faldoni dell’archivio in un’altra sede del Ministero del Tesoro a Monterotondo lo stabile è vuoto. L’unico dipendente rimasto è il custode, Massimo Proietti, che insieme alla moglie e ai due figli vive all’interno del complesso. È stato lui ad “accogliere” gli occupanti. “Ho chiamato i carabinieri – spiega – ma alla fine mi hanno detto che se non aprivo io sarebbero entrati comunque”. Dice che gli occupanti “sembrano brave persone” e che “almeno hanno dato una pulita”. Una pulizia necessaria a rendere i locali abitabili. “Quando siamo entrati per i corridoi e nell’androne era uno schifo – spiega uno degli occupanti – lo spiazzale era pieno di profilattici”. Nonostante il custode la struttura è infatti diventata nel tempo il  “rifugio” per le ragazze che si prostituiscono su via Salaria e per i loro clienti. Un via vai confermato dal custode che ammette anche di aver assistito ad altre incursioni. C’è chi nei mesi scorsi non è venuto a pulire lo stabile per abitarlo, ma a “ripulirlo” di rubinetteria, mostrine degli interruttori di corrente, lampade...

 

E non si tratta di un posto abbandonato da decenni. Girando per i lunghi corridoi, nelle stanze ci sono ancora scrivanie, libri e documenti sparsi per terra. I bagni, nonostante i sanitari siano stati rotti per tirare via i rubinetti, non sono vecchi. In alcuni c’è l’acqua calda e la corrente elettrica. Al piano terra c’è anche una sala teatro, con tanto di cabina di regia, e in un angolo sono accatastate pile di raccoglitori per documenti, nuovi, e altro materiale di documentazione del Ministero del Tesoro. Sono gli stessi occupanti a indignarsi per lo stato in cui lo stabile i trova. “Spazi sprecati – continua Patrizio – che abbiamo intenzione di sistemare per creare oltre a strutture abitative anche spazi per iniziative culturali”. Una “riconversione d’uso” che, salvo sgomberi, precederà quella che sarebbe dovuta avvenire con la liquidazione dell’ente. (mp)

 


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