Back

Indice Comunicati

Home Page

Untitled Document

Il Secolo XIX
Data notizia: 18-04-2008

Genova. Troppo povere, sfrattate dalle case popolari - Allucinante è anche
la dichiarzione dell'assessore alla casa (?) Pastorino. Lui può in ogni
momento bloccare la procedura di sfratto allo stessomodo di Sandro Medici
(presidente XI Municipio Roma) con una secca requisizione.
Ma la vigliaccheria è tanta - non so se Pastorino sia di sinistra, forse
addirittura era nel PRC, sicuramente è stato candidato della Sinistra
arcobaleno. Roba da chiodi. (commento redazione www.unioneinquilini.it)

Troppo povere, sfrattate dalle case popolari Emanuele Capone Elisa Mangini
Una donna di 78 anni, sua figlia di 50 e i figli di lei - di 6 e 19 anni -
che vivono a Genova in una casa popolare dell'Arte (l'ente ligure di
edilizia pubblica) rischiano di finire in mezzo a una strada.Lo sfratto
dovrebbe essere esecutivo dal 29 di aprile e il Difensore Civico della
Provincia di Genova, Pietro Gambolato, parla di una situazione allucinante:
il reddito complessivo della famiglia è di 460 euro al mese, troppo pochi
per sfamare quattro persone e pagare anche i 100 euro al mese di affitto;
non solo: la ragazza di 19 anni è gravemente malata, ha un tumore allo
stomaco.Secondo Gambolato - che parla di «applicazione inumana della legge»
e ricorda come l'Arte abbia detto in passato di prestare «particolare
attenzione alle domande (di casa, ndr) che arrivano da fasce sociali più
deboli» - sarebbe urgente costituire un fondo, fra Comune, Provincia e
Regione e altri enti, cui poter attingere in casi come questi.Gambolato,
infine, sottolinea un paradosso: se lo sfratto divenisse davvero esecutivo,
la donna più anziana verrebbe presumibilmente destinata a una casa di cura,
la 50enne e il figlio di 6 anni a una residenza protetta e la ragazza di 19
anni a una struttura ospedaliera; alle fine, insomma, l'operazione
costerebbe allo Stato ben più di 100 euro al mese.La replica del Comune di
Genova Interpellato in proposito, Bruno Pastorino, assessore comunale alle
Politiche Abitative, sembra disarmato nello spiegare che, incredibilmente,
gli inquilini dell'edilizia pubblica sono meno tutelati rispetto a quelli
del privato dove, per esempio, non è possibile sfrattare alcune categorie di
residenti, come i malati terminali. «L'unica facoltà che i Comuni hanno -
chiarisce Pastorino - è intervenire economicamente per coprire i canoni che
le famiglie in difficoltà non possono pagare; peccato che nessun bilancio
spieghi dove prendere questi soldi». Anche lui, insomma, spera che
istituzioni e privati diano vita a un fondo di solidarietà. Sconfortante,
alla fine, la risposta di Pastorino su questo specifico caso: «Non abbiamo
possibilità di interrompere queste azioni (lo sfratto, ndr), anche se
sappiamo che sono indecenti».

 


Top

Indice Comunicati

Home Page