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In arrivo 500 case ad affitto bloccato

In arrivo 500 case ad affitto bloccato Daniele Grillo Giovanni Mari Appartamenti sfitti da una parte, code per avere una “casa popolare” dall'altra. È questa, dicono gli addetti ai lavori, l'assurda realtà dell'emergenza casa a Genova. Il segreto per lottare contro gli sfratti? Far incontrare le due domande utilizzando un intermediario pubblico. Si chiama Agenzia della casa, è un'idea ispirata ad altre fortunate esperienze attivate in giro per lo Stivale, e propone di trovare, sul mercato genovese 4-500 appartamenti da affittare a un canone notevolmente vantaggioso a famiglie povere ma non indigenti. L'idea, del Comune di Genova, è già pronta e domani verrà presentata ai rappresentanti delle associazioni degli inquilini e dei proprietari. «L'intento è quello di avere più case possibili da affittare a un canone mensile che si aggiri attorno alla metà del valore massimo fissato da valori concordati da Comune e associazioni per i contratti cosiddetti concordati», spiega Bruno Pastorino, assessore alle Politiche abitative del Comune. Quello che verrebbe fuori da questo calcolo è un affitto mensile tra i 200 e i 400 euro al mese (in media), accessibile per molte famiglie che non riescono più a sostenere i costosi affitti del mercato privato e rischiano lo sfratto. «Oppure l'hanno già ricevuto - precisa Pastorino - purtroppo tra le 3.300 domande presentate per avere una casa del Comune ce ne sono anche di molte famiglie che un reddito, seppur minimale, ce l'hanno. Il numero dei figli da mantenere e un mercato degli affitti dai valori ormai altissimi, fanno il resto». Il Comune agirebbe come un ente di garanzia. Come? Prima di tutto invogliando inquilino e proprietario a stipulare il contratto assegnando a ciascuno il valore economico di una mensilità. In secondo luogo dando al proprietario dell'appartamento la tranquillità di avere, in caso di morosità, fino a 18 mesi di copertura del canone(grazie a un fondo specifico che verrà istituito). Chi cerca casa dovrà avere un solo requisito: superare, al massimo del 30%, il reddito che dà diritto a una casa di edilizia residenziale pubblica. «Un'idea grandiosa - dice il presidente del Sicet, il sindacato degli inquilini, Stefano Salvetti - a questa agenzia stiamo lavorando da tempo, e potrebbe essere la soluzione se non di tutti almeno di qualche male. La necessità di reperire appartamenti al di fuori della cerchia delle case popolari è assoluta, bisogna riuscire a trovare soluzioni che si aggirino su un massimo di 350 euro al mese, per dare l'opportunità a molte famiglie di resistere su un mercato difficilissimo». Nicolò Minetti, presidente dell'Associazione della Proprietà edilizia della Provincia di Genova (Ape Confedilizia), ricorda una vecchia proposta andata in fumo dieci anni fa. «Era stato stipulato un accordo col Comune che prevedeva che lo stesso Comune prendesse direttamente in affitto alcuni appartamenti per poi girarli ai bisognosi - spiega Minetti -naufragò perchè nessuno si fidava ad affittare un proprio appartamento al Comune. Questa proposta mi sembra differente, e dà prospettive anche per quei proprietari che non riescono più ad affittare. La valuteremo». Più scettico Leandro Gatto, segretario dell'Associazione dei Piccoli proprietari di case (Appc): «Bisognerà vedere tutte le condizioni e parlarne a fondo - sostiene - bisogna vincere la legittima diffidenza di una persona che ha accumulato risparmi per una vita al fine di acquistare un bene». All'incontro convocato dall'assessore Pastorino per domani ci saranno tutte e dieci le sigle che tutelano la proprietà e gli inquilini a Genova. Secondo l'ultima - e ormai datata - stima esisterebbero a Genova circa 31 mila case sfitte. Anche se in realtà, cosa che le statistiche non diranno mai, molte di queste abitazioni -forse la maggioranza - non sono affittate con regolare contratto ma si regolano su accordi in nero. «L'Agenzia della casa potrà anche essere uno strumento per far emergere molti di questi contratti - sostiene Pastorino - ma sarà necessario il pieno accordo e la sponsorizzazione delle associazioni. Senza di loro, il progetto non decollerà mai». Tursi ha forgiato la sua Agenzia per la casa sull'esempio di una simile esperienza attivata dal Comune di Torino nel 2007. Nel capoluogo torinese questo organo si chiama Locare, e si propone di favorire l'incontro della domanda e dell'offerta sul mercato privato. Opera a titolo gratuito, a favore di inquilini e proprietari. Alla stipula del contratto d'affitto, anche il Comune di Torino riconosce un incentivo economico e una serie di garanzie a favore del proprietario, nonché un contributo a favore dell'inquilino. Locare può anche intervenire quando si è alla ricerca di una nuova soluzione abitativa, a seguito di uno sfratto per finita locazione o perché il proprio alloggio è inadeguato. In prima battuta tenta di raggiungere un accordo per la prosecuzione contrattuale, altrimenti favorisce la ricerca di un altro alloggio. Anche il proprietario può rivolgersi a Locare, segnalando la disponibilità ad affittare; in questo caso riceve tempestivamente un elenco di almeno cinque aspiranti.

Leggi la notizia dal sito: http://www.ilsecoloxix.it/genova/view.php?DIR=/genova/documenti/2008/04/21/&CODE=3dd428bc-0f61-11dd-bd9d-0003badbebe4

Il Secolo XIX
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