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Su Liberazione di Sabato 26 aprile 2008 uno stralcio su “Migrazione una spinta in-sopprimibile”

Su Liberazione di Sabato 26 aprile 2008 uno stralcio su “Migrazione una spinta insopprimibile”.  M’era sfuggito, l’ho letto oggi con stupore.

 

 

Titoli, sottotitoli e stralci e qualche commento.

“L’aspirazione a un “altrove” non può essere coartata.” … “La tensione verso la libertà di movimento riuscirà ad avere la meglio. E servirà anche agli indigeni”

Si tratta di un paginone che recensisce un saggio di un sociologo, tale Salvatore Palidda. Ma attenzione, è il Palidda che recensisce se stesso! E già questo mi sembra piuttosto inusuale.

Dopo aver deprecato le espulsioni manu militari verso la Libia, le tragedie nel Mediterraneo, l’asimmetria tra ricchi e poveri, i 26 mila bambini che muoiono ogni giorno per mancanza di medicine e per le guerre, i vantaggi per padrioi e padroncini per l’uso e abuso sui lavoratori clandestini – denunce sacrosante – arriva a ben altro.

Incomincio da un inciso che mi ha fatto sobbalzare: “i giovani delle banlieuse parigine si sarebbero “rivoltati” contro il precariato!”.

Insomma, le decine di migliaia di auto (dei loro quartieri!) date alle fiamme, i servizi sociali devastati, scuole comprese, deriverebbero da questa frustrazione! O non da qualcosa di  più torvo, anche dal punto di vista esistenziale? Non è stata quella rivolta una “arancia meccanica” moltiplicata per mille, intrecciata con il tipo di agglomerati, con i conflitti e le crisi interfamiliari, con vicinati senza più alcuna autogestione?

Ma su questo si potrebbe ancora discutere e forse intenderci. Altro è peggio, quando il sociologo che si autorecensisce  spazia sulle migrazioni interne e di transito. Merita riportare la testualità di un altro passaggio perchè ha una valenza complessiva:

“ In tutte le grandi e medie agglomerazioni urbane si accentuano il pendolarismo e i flussi dei diversi tipi di users (dal popolo dello shopping a quello dell’happy hours a quello “della notte”, del divertissement o dell’entrainment… perché l’inglese, comunque domina” …. “Metropoli diventate  non solo enormi concentrazioni instabili, ibride o occasionali di persone dalle origini più diverse, ma anche luoghi di segmenti in cui tutto sembra poter coesistere, da ciò che alcuni si ostinano a considerare arcaico o tradizionale sino al cosiddetto postmoderno.         

Coesistere? O non invece violenza ai residenti, alle donne, agli anziani, ai bambini; al sonno negato, al piscio nelle strade, ai rifiuti sui sagrati, allo strombazzamento dei SUV, fino all’espulsione da interi quartieri trasformati in bad end breakfast, per una parte in transito, e per altri in osceno sovraffollamento a carissimo prezzo?! Coesistere? Con gli ipermercati vasti come aeroporti, nei quali s’impiegano i capitali delle camorre, al posto d’industrie manifatturiere non obsolete ma meno riciclanti, con un flusso di visitatori interdetti o da interdire!

Che queste siano tendenze strapotenti, è certo, che questa sia una prospettiva inarrestabile, non so. Che sia conflittuale rispetto ad ogni aspirazione all’equilibrio, è incontestabile.

E’ la mistificazione di un disordine teorizzato come motore del nuovo mondo, è il meticciato non della convivenza ma delle merci!

 

Per il sociologo “ è quest’insopprimibile tensione verso la libertà di movimento – accompagnata all’aspirazione all’emancipazione, seppur ambigua, dalla curiosità e dalla ricerca degli strumenti con cui costruire un altro futuro – che riuscirà comunque (sic!)ad avere la meglio sulle pratiche protezionistiche e proibizionistiche delle élite dominanti, nonostante gli altissimi costi umani (come la storia insegna).”

 

Buon fine settimana, caro Salvatore… Palidda! Come è da brivido quello che ci stai prospettando!

 

Vincenzo Simoni

Domenica, 27 aprile 2008.


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