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Report
ha
scoperchiato il verminaio del modello Veltroni, ma la sinistra dove
era?
Complice o/e incapace. Corsaro
rosso La sera del 4 maggio 2008, Report ha messo in onda un reportage sul nuovo sacco urbanistico. Sia chiaro, niente di assolutamente nuovo. Già a gennaio 2008 Italia Nostra, con un foltissimo gruppo di comitati di quartiere ed associazioni, e con l’adesione degli amici di Grillo e dell’Unione Inquilini di Roma, aveva in una conferenza stampa reso pubblico un dossier sul presunto “modello Roma”. Cosa
c’è di nuovo
oggi. Oserei dire nulla, ma Report ha assemblato i pezzi e ne ha fatto
una
inchiesta vera. Oserei dire una inchiesta marxista. Semmai, in maniera
retorica,
mi domanderei perché questo reportage non è stato pensato prima dai
giornali
della sinistra: Liberazione, Manifesto. Intanto,
se qualcuno
ancora si stava chiedendo perché a Roma è stato eletto il
“fascista” Alemanno, perché la sinistra è al minimo sindacale e il PRC
senza consiglieri comunali, credo che oggi, a meno di passare dalla
miopia alla
cecità, la risposta sia chiara. Il
modello Veltroni, con
l’assoluta zerbinaggine della sinistra,
non era altro che un immenso comitato di affari che, in assoluto
ossequio al
mercato (parole dell'ex assessore Morassut) ed in totale dispregio di
qualsiasi idea di città, soprattutto di città a misura di chi la abita,
ha avviato immensi programmi
di cementificazione. La
sinistra al governo
della città con una discreta forza cosa faceva? Assentiva. Mentre
noi ci occupavamo
delle frattaglie, gli altri costruivano mega centri commerciali, decine
di migliaia
di alloggi destinati ad ingrossare le fauci della rendita immobiliare.
Altro
che piano per 30.000 case popolari, del resto mai sostenuto
efficacemente dalla
sinistra. Dimenticavo,
il giorno prima delle dimissioni, la
Giunta
Veltroni approvò alla unanimità la vendita del
54% delle case comunali (circa 15.000 alloggi). Anche in questo caso
c’è
una ciliegina. La legge regionale prevede che, al massimo, si possa
vendere il
30% delle case comunali. Slo dopo una veemente protesta dell’Unione
Inquilini di Roma il piano è stato ridimensionato. Infine,
mentre qualcuno ci
riempiva di parole come “Porto Alegre”, “conflitto”,
“radicalità”, “antagonismo” “ comunismo”,
quel qualcuno rendeva “allegri i costruttori” sosteneva il “conflitto”
dei comitati di affari contro la città e i suoi cittadini, imponeva una
“radicalità” nello sviluppo urbanistico a beneficio dei poteri
forti, diventava “antagonista” con i bisogni della città. Certo,
fanno pensare certe
critiche alla partecipazione al Governo Prodi, comunque deficitaria,
che
venivano da “ movimentisti, ambientalisti e comunisti veri” anche
di Roma. Il
comunismo ? Trovatelo
voi. p.s. Chi non avesse
visto Report del 4 maggio 2008 lo guardi sul sito di Report http://www.report.rai.it/R2_popup_articolofoglia/0,7246,243%255E1078257,00.html Corsaro
rosso |
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