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Azione diretta e diritto alla casa per tutti

Azione diretta e diritto alla casa per tutti

 

Credo che per parlare bisogna dire chi siamo.

L’Unione Inquilini nasce e si sviluppa a Milano nel ’68 organizzando in comitati inquilini della case popolari circa 18.000 famiglie: la pratica è quella dell’autoriduzione dell’affitto

Ancora oggi a Milano l’Unione Inquilini con il Sicet protegge gli stessi occupanti di alloggi pubblici, spinti a sfondare appartamenti murati da anni da un bisogno totale. Ogni giorno presidi, picchetti, con un impatto drammatico.

A Firenze, dove vivo da anni, l’Unione Inquilini è nella storia delle più massicce occupazioni di grandi stabili privati e sta al  fianco del Movimento di Lotta per la Casa.

Il sottoscritto, che si presenta come segretario nazionale dell’Unione Inquilini, non arriva alla lotta per la casa spinto solo dalla solidarietà per gli altri; tre anni in baracche, la restante giovinezza in una casa popolare, la costruzione di gruppi d’azione in sostegno ai picchetti operai e via via fino ai nostri giorni, pensionato che non riesce davvero a risparmiare più nulla.

Vado avanti; è chiaro che se si sostengono le occupazioni bisogna non tralasciare i bisogni di chi lo fa; guai a pensarle solo come “dimostrazioni”. Le lotte devono pagare. Ma come?

Devono, e lo sono state, essere un cuneo che apre non un ritaglio che si rinchiude.

Da un movimento complesso fatto di moltissime occupazioni e forti scioperi (quello per la casa del 69 è ancora un enorme punto di riferimento) deriva il piano decennale d’edilizia pubblica, l’equo canone, i successivi piani straordinari.

Vi voglio dire però del cosiddetto Piano Andreatta; per dare una risposta articolata si scelsero le quote: su mille alloggi assegnati a Firenze (ma la norma era generale), 500 andavano a sfrattati, 300 ai senza casa e 200 alle giovani coppie; era la riserva sicura per tantissimi precari della casa; nei 300 per i senza casa trovarono soluzione tutti gli occupanti di allora! E si continuò così con altri programmi straordinari direttamente realizzati dai Comuni.

Ed ancora: pensate che quel piano stanziava somme ingenti addirittura per sanare le morosità. Era la DC di allora! Dico tutto questo per farci capire anche da chi – con riflessi condizionati – attacca a testa bassa, individuando dei nemici immaginari.

 

L’Unione Inquilini in questi ultimi anni sta tentando una “missione impossibile”: riaprire il capitolo dell’edilizia residenziale pubblica, imporre un piano nazionale, attaccare chi vuole impossessarsi a fini privati delle aree ed edifici demaniali; stabilire con i comuni una programmazione vincolante; rompere con i comuni conniventi con gli interessi più osceni ed comunque influenti.

Le occupazioni? Vorremmo che ancora una volta fossero il cuneo, assieme ai picchetti antisfratto, assieme alle requisizioni degli alloggi sfitti. Missione impossibile?

Ma se così fosse è la giungla; dove i movimenti si riducono alla affannosa legittima difesa per chi riesce con enormi difficoltà personali a difendersi e ad aggregarsi. Forse saremmo ridotti solo a questo, ma che prospettiva di convivenza e di stabilizzazione sarebbe questa?!

E’ questo che ci deve muovere, che ci fa continuare con un volontariato indefesso e gratuito?!

Mi dispiace che non si sia voluto capire il senso profondo del duro editoriale di Corsaro Rosso. Non diretto verso chi lotta, ma preoccupato di uno sfilacciamento del tutti contro tutti, su cui si costruiscono ben altre fortune imprenditoriali! Fate voi. Noi siamo coscienti della nostra difficoltà; in una zona di confine che cerca di unire anche chi preferisce far da sé.

Poscritto: gli attivisti dell’Unione Inquilini sono TUTTI volontari a titolo gratuito. Non spinti da afflati religiosi ma da convinzioni profonde derivate dalla pratica sociale e dalle esperienze di vita alcuni di loro sono sulla breccia da 30 o 40 anni. L’esempio d’abnegazione e di costanza nell’impegno ha fatto in modo che con noi collaborassero gruppi d’avvocati e architetti, che si sono spiritualmente ricollegati alle antiche tradizioni di rapporto tra proletari ed “esperti” del più genuino movimento socialista. Da tempo (almeno dall’antica DP) non abbiamo espresso deputati, senatori, consiglieri comunali e via dicendo. Non per nostra scelta, ma perché troppo occupati dalla quotidianità sociale non abbiamo avuto il tempo di pensarci!

 

Vincenzo Simoni

Segretario Nazionale dell’Unione Inquilini

Mercoledì, 7 maggio 2008


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