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ICI Prima casa:

ICI Prima casa

Quanto si sarebbe pagato con il combinato del comma 5 art. 1 L. 244

(Finanziaria 2008)

Che succede con l’abrogazione dell’ICI prima casa?

 

Metodo di calcolo: Rendita Catastale x 105 x aliquota/1000 - detrazioni

 

Alcuni esempi (in euro):

 

Città – Firenze (da istruzioni ufficiali) – aliquota prima casa 6 per mille del valore catastale.

 

1. Alloggio – valore catastale rivalutato

80.000

(1)

ICI  al 6 per mille

480

 

A) Detrazione fissa:

111

 

ulteriore detrazione pari al 1,33 per mille sul v.c. riv.

106

 

tassa al netto delle detrazioni:

263

 

B) Detrazione maggiorata per soggetti “deboli:

260

 

ulteriore detrazione peri al 1,33 per mille sul v.c. riv.

106

 

Tassa al netto delle detrazioni

122

 

2. Alloggio – valore catastale rivalutato

150.000

(2)

ICI al 6 per mille

900

 

A) Tassa al netto delle detrazioni fisse (111+199,5= 310,50

589

 

B) Tassa al netto delle detrazioni maggiorate ( 260+ 199.50 = 459,50)

440,50

 

 

(1) Si tratta di alloggi accatastati in A3/A4/A5  con superfici da 60 a 80 mq nel centro storico, zone di degrado e per alloggi popolari con elevata vetustà)

(2) Si tratta di alloggi accatastati in A/2/A3 con superfici da 70 a 90 mq (in zone intermedie)

 

Ed ora?

L’abrogazione totale dell’ICI sulla prima casa protegge totalmente i proprietari dei centri storici e nei più antichi insediamenti di alloggi popolari residenti in alloggi accatastati in A3/A4/A5 che sarebbero stati penalizzati da una drastica rivalutazione dei valori catastali derivati da nuovi parametri di calcolo (rapportati ai prezzi di vendita, prezzi dei canoni percepibili di mercato e dalla revisione delle superfici rif. a sup. commerciale): avrebbero dovuto pagare un’ICI moltiplicata per 4 – 6 volte rispetto all’attuale.

A valori catastali non revisionati scarsi sono invece  i vantaggi per la popolazione residente proprietaria di alloggi modesti nei centri storici e nella antica edilizia pubblica; discreti i vantaggi nel resto delle zone e microzone catastali per alloggi di medie dimensioni; molto elevati i vantaggi per alloggi di maggiori dimensioni e di categoria A/2. Non è un provvedimento che allevi in modo percepibile le condizioni di crisi di vasti strati di proprietari poveri e anziani oberati soprattutto dagli alti prezzi degli alimenti e delle bollette su acqua, luce, riscaldamento, tassa di rifiuti.

 

Questioni aperte.

Che succede per le seconde,terze… case e a quelle date in locazione? Dovrebbe andare a regime l’operazione di revisione dei valori catastali sull’insieme delle unità immobiliari,. Le conseguenze per le finanze comunali sarebbero tali da coprire abbondantemente il mancato gettito derivato dall’abrogazione dell’ICI sulla prima casa, ma con effetti a cascata sulle locazioni che subirebbero una forte pressione.

A questo punto sarebbe più forte e persuasiva la richiesta di tassazione forfetaria del 20% sui canoni percepiti, anche se, proprio per effetto di questa possibile rivalutazione dei valori, la misura dovrebbe a nostro avviso, essere applicato solo ai canoni concordati. E’ una questione che esige l’immediata convocazione della Convenzione Nazionale ex legge 431/98.

 

www.unioneinquilini.it – 22 maggio 2006.


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