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La casa e i servizi pubblici nella manovra economica triennale del Governo Berlusconi:

La casa e i servizi pubblici nella manovra economica triennale del Governo Berlusconi: azzerato quel poco che resta di “sociale”

 

NOTA UNIONE INQUILINI – SEGRETERIA NAZIONALE

 

Fonte: Sole24Ore, 18 giugno 2008, pag. 1,2,3,4.

 

Ci riserviamo di intervenire successivamente sulla base del testo ufficiale. E’ interessante comunque riferirci a degli stralci dal Sole24Ore; molto illuminante il passaggio nell’articolo di Massimo Frontera  quando osserva che “il pacchetto casa tratteggia uno scenario a più lenta maturazione che prevede il coinvolgimento della finanza immobiliare e dei fondi etici”. Come dire, campa cavallo che l’erba non cresce! E che non cresca è dimostrato dalla soppressione dei 100 milioni di euro attribuiti alla Spa del Demanio per realizzare nuovi alloggi in affitto.

Sui fondi disponibili c’è qualche confusione. Si legge che “Le risorse che sostengono il piano casa sono le stesse individuate dal precedente Governo nell’ultima manovra finanziaria” ma sarebbero 800 milioni invece di, 1,2 miliardi di euro. Non solo, quando si va nel dettaglio, emergere qualcosa di peggio; l’articolista osserva infatti che ”questo nuovo programma implica l’azzeramento di quello già definito l’anno scorso (con decreto anche pubblicato in Gazzetta Ufficiale), i cui fondi, tuttavia, non sono mai stati trasferiti alle Infrastrutture”.

E infatti ai Comuni i fondi attribuiti “per competenza”, non erano stati riversati “in cassa”. Ed allora?

Non era a tutti noto che i 550 milioni di euro (di questo si tratta) per circa 12.000 potenziali alloggi erano destinati all’attuazione della legge 9/2007, come passaggio da casa a casa di migliaia di famiglie a partire da quelle sfrattate a basso reddito, con anziani ultrasessantacinquenni, portatori di handicap e con figli minori a carico!?

Poi c’è il resto, da un bla-bla che non costa nulla sul social housing futuribile a qualcosa di molto pesante sui finanziamenti (da vincolare a tale settore speculativo/assistito); si legge infatti che “La benzina finanziaria verrà dai fondi rotativi – di livello regionale”. Vale a dire dal residuo Gescal, dagli eventuali proventi attivi da canoni di alloggi ERP dagli incassi per le vendite di tale patrimonio pubblico. Per che cosa? Come volano forte a cui si collegherebbero altre agevolazioni ai privati sociali: una fiscalità ridotta sulla locazione, sui trasferimenti immobiliari (registro all’1%, aliquota separata del 20 % sulle plusvalenze) e altro ancora.

Lucido l’assassino! Sopprime l’Ici sulla prima casa (salvo quelle di lusso) per gratificare con un gruzzoletto nemmeno tanto piccolo un elettorato strutturato, che legge e vota.

Per gli altri, i precari della casa, indigeni o alieni, e sono almeno 6 milioni di nuclei famigliari, si permette l’irrisione.

Ci credevate che si arrivasse a tanto?

Ma sì, dopo l’esercito ad inseguire i vu-cumprà (con tuta mimetica alla La Russa, elmetto alla Berlusconi, scarponi alla Bossi, fucile mitragliatore alla Scaiola) e la proposta di legge salva-premier di queste ore… le nostre sono quisquiglie!

 

E sui servizi pubblici locali? Chi può legga l’articolo di Giorgio Santilli. Ecco la sintesi: “Stop alle aziende pubbliche, obbligatorie le gare cui potranno partecipare società private o spa miste con quota pubblica non oltre il 70%, regime privatistico nella erogazione dei servizi, proibizioni di consorzi sovracomunali”… e tutto a regime entro il 1 gennaio 2010, cioè tra un anno e mezzo.

Sabato prossimo la prima reazione a tale catastrofe annunciata: i 100 presi predisposti  da Forum nazionale sull’acqua e da Attac. Anche noi ci saremo, nelle nostre possibilità.

 

Ci vorrebbe ben altro e quando? Quando e come, se i sindacati fanno a gara a chi strizza l’occhio per primo ai nuovi governanti, se le sinistre sconfitte invece di operare con lo schema dei “comitati di salute pubblica” si invischiano in congressi estivi, se la grande macchina da guerra (si fa per dire) del PD Veltroniano è in rottamazione, è possibile che ancora una volta ci restano solo le nostre “scarpe rotte”?

 

18 giugno 2008.


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