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19.06.08. COME MAI FINO AL 2005 IL PETROLIO COSTAVA MMENO DI 4O DOLLARI AL
BARILE?
LETTERA AD ALCUNI NO GLOBAL da ASSOCIAZIONE FUTURO IERI

Parliamo in euro cosi' si toglie dal discorso la componente del cambio,
che un po' pesa.

Nel 2005 si estraeva petrolio decisamente piu' facile. Laproduzione di
Brent, di Cantarell, di Ghawari era parecchio piu' alta di ora, e i costi
di estrazione di questi petroli era appunto piu' bassa di ora. Con un
costo al barile di tra i 30 e i 40 euro si copriva tutto. La crescita
esponenziale dei prezzi comunque e' iniziata nel 2003, quindi torniamo
indetro ad allora, quando i prezzi erano relativamente stabili a 25 euro.

Da allora la produzione di questi pozzi e' calata (in media, come succede
per tutti i pozzi) del 4-5% l'anno (di piu' per pozzi a fine vita), quindi
dal 2003 ad oggi si e' ridotta di un buon 25%. Questa quota e' stata
rimpiazzata con petrolio molto piu' caro, con costi di estrazione intorno
ai 50-60 euro, piu' difficile da lavorare, per cui non rimpiazza tutti gli
usi, e soprattutto in quantita' che non riescono a coprire l'aumento
tendenziale dei consumi. E quindi siamo arrivati a un 75 euro al barile,
piu' diciamo un 10 euro di speculazione per arrivare agli 85 che vediamo
in questi giorni.

Non ho dati dettagliati sul consumo (che globalmente e' rimasto uguale,
per forza di cose, il consumo e' sempre uguale alla produzione, a meno di
non fare scorte mostruose) ma molti paesi hanno aumentato i loro consumi.
Praticamente tutti i paesi produttori, alcuni come l'Indonesia sono
passati a esportatori ad importatori, ma credo anche India e Cina non
scherzino. Secondo l'IEA, la crescita della domanda dei paesi "in
transizione" e' di circa l'1-1.5% l'anno.

Ma quel che conta non sono i consumi, e' la domanda, che e' funzione dei
prezzi. Se il petrolio costasse ancora 25 euro, la domanda sarebbe intorno
ai 100 milioni di barili di petrolio (continuando la crescita degli ultimi
20 anni). Qualcuno deve rinunciare ai 15 milioni di barili che non ci
sono. E il modo piu' semplice per farlo, in un'economia di mercato (cioe'
in una situazione in cui non ci sono "quote di consumi" decise dall'alto)
e' alzare i prezzi. Non occorre che nessuno lo decida, semplicemente se
una risorsa e' scarsa i prezzi salgono.

La geologia ci dice da 20 anni che il petrolio, intorno al 2010, non
avrebbe piu' soddisfatto la domanda. Facendo un'analisi economica
dell'andamento della domanda in funzione dei prezzi si vede che per
"uccidere" 15 milioni di barili serve un aumento come quello che vediamo.
Possibile che non ci si riesca a convincere che di petrolio non ce n'e'
all'infinito? Che prima o poi finisce (o finisce per non bastar piu'), e
che "prima o poi" puo' anche essere OGGI?

Certo, c'e' la speculazione (20 $/barile), c'e' il fatto che chi ancora ha
petrolio puo' decidere di farlo durare di piu' in modo da guadagnarci per
qualche decennio ancora, invece di finirlo tutto in pochi anni (magari
danneggiando i pozzi), c'e 'un colpevole ritardo nello sviluppo delle
rinnovabili, c'e' un modello economico basato sulla crescita che crolla se
non puo' crescere, trascinando nella caduta le fascie piu' deboli.
Mentre le fascie forti a galla in qualche modo restano sempre.

E' possibile, tanto per dirne una, che se non si vendono sempre piu'
automobili dobbiamo avere un mare di disoccupati? Per poter vivere
decentemente (come stipendio) dobbiamo avere le strade costantemente
intasate di auto, ricambiate ogni pochi anni per via di norme "Euro X"?

Mi sembra siano queste le domande che dobbiamo porsi. Il petrolio finisce
sicuramente, se mi sbaglio e in realta' ce n'e' ancora un sacco,
il problema e' solo spostato di 10 anni.

> Infine ho apprezzato molto anche un articolo di Massimo Mazzucco,

Quello che ritiene che l'11 settembre c'erano di mezzo anche gli UFO?
Che la CIA organizzi terremoti, maremoti e chi piu' ne ha piu' ne metta?


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