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CAPO V

CAPO V

LIBERALIZZAZIONI E DEREGOLAZIONE

ART.

(Liberalizzazione dei servizi pubblici locali)

1. Il riordino della normativa nazionale che disciplina l'affidamento e la
gestione dei servizi pubblici locali è disposto, al fine di favorire la più
ampia diffusione dei principi di concorrenza, di libertà di stabilimento e
di libera prestazione dei servizi di tutti gli operatori economici
interessati alla gestione di servizi di interesse generale di rilevanza
economica in ambito locale, nonché di garantire il diritto di tutti gli
utenti alla universalità ed accessibilità dei servizi pubblici locali ed al
livello essenziale delle prestazioni, ai sensi dell'articolo 117, comma
secondo, lettere e) ed m) della Costituzione, assicurando un adeguato
livello di tutela degli utenti, secondo i principi di sussidiarietà,
proporzionalità e leale cooperazione.

2. Le disposizioni contenute nel presente articolo si applicano a tutti i
servizi pubblici locali e prevalgono sulle relative discipline di settore
con esse incompatibili.

3. L'erogazione dei servizi pubblici che hanno per oggetto produzione di
beni ed attività a favore della collettività locale per realizzare fini
sociali e promuovere lo sviluppo economico e civile avviene con conferimento
della gestione del servizio:

a) a società di capitali individuate mediante procedure competitive ad
evidenza pubblica, nel rispetto della disciplina dell'Unione europea in
materia di appalti pubblici e di servizi pubblici;

b) a società a partecipazione mista pubblica e privata, nella quale il socio
privato detenga una quota non inferiore al 30%, a condizione che
quest'ultimo sia scelto mediante procedure ad evidenza pubblica, nelle quali
siano già stabilite le condizioni, le modalità e la durata della gestione
del servizio, che sia vietata la proroga o la rinnovazione dell'affidamento
alla sua scadenza e che siano previste le modalità di liquidazione del
socio, al momento della scadenza dell'affidamento del servizio.

4. In deroga alle modalità ordinarie di affidamento indicate al comma 3, la
gestione del servizio può essere assegnata a società a capitale interamente
pubblico, partecipate dall'ente locale, che abbiano i requisiti richiesti
dall'ordinamento comunitario per la gestione in house e, in particolare, nei
confronti delle quali l'ente proprietario eserciti un controllo analogo a
quello che esercita nei confronti dei propri uffici, nelle sole situazioni
che, per le peculiari caratteristiche economiche, sociali, ambientali e
geomorfologiche del contesto territoriale di riferimento, non consentono un
efficace ed utile ricorso al mercato. In tale caso l'ente locale deve dare
adeguata pubblicità alla relativa determinazione, motivandola in base ad
un'analisi di mercato e ad una valutazione comparativa con l'offerta
privata, e trasmettere una relazione, contenente gli esiti delle predette
verifiche, all'Autorità garante della concorrenza e del mercato e alle
autorità di regolazione del settore, ove costituite, che esprimono il loro
parere nel termine di sessanta giorni dalla ricezione della predetta
relazione. Alle società in house si applicano le procedure di selezione
pubblica del personale e quelle ad evidenza pubblica per l'acquisto di beni
e servizi.

5. Fermo restando quanto previsto dal successivo comma 9, i soggetti
titolari della gestione di servizi pubblici locali non affidati mediante
procedure competitive ad evidenza pubblica non possono acquisire la gestione
di servizi ulteriori ovvero in ambiti territoriali diversi, né svolgere
servizi o attività per altri enti pubblici o privati, né direttamente, né
tramite loro controllanti o altre società che siano da essi controllate o
partecipate anche in forma indiretta, né partecipando a gare. Il divieto di
cui al periodo precedente si applica anche ai soggetti cui è affidata la
gestione delle reti, degli impianti e delle altre dotazioni patrimoniali
degli enti locali, qualora separata dall'attività di erogazione dei servizi.
Ai fini dell'applicazione del presente comma e del successivo comma 10, si
considerano affidamenti diretti anche quelli disposti in favore di società
miste in difformità dalle prescrizioni di cui al comma 3, lettera b). Il
divento di cui al primo periodo del presente comma si applica a decorrere
dal 30 giugno 2009 mentre il divieto di cui al secondo periodo si applica a
decorrere dal 1 gennaio 2011.

6. Ferma restandone la proprietà pubblica, le reti, gli impianti e gli altri
beni destinati all'esercizio dei servizi pubblici sono vincolati all'uso
pubblico e ne deve essere garantita la disponibilità al fine
dell'affidamento della gestione.

7. Nel rispetto degli standard qualitativi, quantitativi, ambientali, di
equa distribuzione sul territorio e di sicurezza definiti dalla competente
Autorità di settore, gli enti locali definiscono le caratteristiche del
servizio, quanto alla qualità, alla sicurezza, alle condizioni di
prestazione ed economiche, allo sviluppo e potenziamento, e definiscono le
modalità di vigilanza e controllo della gestione. Nell'affidamento del
servizio, le amministrazioni aggiudicatrici riconoscono preferenza, mediante
l'inserimento di apposite clausole nei bandi e nei capitolati di gara, alle
imprese che assicurano il mantenimento dei livelli occupazionali relativi
alla gestione precedente e l'adozione di specifiche misure di rispetto
dell'ambiente e di tutela dei lavoratori. Le previsioni di cui al presente
comma devono considerarsi integrative delle discipline di settore.

8. I rapporti degli enti locali con le società di erogazione del servizio e
con le società di gestione delle reti e degli impianti sono disciplinati da
un contratto di servizio, allegato al capitolato di gara e stipulato al
momento dell'affidamento, nel quale sono obbligatoriamente stabiliti, oltre
gli elementi di cui al comma 6, il periodo di validità, il programma di
esercizio e la dimensione di offerta dei servizi, i livelli minimi
qualitativi e quantitativi delle prestazioni da erogare e gli obiettivi di
miglioramento, i profili economici del rapporto contrattuale, gli standard
qualitativi e quantitativi minimi del servizio, definiti in termini di
livelli specifici e livelli generali, i meccanismi di rendicontazione
analitica e di controllo degli standard qualitativi dei servizi e
dell'osservanza degli obblighi assunti dal gestore, nonché, nei casi di
grave violazione di questi ultimi, il potere dell'ente locale dì risolvere
il contratto e le modalità di incentivazione e di penalizzazione del gestore
finalizzate al miglioramento dell'efficienza e della qualità del servizio.

9. All'articolo 114 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, sono
aggiunti i seguenti commi: "9. La contabilità dell'azienda speciale, i
rapporti di lavoro dalla stessa instaurati e la sua attività contrattuale
sono soggetti alla disciplina di diritto pubblico applicabile all'ente di
riferimento, anche ai fini del consolidamento dei dati del suo bilancio con
quelli del bilancio dell'ente locale. 10. L'azienda speciale può operare
esclusivamente in favore dell'ente locale di riferimento, non può ricevere
affidamenti al di fuori del relativo territorio e non può costituire società
di capitali o acquisire partecipazioni in esse.".

10. Gli affidamenti diretti di servizi pubblici locali in essere alla data
di entrata in vigore della presente legge cessano alla scadenza contrattuale
o di legge, con esclusione di ogni proroga o rinnovo e comunque non oltre il
31 dicembre 2010. A decorrere dal 1° gennaio 2011 gli organismi affidatari
diretti dei servizi pubblici locali, ivi compresi le società in house e le
aziende speciali, sono soggetti al patto di stabilità interno.

11. Sono abrogati gli articoli 112, 113 e 113-bis del decreto legislativo 18
agosto 2000, n. 267, e 35, commi 6, 7, 9, 10, 11 e 14, della legge 28
dicembre 2001, n. 448.


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