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news. 24.06.08.

Notizie:

Taranto- prosegue l’occupazione da parte dei senza tetto delle palazzine

delle Ferrovie al Porto Mercantile.

Modena – protesta il Sunia contro i tagli/casa di Berlusconi

Roma - Diario nomade, il documentario sui campi rom

Taranto- prosegue l’occupazione da parte dei senza tetto delle

palazzine delle Ferrovie al Porto Mercantile.


Anche le palazzine delle Ferrovie al Porto Mercantile sono state
occupate da circa 30 famiglie senza tetto. Il “blitz” dei nuclei
familiari è avvenuto circa un paio di mesi fa. Così come avevano fatto
gli abusivi di Paolo VI, gli occupanti hanno sfondato le porte ed hanno
preso possesso degli appartamenti. Quanto avvenuto non è passato
inosservato alla Polizia Ferroviaria, che dopo un sopralluogo ha
denunciato le famiglie per occupazione abusiva. Al momento però la
situazione non è cambiata, perché in merito si attende il
pronunciamento della magistratura, che probabilmente porterà ad un
esito simile a quello di giovedì scorso in via IV Novembre e piazza
della Liberazione a Paolo VI, ovvero lo sgombero. Un’altra bomba sta
dunque per esplodere nelle mani del sindaco Stefàno, che presto si
troverà a fronteggiare le richieste di altri senza tetto, o sedicenti
tali. L’emergenza alloggi continua ad assumere in città contorni sempre
più allarmanti, che rendono necessario un piano d’azione che ponga
freno tanto alla cattiva abitudine all’occupazione incondizionata,
quanto alla richiesta di alloggi di edilizia pubblica anche da parte di
chi non ne ha in realtà bisogno. Preoccupati i privati che posseggono
abitazioni sfitte.

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Sunia/Cgil Modena: 'il Governo cancella il fondo alloggi per gli
sfrattati!'


Modena - Parte male la politica abitativa del governo
Berlusconi. I primi provvedimenti contenuti nella manovra economico-
finanziaria che il governo sta approntando non vanno nella direzione di
dare risposta al caro-affitti e di sostenere le fasce sociali più
deboli in difficoltà per affitti troppo alti rispetto al reddito.
 
Il taglio di 550 milioni di euro destinati al recupero di 12.000
alloggi per gli sfrattati su tutto il territorio nazionale, penalizza
proprio quegli inquilini in condizioni disagiate – spesso anziani soli,
portatori di handicap, famiglie con figli e basso reddito – colpiti da
sfratto esecutivo spesso per causa di morosità. Si ricorda che nella
nostra provincia l’80% degli sfratti avviene per morosità, evidenziando
dunque un’emergenza sociale di famiglie che faticano pagare affitti
troppi alti per i loro redditi.

Il provvedimento governativo annulla
uno stanziamento già operativo tra le regioni (stornando tale cifra
verso un ipotetico piano-casa) che nella nostra provincia creerà grandi
problemi per la realizzazione di 195 alloggi da destinare agli
sfrattati, di cui 110 erano previsti a Modena città, 29 a Castelfranco
Emilia, 26 a Sassuolo, 21 a Carpi, 8 a Nonantola e 1 a Spilamberto.
Considerato che la l’ultima proroga sfratti scade il 15 ottobre 2008,
quale situazione si creerà se non saranno pronti gli alloggi?

Con una politica basata sull’annuncio ad effetto, si dimostra assoluta
disattenzione al tema della casa in locazione e al caro-affitti. Si
gettano nell’incertezza e nella precarietà decine di famiglie sfrattate
che dal programma di recupero degli alloggi si aspettavano una risposta
concreta ad un problema - quello degli sfratti - tanto più urgente
vista l’abolizione delle commissione prefettizie per la graduazione
degli sfratti (giudicate incostituzionali). Ovvero l’abrogazione

(addirittura con decreto legge) del decreto 37/08 entrato
in vigore a marzo scorso, che prevedeva garanzie per affittuari e
acquirenti di immobili circa l’adeguatezza normativa e la conformità
tecnica degli impianti domestici e condominiali (impianto elettrico,
gas, ascensore, riscaldamento). La sicurezza delle abitazioni diventa
un optional, vengono meno garanzie e tutele previste per legge sulla
conformità a norma degli impianti a cui deve provvedere l’utente finale
(inquilino o acquirente).
In assenza di norme, sanzioni e controlli (previsti dal decreto ministeriale

 cancellato, che peraltro attuava già con grande ritardo normative

sulla sicurezza nazionali e comunitarie), vengono meno anche interventi

di manutenzione e messa a norma e si facilitano installatori improvvisati

e senza scrupoli: un bel risultato per la sicurezza delle famiglie!

(Antonietta Mencarelli, segretario
provinciale sindacato inquilini Sunia)


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Roma - Diario nomade, il documentario sui campi rom

“Rome to Roma
diario nomade” è un film documentario di Giorgio De Finis sui rom
realizzato dal Laboratorio di Arte urbana Stalker di Roma, in
collaborazione con l′Università di Roma Tre e l′Università di Belgrado.
Presentato ieri a Roma nella Casa dell’Architettura, alla presenza del
Prefetto Carlo Mosca, Don Bruno Nicolini, presidente del Centro Studi
Zingari e numerosi studenti.
Il film racconta l’esperienza 40 studenti,
che hanno partecipato ad un seminario che li ha portati alla scoperta
dei campi nomadi di varie capitali europee (Roma, Belgrado, Skopje).
Salviati, Casilino 900, Campo Boario e ancora Gazela, Kralijevo,
Shutka. Questi i campi rom visitati dai futuri architetti. L’obiettivo
creare per il futuro un modello abitativo nuovo, che risponda alle
esigenze di tutti.
Dal film emerge la complessità della realtà romana,
in cui la carenza abitativa sta diventando vera e propria emergenza. Lo
stesso prefetto Mosca spiega: “Roma è una città dove si vive
drammaticamente il tema della casa, dove ci sono 6 mila procedimenti
per sfratti, 2 mila sfratti esecutivi. Ma Roma è anche una città che è
coinvolta in un altro tema, quello delle popolazioni senza territorio.
Questo non è un tema di ordine pubblico e sarebbe molto facile ridurlo
a tema di sicurezza pubblica, è un tema squisitamente sociale”.
Nonostante tutto si registra mancanza di attenzione verso questi
popoli, basti pensare che non si sa quantificare la presenza di nomadi
sul territorio romano. Secondo alcuni sarebbero 9 mila, altri parlano
di 15 mila o più.
Mosca conclude: “il primo obiettivo è innanzitutto
conoscere questa realtà. Ci sono zingari che abitano a Roma da 40 anni.
È una realtà che merita attenzione e conoscenza per sapere chi sono, a
quale etnia appartengono, che età hanno e quali problemi. Bisogna
cominciare ad ascoltare i rom".


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