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L’immobiliare in crisi?
Sta “forse” arrivando il temporale. Con quale effetto per la
domanda/casa? V.
Simoni. Segr. naz. UI Premessa: un sindacato con grandi responsabilità nazionali come
l’Unione Inquilini deve occuparsi del ciclo immobiliare e delle
posizioni dei principali attori pubblici e privati. La questione ha rimbalzi
sui processi di vendita degli enti previdenziali privatizzati, sulla natura del
cosiddetto housing sociale, e - perché
no? – sullo stesso ostico rinnovo dei
livelli dei canoni contrattati. In prospettiva su tutto il resto. Nel mese di
luglio sono previsti due check up nei quali ci incontreremo con diversi interlocutori.
Nel pomeriggio di martedì 15 luglio (dopodomani) a Roma nella sede di Federcasa-Cispel in via Cavour
nella riunione di parecchi componenti del Tavolo Nazionale di Concertazione
sulle Politiche Abitative. Venerdì 25 luglio al Cnel (Sala Gaia) Roma, ad un
seminario su “politiche abitative e concertazione sociale”. Il nostro Convegno
di Cianciano è stato dunque tempestivo!
Questa nota procede oltre. Per comporre con qualche attendibilità lo scenario non basterebbero centinaia di link e di copia/incolla. Ha tentato di farlo con una sua sintesi a pagina 4 di domenica 13 luglio il Sole24Ore. Titoli: “Casa, fuga dall’investimento” “In otto anni calati dal 20 al 5% del totale gli acquisti di immobili da affittare” “Bene rifugio:addio, il rendimento lordo annuo di un appartamento non supera il 4,5%.” “La tendenza. Molti proprietari preferiscono vendere: sale la pressione sulle quotazioni.” Sui fondi immobiliari chiusure settimanali negative: “Da inizio 2008 trend positivo solo per 5 dei 22 prodotti”. Di spalla a sinistra il punto internazionale: “ In tutto il mondo l’incognita prezzi sulle compravendite” “Male l’Europa… Le alternative: l’anno scorso oltre la metà delle operazioni di italiani oltrefrontiera hanno interessato Paesi dell’Est, Usa e Dubai”. Le fonti specializzate a cui attingono gli articolisti sono Nomisma, Scenari Immobiliari e Cresme. Conosciamo abbastanza bene le loro ricerche: Assoimmobiliare è il tavolo di coordinamento e di esposizione progettuale. Paolo Dezza ha tentato di riassumere criticamente l’insieme delle questioni che riguardano il nostro paese. Molto problematico. Crisi della domanda, tendenza accelerata. L’acquirente si riduce di numero e di capacità economica. Allungamento dei tempi per la conclusione delle compravendite. E sulle locazioni i canoni sono troppo elevati. Perché non si registra ancora il crollo? Dezza cerca di individuare i fattori di stabilità nella assoluta prevalenza della proprietà della prima casa, nella scarsissima mobilità del lavoro, nella poca propensione delle famiglie all’indebitamento. Insomma quella che i modernisti denunciano come arretratezza diventa fattore di stabilità “anche” per il non enorme mercato immobiliare. Chi va allora in crisi? Chi ha osato alla grande con fondi immobiliare sempre meno alimentati da plusvalenze e chi si è mostruosamente indebitato per operazioni di trasformazione fondiarie “epocali”… I nomi non sono più solo quelli dei furbetti del quartierino (Ricucci e Coppola), è al tracollo Zunino (che spera nell’aiuto degli arabi per cedere l’area Falk di Sesto S. Giovanni e forse anche Santa Giulia a Milano) e in sofferenza sono gli altri bis del salotto buono come Aedes e Pirelli R.E.. Eppure secondo Scenari Immobiliari i prezzi medi salirebbero alla fine del 2008 del 3,9%: in linea con l’inflazione. Quale stabilità? Quello della stagnazione degli affari con inflazione crescente, determinata dalla decrescita dei consumi di massa. E per i prossimi mesi? Dezza ritiene che “ l’arrivo di una nuova colata di cemento sulla scia dei progetti del Governo ed Enti Locali, unita al numero crescente di annunci di vendita produrrà un aumento dell’offerta che non necessariamente la domanda sarà in grado di assorbire”. Breglia (Scenari Immobiliari) va oltre: paventa “ una pioggia di immobili che potrebbero arrivare sul mercato qualora i Comuni decidessero di far cassa per rifarsi del mancato introito dell’ICI”. Fosse solo questo! Il default che sta addensandosi su molti comuni sta sopratutto nel ricorso a prodotti finanziari ad alto rischio. Connessa a questa situazione di rischio è l’accresciuta dipendenza della politica urbanistica dagli investitori finanziari non solo italiani. Vedi allegato su Sesto S.
Giovanni, area Falk, Zunino, posizioni del sindaco Oldrini, lo scontro con
Penati., ex sindaco di Sesto e oggi Presidente della Provincia di Milano tutti
due PD-ex DS.. 4 Luglio 2008. Circolo Pasolini di
Pavia Dopo la notizia data ieri dal blog dei pegni messi
su molte società del Gruppo Zunino da parte di Banca Intesa-San Paolo, tra le
quali c'è anche Tradital spa che possiede 47700 mq alla ex Snia Viscosa,
riprendiamo questo articolo di Sara Bennewitz e Rodolofo Sala da "La
Repubblica" di oggi 4 luglio 2008. Nei giorni scorsi avevamo
anche informato dell'ingresso massiccio dei Fondi del Dubai nelle società del
Gruppo con un post intitolato "Fuori i Rom dentro gli Arabi". Zunino
ha ottenuto un credito da Banca Intesa di 150 milioni di euro, comunicato il 17
giugno, a fronte del quale dovrà cedere parte del suo patrimonio
immobiliare in particolare quello di trading e un immobile a New York.
Potrebbero sfumare anche i suoi fiori all'occhiello, l'area Falk di Sesto e
Montecity Santa Giulia-Rogoredo. Per Pavia si tratta di un altro capitolo
triste e oscuro, con risvolti osceni (l'uso cinico dei Rom per abbattere
l'edificio di archeologia dell'ex Snia) della recente storia urbanistica.
Quando abbiamo scritto di come un'amministrazione non possa legare il destino
della città alle fortune e sfortune dei grandi immobiliaristi era proprio a
situazioni come queste che ci riferivamo. E come non dimenticare che per
difendere quella operazione illecita e illegale di abbattimento il Sindaco di
Pavia si fosse dotata di scorta armata. Chi aveva orecchie per intendere doveva
intendere. Sinistra democratica ha mica qualcosa da dire a proposito? O si
tratta della solita bassa speculazione del Circolo Pasolini? (Irene Campari) Dal Sole24Ore – 8
luglio 2008 E Dubai, per
ora, è il salvagente di Risanamento. Luigi Zunino, fino a un anno fa, avrebbe
dato del folle a chiunque gli avesse consigliato di cedere Sesto San Giovanni.
Ora per realizzare Santa Giulia, dovrà (su pressione delle banche) sacrificare
Sesto San Giovanni per la quale ci sarebbe un'offerta del gruppo arabo
Limitless. Tutto risolto? Non proprio visto che uno dei nodi è la richiesta,
che si aggirerebbe sui 600-700 milioni (mentre il valore a libro è di 303
milioni). Ma molto
dipenderà dalle attese sull'estensione (dagli attuali 650mila metri quadrati)
decisa dal Comune di Sesto San Giovanni all'interno del piano di governo del
territorio. Da Eddyburg – 4 luglio 2008 Oldrini
avvisa i futuri proprietari "Il progetto di Piano non si tocca" (intervista al sindaco di Sesto San
Giovanni) di Rodolofo Sala |
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