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11.07.08. Napoli. Siamo ancora al post terremoto:CROLLA UN FABBRICATO A NAPOLI, ERA DISABITATO

QUARIERI SPOGNOLI.IL CUORE DI NAPOLI.SIAMO ANCORA AL TERREMOTO DEL 1990 E AGLI EFFETTI SPECIALI DEL DOPO.I PROLETARI IN MASSA SONO STATI DEPORTATI ED EVACUATI E GLI SCHELETRI DEGLI EDIFICI LIBERATI SONO ANCORA IN PIEDI A DISPOSIZIONE DELLA SPECULAZIONE E DELLA RENDITA PARASSITARIA. I PROPRIETARI NEL CORSO DI DECENNI HANNO AVUTO CONTRIBUTI PUBBLICI CONSISTENTI,NON HANNO RIATTATO E RISTRUTTURATO ED HANNO APPROFITTATO DELL'ASSENZA DELLE ISTITUZIONI . SUI QUARTIERI SPAGNOLI LA LUNGA MANO DELLA SPECULAZIONE EDILIZIA NON HA MAI SMESSO DI COLTIVARE SOGNI IMPOSSIBILI COME QUELLO DI METTERE SU UN NUOVO CENTRO DIREZIONALE CHE SIA CROCEVIA DI AFFARI E SPECULAZIONE IN DANNO DEI PROLETARI CHE ABITANO QUEL VECCHIO QUARTIERE DI MONTECALVARIO DA CINQUECENTO ANNI E NON NE VOGLIONO SAPERE DI ANDARSENE NEI COMUNI LIMITROFI.
CROLLA FABBRICATO NAPOLI: LAVORI NON ERANO AUTORIZZATI
PUNTELLATO DOPO TERREMOTO, RISTRUTTURAZIONE CON OPERAI IN NERO
NAPOLI - Un palazzo diviso in due parti: una abitata, l'altra puntellata e rimasta tale dal terremoto 1980. Cosi' si presentava, prima del crollo, lo stabile caduto in via Portacarrese a Montecalvario, nel centro di Napoli. L'assessore comunale all'Edilizia, Felice Laudadio, sottolinea che il palazzo era stato esaminato dall'ufficio Sicurezza che ne aveva ''proibito la frequentazione''. Invece, il proprietario, al momento irreperibile, ha deciso, secondo gli accertamenti del Comune, ''di iniziare dei lavori per i quali non c'era alcuna autorizzazione''. Lavori, inoltre, che secondo quanto appurato, erano effettuati in nero.

A questo punto, il Comune dovra' ''mettere in sicurezza gli immobili vicini e condurre i propri accertamenti, oltre a quelli in corso della magistratura''. A parlare della situazione dell'edificio crollato e' Pino Di Meglio, un ingegnere che abita proprio di fronte al fabbricato nel cuore dei Quartieri Spagnoli. Di Meglio riferisce che il Comune, nel 1986, aveva effettuato lavori di somma urgenza ma da allora ''non e' stato piu' toccato''. ''Molti paletti fatti di legno e ferro - afferma Di Meglio - usati per puntellare, con il passare degli anni, sono marciti. Sono sicuro che questo sia stato il motivo che ha portato al crollo''. ''Il Comune di Napoli - continua l'ingegnere - gia' molti anni fa avrebbe dovuto demolire il palazzo. Speriamo che adesso l'area venga presto rasa al suolo del tutto e sgombrata per dare piu' sicurezza ai Quartieri''.

Nella zona del crollo, insieme con il panico provocato dal cedimento dello stabile, c'e' molta tensione. Una donna protesta: ''e' da 28 anni che il palazzo era in queste condizioni e il Comune non ha mai fatto niente. A Napoli le cose devono prima succedere per poi porvi rimedio''. Un altro residente, Amedeo Fasanella, sottolinea che ''a 20 metri da qui, all'angolo tra vico Montecalvario e vico Tofa c'e' un altro palazzo crollato nel 1994 e che adesso e' diventato una discarica''. Ma mentre non c'e' ancora certezza sul fatto che non vi sia alcuna persona coinvolta, una donna piange: ''in quel palazzo andavano a giocare i bambini, nei Quartieri purtroppo non ci sono altre possibilita' di svago per loro''.

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