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Unione Inquilini Coordinamento
regionale Toscana Firenze,
4 giugno 2008. Oggetto:
Osservazioni a “Nuova disciplina dell’edilizia abitativa sociale” – Regione
Toscana – maggio 2008. L’assessore
regionale con delega alle politiche abitative ci ha inviato il testo in oggetto
convocandoci per un primo confronto. Il coordinamento nazionale ha effettuato
un primo esame, che non è esausitivo; si cerca di individuare le linee guida e
gli aspetti che a nostro avviso contrastano con le posizioni da tempo espresse non
solo dall’UI ma anche dagli altri sindacati casa e confederali a livello
toscano. In questo primo approccio cerchiamo di esprime con franchezza le
nostre posizioni auspicando che siano considerate con il rispetto che meritano.
1. Premessa: -
nostro riferimento essenziale è il documento unitario sindacale (allegato 1); in
particolare di seguito le posizioni sulle questioni più cruciali: Ø Riforma della L.R. 96/96 I sindacati inquilini sono
convinti sulla necessità di adeguare la legislazione regionale in materia di
edilizia pubblica alle mutate esigenze di natura abitativa. La L.R. 96/96 manifesta da tempo
molti limiti, ma conserva aspetti e principi che devono essere ulteriormente
valorizzati in un nuovo quadro riformatore che deve avere come riferimento i
seguenti punti: canoni d'affitto La riforma dei canoni negli
alloggi di ERP non può essere finalizzata a fare cassa, scaricando sugli
inquilini-assegnatari l'assenza di finanziamenti statali, regionali, dei LODE e
le inefficienze delle aziende di gestione. Occorre, altresi' riconfermare la
validita' del cosiddetto canone sociale applicato in base alla progressività
del reddito della famiglia assegnataria. I sindacati inquilini esprimono la
loro piu' netta contrarietà ad adeguare i canoni delle famiglie assegnatarie di
alloggi ERP ai parametri previsti dalla normativa che regola le locazioni
private. Forte contrarietà viene altresi' espressa riguardo l'estensione del
fondo di sostegno all'affitto o di analoghe provvidenze, ai cosiddetti casi
sociali presenti negli alloggi di ERP. modifica della
normativa sull'accesso all'ERP Occorre riscrivere le norme che
regolamentano l'accesso alle soluzioni di edilizia sociale adeguandole,
prioritariamente, alle mutate condizioni oggettive e soggettive dei cittadini
in stato di disagio abitativo e in particolare permettere l'accesso all'ERP: ü
alle
famiglie in possesso di convalida di sfratto per morosità dovuta ad evidenti e
accertate motivazioni di disagio socio-economico; ü
a
giovani coppie e famiglie monoparentali a seguito di separazione o divorzio; ü
a
cittadini il cui canone d'affitto incide pesantemente sul reddito familiare ü
a
cittadini portatori di handicap che abitano in alloggi con barriere
architettoniche; ü
a
famiglie che vivono in stato di evidente sovraffollamento e in abitazioni
inadeguate sotto il profilo strutturale e igienico-sanitario ü
coerentemente
con la creazione delle conferenze d'ambito LODE, i sindacati inquilini chiedono
la costituzione di una commissione d'ambito per la ricezione e l'istruttoria
dei bandi di assegnazione alloggi comunali o intercomunali e per la mobilità.
Tale commissione dovrà essere composta da rappresentanti del LODE, dell'azienda
di gestione e dalle organizzazioni sindacali degli assegnatari maggiormente
rappresentative, per garantire un indirizzo e uniformità di trattamento per
l'accesso alle abitazioni di edilizia sociale. L’Unione
Inquilini ricorda che posizioni analoghe sono state espresse in suoi atti
ufficiali: nel luglio 2006 con gli “orientamenti sull’edilizia residenziale
pubblica in rapporto alla Toscana”, nell’ottobre 2006 con “Le osservazioni al
documento “Verso lo statuto dell’edilizia sociale”- Regione Toscana”, e recentemente nella lettera all’ass.
Baronti del 12 marzo 2008. Come
elemento aggiuntivo l’Unione Inquilini ha sempre espresso forti riserve sul
concreto meccanismo dell’ISE avanzando precise proposte di modifica, nel caso
fosse stato introdotto come parametro per la valutazione dei redditi per
l’accesso alle prestazioni sociali. A questo proposito gradiremmo sapere se
sono state effettuate dagli enti gestori dell’ERP delle simulazioni sugli
effetti dell’ISE, Applicati alle ipotesi di revisione dei parametri per
l’accesso, la permanenza, la decadenza dall’assegnazione e per la fissazione
dei canoni; e nel caso acquisire quanto prodotto. 2. 0sservazioni Gli orientamenti
rilevabili nel corposo documento a nostro avviso contengono rispetto alle
esigenze sindacali esposte: -
posizioni antitetiche
-
posizioni ambigue e/o
indefinite I. Posizioni
antitetiche sono quelle che ci pongono in antagonismo con l’impianto delineato
e si riferiscono: - allo stravolgimento
dell’impianto della legge 96/96 in riferimento alle norme sull’assegnazione e
sui canoni intimamente collegati alla valutazione dei reddito dei richiedenti
alloggio e degli assegnatari(pag. 23 e segg.); - al superamento del
quadro normativo regionale sancito dalla legge 96/1996 (pag. 19 e segg. e
pag. 22) che si ridurrebbe ad una cornice dando via libera all’autonomia
delle cosiddette strutture di area vasta o LODE; - alla licenza “regionale”
di stabilire indirizzi e direttive per l’utilizzazione dei proventi derivati
dalla gestione e dall’alienazione del patrimonio di erp (pag. 6) con una
impropria interpretazione dell’autonomia regionale derivata dalle nuove norme
costituzionali; - alla sostituzione del
rapporto di assegnazione a tempo indeterminato con quello di locazione a tempo
determinato (pag. 23); - alla istituzione di un
fondo di solidarietà ben alimentato dagli assegnatari e dalle loro eventuali sanzioni
anziché dalla fiscalità (pag. 28) - ai contratti di
locazione delle autorimesse e posti auto (quali, tutti?) applicando i prezzi di
mercato, addirittura” anche ai contratti già in essere” (pag. 25), mentre,
per legge, ogni alloggio dovrebbe essere dotato di posto auto ed i box
dovrebbero restare pertinenze (quindi comprese nel calcolo del nuovo canone di
locazione) degli alloggi assegnati; - alla individuazione (a
maglie larghe) e vendita di eventuali parti del patrimonio abitativo pubblico su
“base d’asta con i valori di mercato” (pag. 29); II. Posizioni ambigue o/e
indefinite all’interno di un impianto contestato: -
il “fondo unico
regionale” non è circostanziato nelle sue diverse parti costitutive, non si
precisa se le risorse sono da ripartirsi secondo la loro origine; questo in
particolare per la parte destinabile all’ERP a canone sociale tradizionalmente inteso;
-
eccessivi i varchi normativi
che possono far passare il “patrimonio indisponibile dei Comuni” a destinazione
ad uso diverso da quello abitativo (pag. 21); -
non precisato su che
base è stato parametrato il cosiddetto “valore locativo” oggettivo
esemplificato in 3,50 euro/mq (pag. 23-24); -
non precisata che
cosa si intende per “superficie utile abitabile”; -
non precisata la
definizione giuridica del soggetto gestore (pag. 18); -
improprio per la
natura sociale dell’erp il riferimento ai canoni di locazione da equiparare a
quelli “di mercato” anche se limitato alla fascia di decadenza (pag. 24); -
sulle destinazione
dei canoni di locazione, subendo le pretese dei Comuni: vedi il passaggio a pag.
28 “ con la loro destinazione erroneamente finalizzati anche a “sostenere
l’esercizio associato delle funzioni di programmazione, coordinamento,
regolamentazione e controllo proprie dei Comuni” (pag. 28); -
sulla verifica con
cadenza “annuale” dei redditi degli assegnatari (pag. 25); -
sulla revoca,
annullamento dell’assegnazione, decadenza per superamento dei limiti di reddito
e morosità, su cui ci riservaimo un supplemento di indagine (pag. 26-27); -
così pure sulla
mobilità (pag. 25 – 26); -
mancanza di aulsiasi
riferimento alla soluzione di perduranti situazioni di “occupazione senza
titolo” di alloggi da parte di residenti che possiedono tutti i requisiti
previsti per l’accesso all’erp; Altre questioni a nostro
avviso affrontate in modo sommario e poco infornate sulla realtà delle gestioni
possono potrebbero ricavarsi da un esame analitico di ogni parte della
proposta. In ultimo (ma sicuramente
non ultimo d’importanza) il rapporto con gli “inquilini”: che per il proponente si tratti di poca cosa
lo si evidenzia da quanto contenuto a in un paragrafo di cinque righe e mezza
dal titolo molto generico: “Partecipazione dell’utenza” (pag. 21). Su
questo importante argomento sarebbe necessaria una più ampia conoscenza della
storia delle autogestioni, dei loro coordinamenti de facto, delle loro
difficoltà, delle esigenze di un costante ed efficace supporto istituzionale, e
di esercizio di precisi e forti diritti. Ne ci pare che basti, per
tacitare le nostre motivate riserve, la novità “assoluta” che “ci riguarda” e
che comunque apprezziamo e cioè la nuova composizione delle Commissioni
Assegnazione Alloggi delle quali i sindacati tornerebbero a far parte. Vi sono altre parti che
apprezziamo, in particolare quanto contenuto nel Cap. 3 (L’attuazione del
programma regionale): essenziale il proposito di un riordino di sistema sulle
nuove tecniche, sui costi, sulle procedure attuative, sulla modalità e
condizioni per l’erogazione dei finanziamenti, con l’auspicio che ci siano tali
finanziamenti e che siano riversabili in programmi supportati da una reale
svolta nelle scelte urbanistiche. Osservazione in un
inciso: a pag. 21 nei requisiti per l’accesso e la permanenza si
dispone che devono permanere tra l’altro (lettera a) “la cittadinanza e il
luogo di residenza e di lavoro”: la formulazione potrebbe ingenerare
l’impressione (senz’altro non corrispondete all’estensore del testo) di una
selezione delle domande rispetto al possesso della cittadinanza; va precisato
quanto da tempo è contenuto nelle norme per i Bandi ERP sull’equiparazione
della cittadinanza al possesso di carta e/o permesso di soggiorno. In conclusione: -
l’Unione Inquilini pur
apprezzando l’impegno ad una razionalizzazione di piano, non approva un
processo normativo che sostituisca la legge regionale 96/96 con una legge che
fa organico riferimento ai valori di mercato, riferimento che compare in tutto
il testo come elemento strategico; -
conferma la pressante
richiesta di organiche modifiche relative ai criteri di assegnazione
costituenti l’impianto dei bandi ERP, modifiche da attuare immediatamente senza
attendere i tempi di approvazione di questa ipotesi di legge quadro; -
esprime un forte
dissenso sul meccanismo ISE così come è stato anticipato nelle norme regionali
per l’accesso ai bandi comunali per ottenere i contributi all’affitto previsti
dall’art. 11 della legge 431/98.. Nello stesso tempo L’Unione
Inquilini si impegna – esprimendo un ragionato dissenso rispetto
all’orientamento anticipato dal documento in oggetto - ad una vasta
consultazione con l’utenza, sia essa rappresentata da chi chiede un alloggio
“popolare” e da chi ancora vi risiede. Propone agli altri
sindacati di confermare la posizione del documento unitario” “Un patto per lo
sviluppo dell’E.R.P. in Toscana” sottoscritto il 20 marzo 2007 e di aderire
alla nostra proposta di consultazione dell’utenza. Unione Inquilini Coordinamento Regionale Toscano |
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