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SINTESI DELL’AUDIZIONE PRESSO REGIONE TOSCANA 6/6/2008 Presenti: Delegazioni del SUNIA, SICET, UNIONE INQUILINI Presiede per Regione Toscana: Rosanna Masci Masci: Questo incontro non ha carattere politico (l’Assessore Baronti mi ha detto di informarvi che l’incontro a carattere politico da voi chiesto potrebbe essere tenuto il 23 giugno p.v. alle ore 10 qui in via di Novoli). Questo incontro ha valenza puramente tecnica per raccogliere suggerimenti, proposte, annotazioni. Abbiamo già avuto un incontro coi rappresentanti dell’ANCI Toscana. Dopo questo incontro con i sindacati ne faremo un altro con le imprese edili e uno coi coordinatori dei LODE e con i dirigenti degli Enti Gestori. Dopo di chè faremo una stesura definitiva dell’articolato di legge da sottoporre all’approvazione della Giunta Regionale, che poi lo porterà all’approvazione del Consiglio Regionale. Questo dunque è un documento ibrido da valutare e modificare collegialmente negli incontri previsti. Vincenzo Simoni (UI): Anche se noi partecipiamo volentieri a queste riunioni occorre distinguere bene le attribuzioni sindacali da quelle istituzionali perché vi potrebbe essere contrasto tra le due impostazione anche se partecipiamo all’elaborazione del testo di legge addirittura presentando documenti scritti. Nel documento che qui presentiamo vi sono alcuni apprezzamenti e molte critiche. In particolare voglio evidenziare che sui criteri di assegnazione non vedo alcuna apertura alle proposte sindacali unitarie presentate in incontri precedenti. Ci dispiace che non vi sia stato un adeguato rispetto e attenzione alle nostre proposte, ma anche dell’ANCI e di molti LODE.. Verifichiamo da parte della Regione una politica dilatoria che ci costringe a subire la vecchia normativa ormai datata e collegata al altre esigenze sociali, politiche ed economiche esistenti prima del 1996/98. Potrei affermare che noi rappresentanti degli inquilini e assegnatari non contiamo nulla ! Ponzio (SUNIA): Il processo illustrato dalla Masci comporta che i tempi tecnici che porteranno all’approvazione del provvedimento di legge presumo che non saranno brevi.. Anche il SUNIA ribadisce l’esigenza di effettuare un provvedimento straordinario di modifica della LR 96/96 in attesa del varo della nuova normativa. A Firenze aspettano da 4 anni un nuovo bando ERP, il cui rinvio di pubblicazione è giustificato dall’attesa della nuova normativa di cui ora si parla. Le esigenze abitative, come ha detto Vincenzo, sono cambiate e non possiamo più aspettare. Siamo già in forte ritardo. Anche noi partiamo dal Documento unitario del marzo dello scorso anno e, venendo agli aspetti più notevoli, facciamo le seguenti osservazioni: - riteniamo positiva la velocizzazione degli interventi edificatori con penalizzazione dei Comuni inadempienti - il fondo di sostegno alla domanda (pag. 5) è simile a quello della LR 96/96 oppure è un fondo di garanzia anche per impedire la morosità ?! Vorrei capire meglio cos’è il Fondo unico regionale (pag. 8) - L’introduzione di un organismo consultivo regionale (pag. 7), del quale fanno parte anche i sindacati, la ritengo più che positiva. - Per quanto riguarda i costi di costruzione stabiliti per l’ERP sosteniamo che dovrebbe essere elevato il tetto massimo per l’attuale è troppo basso rispetto ai costi di mercato. Non è specificato se c’è l’intenzione da parte della Regione di elevare il costo massimo (pag. 10-13) - L’art. riguardante l’esercizio associato delle funzioni (pag. 17-19) costituisce una revisione profonda della LR 77/98. Si spingono le attuali Aziende Gestore all’accorpamento in una o tre. I LODE non hanno dimostrato capacità gestionali autonome e di coordinamento, perciò condivido la scelta della politica associata da parte di più comuni della stessa zona. - Riguardo alla riforma degli Enti Gestori vorrei conoscere se esiste un’idea di come effettuare l’accorpamento degli 11 soggetti gestori oggi esistenti. - Quanto scritto sull’accesso a gli alloggi sociali (pag. 21-22) mi sembra troppo vago. Mi sembra che ci sia un rimando alla competenza territoriale dei LODE (Distretti). Questo mi preoccupa. - Per quanto riguarda le proposte per la nuova determinazione dei canoni (pag. 23) ci riserviamo di valutare meglio la validità delle vostre tabelle di pag. 24, facendo simulazioni. Masci (interrompendo): stiamo già facendo le simulazioni citate, appena avremo i dati ve li comunicheremo. Ponzio (seguito): Sull’applicazione dei valori ISE al posto dei redditi, chiedo come si intende affrontare il fenomeno della decadenza, così pure sulla questione garage e pertinenze esterne all’alloggio che non vengono più considerate pertinenze dell’alloggio, ma soggette alla stipula di nuovi contratti a valori di mercato. - vorrei che venissero maggiormente valorizzate le forme di autogestione dei servizi comuni (le Autogestioni sono attualmente operative solo a Firenze e Pisa) - apprezzabile è il riconoscimento della presenza delle organizzazioni sindacali degli utenti come supporto agli utenti a livello di LODE. Vincenzo: Le cose dette da Ponzio sono per l’80% uguali alle nostre perché lavoriamo unitariamente. Io voglio aggiungere che non mi è piaciuta la possibilità di utilizzare i proventi (o parte di essi) ricavati dalle vendite del patrimonio ERP anche fuori dall’ERP. L’altra questione che voglio evidenziare in modo critico è il passaggio tra patrimonio comunale non disponibile a quello disponibile per la vendita (ovvero tra quello non vendibile a quello vendibile) permettendo inoltre modifiche di destinazione degli immobili di ERP. Ancor più non mi piace la vendita di immobili pubblici con base d’asta a valori di mercato. Chiedo inoltre di conoscere da quali valori e parametri deriva il valore locativo base di 3,5 € a mq. indicato nel testo come base di calcolo dei nuovi canoni di locazione. Questo valore non può comunque essere uguale per tutto il territorio della Toscana, che ha prezzi molto differenziati da zona a zona. Daniele Cosci (SICET): anch’io sostengo che è necessario anticipare alcune riforme della LR 96/96 perché i tempo di approvazione di questa nuova legge possono essere lunghi. Sono già trascorsi 12 anni da questa legge e il bisogno abitativo è molto cambiato sia con la liberalizzazione del mercato immobiliare privato, che per la presenza di nuove categorie di bisognosi di casa (immigrati, single, separati), ma anche per l’introduzione dell’euro che ha reso sempre più povere le classi sociali deboli (anziani, disoccupati, precari). La riforma proposta è abbastanza complessa per cui va ponderata meglio. Per il momento vorrei fermarmi a questi punti: - sono soddisfatto della impostazione di riforma dell’edilizia pubblica per superare la funzione solo assistenziale per i più poveri delle case popolari - non condivido il continuo riferimento ai valori di mercato che trovo nel testo. In particolare nel settore abitativo sociale non è possibile fare riferimento al mercato perché l’inquilino in pratica non ha potere contrattuale. Per lo meno occorre cambiare dizione, perché il riferimento al mercato falsa il concetto stesso del sociale. - il calcolo dei canoni, con base oggettiva e non solo sui valori ISE, secondo me è corretto, anche se non capisco come è stata stabilita la base di 3,5 € a mq. Virgilio Barachini (UI): naturalmente condivido quanto scritto nel documento dell’Unione Inquilini, che è frutto di una valutazione collettiva, e le critiche fatte dal Vincenzo Simoni. Condivido anche quanto espresso dai rappresentanti del SUNIA e SICET, in particolare quanto detto da Cosci, anche perché operiamo unitariamente entrambi a Pisa. A questo proposito devo fare un’osservazione: a Pisa, ma credo anche su tutto il litorale, abbiamo la sensazione che Firenze si comporti in modo troppo accentratore (come storicamente è sempre avvenuto) penalizzando le altre province della Toscana. Anche per la proposta di esercizio associato delle funzioni (pag. 17 e seg) vorrei evidenziare che a Pisa, durante il nostro IX Congresso Provinciale, l’Assessore Baronti aveva parlato di un unico Ente Gestore centralizzato a Firenze, con 10 Unità operative coincidenti con gli attuali enti gestori, ma senza c.d.a. Nella bozza di riforma leggo che si prevedono più Soggetti gestori, coincidenti con le Aree vaste (costituite da almeno due distretti/LODE e con più di 10.000 alloggi da gestire). Questa nuova proposta mi sta bene, ma non mi è chiara. Non vorrei che Pisa finisse dalla padella alla brace, cioè dalla sottomissione a Firenze a quella di Livorno, soggezione ancora peggiore, foriera di contestazioni, come avviene nel calcio ! Propongo pertanto la seguente ripartizione in tre aree vaste che soddisfano i criteri indicati del testo: 1) Distretti/LODE di Firenze (11773 alloggi), Empoli (1327), Pistoia (1981), Prato (1663) 2) Distretti/LODE di Pisa (6196 alloggi), Lucca (3830), Massa-Carrara (3759) 3) Distretti/LODE di Livorno (8941 alloggi), Grosseto (3067), Siena (2356), Arezzo (2758) Masci: Nel valutare le proposte di ripartizione in una, due o tre Aziende di gestione in cui suddividere la gestione dell’ERP della Toscana, oltre ai due elementi indicati nel testo: accorpamento di almeno 2 distretti con più di 10.000 alloggi da gestire, occorre tenere presente l’utilizzo dei canoni per la gestione. Le entrate da canoni deve prima di tutto stare in un capitolo separato di bilancio e questa deve seguire gli schemi di bilancio di rendicontazione imposti dalla Regione Toscana. Rispetto a quanto previsto dalla LR 77/98 è un’inversione di tendenza (da autonomia contabile a unitarietà degli schemi contabili di rendicontazione) I bilancio attuali sono troppo generici, non chiari e riservati, la quota riservata a compensare il soggetto gestore spesso supera il 50% delle entrate da canoni. Con la riforma proposta i canoni di locazione, al netto dei costi di gestione e delle manutenzioni degli immobili, devono essere utilizzati interamente nell’ERP tenendo conto dei limiti di utilizzazione indicati a pag. 28: al massimo il 30% per compensare il soggetto gestore, non meno del 50% per manutenzioni e potenziamento dell’ERP, il 10% (era l’1%) per alimentare il fondo di solidarietà (compresa la morosità sociale, che tuttavia non possiamo legittimare ufficialmente per non dare pretesti ai “furbi” per non pagare i canoni e le spese), mentre al massimo un 10% per sostenere le funzioni di programmazione, con la precisazione che eventuali minori costi per la gestione e programmazione vanno ad incrementare il fondo per le manutenzioni come premio di efficienza. I contratti di servizio devono seguire criteri uniformi di gestione e di contabilità in tutta la Regione e il controllo della contabilità separata sarà più agevole da parte dei soci (Comuni), della Corte dei Conti e della CONSOB, anche perché la Regione non è contraria a fare svolgere alle Aziende di gestione altre attività attinenti all’ERP. Inoltre le entrate da canoni non saranno più distribuite separatamente ai comuni soci e introitate nei bilanci comunali (come finora ha fatto il Comune di Pisa), ma ai LODE/Distretti, ovvero tra i comuni obbligatoriamente associati in Zone (individuate in base al territorio di competenza delle Società della salute) per garantire la più diretta partecipazione e rappresentatività del territorio nell’ambito dell’Area vasta, legando la politica abitativa a quella sociale. Per la formazione delle graduatorie è prevista la costituzione della Commissione di zona composta da dirigenti dei Comuni facenti parte della zona e rappresentanti degli inquilini e la massima trasparenza nell’informazione. Per quanto riguarda la questione del costo di costruzione troppo elevato (fissato nel 1994 in 1238 € a mq per la realizzazione e in 880 € a mq. per la costruzione) non mi risulta che occorra raddoppiarlo per adeguarlo ai prezzi di mercato. Ritengo sia sufficiente aumentarlo del 10-15%. A questo scopo è prevista l’introduzione di coefficienti correttivi di zona e per qualità (risparmi energetici, servizi accesso, ecc) ad integrazione del costo base, tenuto conto che per la costruzione di case di proprietà pubblica gli oneri di urbanizzazione spariscono. Per le vendite abbiamo introdotto il principio che impone, in caso di vendita, che il ricavato sia versato in un conto speciale per essere utilizzato unicamente per l’ERP. Il programma unico regionale ha la durata di 5 anni e si attua con programmi annuali. I Comuni non concretizzano quasi mai le decadenze in seguito alla perdita dei requisiti di assegnazione delle case popolari. La nuova legge non ricorre alla decadenza per supero di reddito; ma il consistente aumento (al livello dei canoni concordati) dell’affitto nei confronti di coloro che perdono i requisiti di permanenza negli alloggi di ERP, entro il 25% del reddito (sopportabilità del canone sul reddito), per cui, senza forzature, chi vuole restare nell’alloggio popolare a suo tempo assegnato deve pagare un canone simile a quello oggettivo concordato, altrimenti deve cambiare casa e trasferirsi in un alloggio di proprietà privata a prezzi di mercato privato. I tempi per l’approvazione di questa proposta da parte della Giunta Regionale, in un primo tempo indicati entro luglio 2008, vengono indicati entro la fine di luglio 2008, ma poi rinviati, più realisticamente, ad entro l’anno 2008. |
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