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MANOVRA: ANCI-SINDACATI INQUILINI, GRAVE TAGLIO 550 MLN DEL PIANO CASA

MANOVRA: ANCI-SINDACATI INQUILINI, GRAVE TAGLIO 550 MLN DEL PIANO CASA

 (ASCA) - Roma, 18 lug - Si sono riuniti oggi, presso la sede dell'Associazione dei Comuni italiani (Anci) i Sindacati Inquilini (Sunia, Sicet, Uniat-Uil) e il Presidente della Consulta Casa dell'Anci, Roberto Tricarico a seguito delle notizie sulla cancellazione, nel maxi-emendamento governativo alla Manovra, dei 550 milioni di euro del Piano Straordinario di edilizia pubblica previsti nel DL 159/07, valutandole come ''estremamente preoccupanti per le oltre 100.000 famiglie coinvolte, che affronteranno un autunno 'caldo' sul versante dell'emergenza sfratti''. Scade infatti il 14 ottobre prossimo la proroga del Governo sugli sfratti, per la quale 550 milioni di euro erano impegnati a sostenere gli oltre 12.000 nuovi alloggi individuati dai Comuni.
Secondo i sindacati ''il Piano Casa contenuto nella Manovra finanziaria risulta avere una impostazione marcatamente centralista e non rispondente alle reali necessita' di una politica abitativa basata su incremento dell'offerta abitativa pubblica e sull' aumento dell'offerta di alloggi in locazione a canoni sostenibili''.
Il Presidente della Consulta Anci e i Sindacati hanno sottolineato come si debba guardare agli standard di livello europeo nella edilizia sociale, a partire dall'incremento del patrimonio immobiliare residenziale pubblico, che in Italia e' ancora fermo al 4% contro il 36% dell'Olanda, il 22% della Gran Bretagna e il 20% della media europea.
Inoltre hanno ribadito come il documento conclusivo del Tavolo sulle Politiche abitative sottoscritto da tutti i soggetti istituzionali e dalle parti sociali debba continuare ad essere il punto di riferimento per il rilancio della politica abitativa a tutti i livelli: nazionale, regionale e locale nell'ambito delle rispettive competenze.

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(Asca)

Alla Camera dei Deputati è iniziata l’analisi della manovra economica sulla quale quasi certamente il Governo chiederà l’approvazione con il voto di fiducia. Il contenuto del provvedimento relativo alle politiche abitative, se non profondamente modificato, produrrà un effetto devastante sulle famiglie che versano in grave difficoltà economica e sono in attesa di poter accedere ad una casa in affitto a basso costo. Non assegna risorse: dopo l’enorme spreco di denaro dovuto all’annullamento dell’ICI, per la realizzazione del piano casa non viene stanziato nemmeno un centesimo di finanziamento, le uniche risorse messe in campo deriveranno dalla dismissione del patrimonio abitativo gestito dagli ex IACP oltre alla speranza di investimenti privati. Demolisce il servizio abitativo pubblico: la decisione di dismettere l’intero patrimonio abitativo pubblico, priva il Paese di un servizio già gravemente insufficiente quale quello della casa pubblica. Tra l’altro in contraddizione con la relazione di illustrazione del disegno di legge presentata dal governo, in cui si denuncia l’enorme gap tra la dotazione di case popolari dell’Italia e quella dei restanti paesi europei.
È costituzionalmente illegittimo: in quanto espropria regioni e comuni della competenza esclusiva in materia di Edilizia Residenziale Sociale e di politiche di governo del territorio, più volte confermato dalla Corte Costituzionale. È strategicamente sbagliato: il Piano si propone di realizzare quasi esclusivamente alloggi da mettere in vendita e non tiene in considerazione che le fasce sociali a cui si rivolge non hanno nessuna possibilità di accesso al mercato del credito, visto l’alto costo del denaro e l’incapacità delle famiglie di offrire agli istituti di credito le necessarie garanzie per l’accensione di un mutuo. Il Piano non prevede riserve di alloggi destinati alla locazione permanente, mentre tutti gli analisti ritengono quella dell’offerta in affitto sociale e sostenibile la vera necessità del mercato abitativo nel nostro Paese. È razzista: il provvedimento esclude dall’accesso agli alloggi realizzati dal Piano e dal diritto al Fondo Sostegno all’Affitto i cittadini stranieri con un periodo di residenza in Italia inferiore a 10 anni e sotto i 5 anni nelle regioni che indiranno i bandi. Come tutte le espressioni razziste, oltre ad essere incivili sono anche stupide. Escludere milioni di persone da un diritto di cittadinanza e di integrazione vera, nel caso specifico, significa non permettere al mercato l’opportunità di intercettare risorse derivanti da una importante quota di percettori di reddito. Guido Piran, Segretario Generale del sindacato inquilini promosso dalla CISL, si appella a tutti i gruppi parlamentari, alle rappresentanze sociali, alle associazioni del volontariato sociale, in particolare a quelle che agiscono in difesa dei più poveri e degli stranieri in difficoltà, affinché facciano sentire la propria voce per modificare l’impostazione del Piano casa e impedire l’ulteriore proliferazione di norme xenofobe nella legislazione italiana. “Il SICET”, continua Piran, “si farà parte attiva nella predisposizione di proposte di riordino della normativa sulle politiche abitative, per dare reali opportunità abitative alle famiglie disagiate, agli anziani e ai giovani e per contribuire in modo corretto allo sviluppo economico del Paese”.

- Sicet-

COMUNICATO STAMPA del 15 luglio 2008


LE FORZE SOCIALI CHIEDONO IL RILANCIO DELLA CONCERTAZIONE SULLE POLITICHE ABITATIVE

Le Parti sociali firmatarie del documento sulle politiche abitative del 16 maggio 2007 si sono riunite in data odierna presso la sede di Confservizi per valutare gli sviluppi delle politiche sulla casa alla luce dei recenti provvedimenti.

Il proficuo confronto tra realtà diverse ed articolate ha fatto emergere la volontà comune di proseguire la concertazione fra Forze Sociali, Regioni, Enti Locali e Governo per un rilancio positivo e costruttivo delle politiche abitative.

A questo proposito le Parti sociali nel richiedere un incontro con il Governo, le Regioni ed i Comuni auspicano un Piano particolarmente rivolto all’affitto che contribuisca a rilanciare l’economia del paese favorendo il soddisfacimento del fabbisogno di abitazioni.

CONFSERVIZI
FEDERCASA
ANCAB-LEGACOOP
FEDERABITAZIONE – CONFCOOPERATIVE
CGIL
CISL
UIL
SICET
SUNIA
UNIAT UIL
FEDER.CASA CONFSAL
ASSOCASA
ASSOIMMOBILIARE
UGL
INU
CNEL
APPC
ASPPI
ANCE
A.G.C.I. ABITAZIONE

 

Nota dell’Unione Inquilini: un giudizio e un auspicio!

 

La segretaria nazionale dell’UI concordando nella richiesta di un incontro urgente con il Governo segnala l’odiosità della manovra economica in questi giorni all’esame della Camera dei Deputati. Si arriva addirittura alla retromarcia sul piano straordinario casa e sull’intervento alloggiativo in comparti del demanio pubblico. Si rende necessaria la promozione di un movimento nazionale che dia visibilità reale agli sfrattati, ai senza casa, ai migranti e ai giovani e che inneschi un processo unitario tra gli stessi assegnatari e il popolo dei bandi ERP. E’ una ricomposizione difficile che dovrà passare per fasi parziali: la quantità della partecipazione sta in un processo che impegna strutture, militanti, risorse, e richiede sinergie con una pluralità di soggetti sindacali e associativi. Va intrapreso.

Siano essi protagonisti sociali di una stagione dei diritti praticati nella concretezza degli obbiettivi.

 

Roma, 23 luglio 2008.


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