>> *LETTERA APERTA ALL'UNIONE INQUILINI DI FIRENZE*
>>
>> Cari compagni/e mi rivolgo a voi in questo modo diretto, non
>> istituzionale, come compagno e, senza tergiversare, vado subito dritto
>> al cuore dei problemi, come è mia abitudine, lo faccio senza peli
sulla
>> lingua.
>>
>> Comincio dicendovi subito che il volantino che avete distribuito:
"*che
>> si sta preparando per le case popolari in Toscana?" *mi ha
profondamente
>> amareggiato e deluso, mi permetto di dire che rappresenta, per me, un
>> modo vecchio, di fare politica e sindacato: Ci siamo incontrati
diverse
>> volte, ho partecipato a tutti gli incontri sindacali di qualunque
sigla
>> da qualunque parte siano stati organizzati, ho ripetuto fino alla noia
>> che ci troviamo di fronte ad una bozza non trasformata ancora
>> dall'ufficio giuridico in articolato di legge, una bozza che non è
>> nemmeno passata dalla Giunta, quindi, siamo nella condizione ideale
per
>> dare a tutti l'opportunità di portare il loro contributo costruttivo.
>> Abbiamo fatto una serie innumerevoli di incontri con tutti i soggetti
>> interessati, abbiamo raccolto suggerimenti, critiche, proposte, un
>> percorso di ascolto democratico che adesso ci pone nella condizione di
>> inserire le modifiche e gli aggiustamenti necessari per fare la
migliore
>> delle Leggi possibili. Voi avete preferito non utilizzare a fondo
questa
>> possibilità e cogliere questa opportunità, avete fatto un volantino
>> senza nemmeno aspettare la nuova bozza di legge rivista e corretta
alla
>> luce dei suggerimenti e delle proposte che abbiamo raccolto lungo
questo
>> percorso democratico e partecipato che ho iniziato pochi mesi dopo il
>> mio insediamento. Avete preferito la strada, sicuramente più facile e
>> meno impegnativa, quella della polemica, in uno spirito di
>> contrapposizione che deve per forza di cose avere sempre e comunque e
in
>> qualsiasi condizione una controparte da attaccare. Certo, riconosco
che
>> proposte le avete avanzate fin da subito, avete legittimamente
espresso
>> delle critiche precise e puntuali, ma perché questa polemica in questo
>> momento prima ancora di conoscere la nuova bozza di PDL, le modifiche
>> apportate, i suggerimenti accolti?
>> Dopo questa premessa, entro brevemente nel merito delle questioni
>> denunciate nel vostro volantino:
>>
>> *Il canone non è più collegato al reddito*: è una bugia gratuita,
perché
>> utilizzate questo metodo? L'accesso e determinato per ogni nucleo
>> familiare con il calcolo del reddito ISEE e il canone è calibrato per
>> ogni singolo nucleo familiare attraverso l' ISE all'interno di quattro
>> fasce: massima protezione, protezione, permanenza e decadenza. Ogni
>> fascia è contraddistinta da una percentuale di reddito massimo oltre
il
>> quale il canone non può andare: 10%,12% e max 15% del reddito ISE.
*Non
>> solo, nell'ultimo incontro con tutti i sindacati avevo detto che la
>> tabella che riassume la determinazione dei canoni è provvisoria sulla
>> base di questa stiamo effettuando alcune migliaia di simulazioni per
>> capire il reale impatto, disponibili a cambiare i parametri di
>> riferimento per assicurare la massima equità e giustizia*. Dunque
tutti
>> i parametri di questa tabella sono da considerarsi provvisori e da
>> concordarsi insieme in una prossima incontro sulla base delle
risultanze
>> della simulazione. Questo vi avevo detto l'ultima volta che ci siamo
>> incontrati e questo si fa
>>
>> *Questione delle vendite*. Questo è un punto reale di dissenso con
voi.
>> *Io sono convinto che le case popolari non devono essere vendute mai,*
>> almeno in questo contesto storico dove il patrimonio ERP è largamente
>> insufficiente a soddisfare i fabbisogni minimi coerentemente con
questa
>> impostazione gli alloggi popolari d'ora in poi non si
"assegnano" più,
>> perché, nell'immaginario collettivo, l' assegnazione è l'anticamera
del
>> riconoscimento del diritto di proprietà, le case popolari vanno
affidate
>> in locazione e non è una pura differenza nominale, sottintende una
>> ispirazione culturale radicalmente diversa.
>>
>> La casa popolare deve essere considerata un servizio abitativo sociale
>> pubblico per tutti coloro che sono in difficoltà economica, questo
>> servizio non può essere dato per sempre a prescindere dalle capacità
di
>> reddito dei cittadini, è assicurato per un *periodo illimitato* fin
>> tanto però che permane il diritto, può essere anche per tutta la vita
>> ma, quando le condizioni economiche cambiano l 'alloggio deve tornare
>> nella piena disponibilità dei gestori per essere riassegnato
>> immediatamente ad altri che ne hanno bisogno. Ricordo che sono circa
>> 18.000 le famiglie che hanno diritto ad un alloggio e quasi sempre
>> vivono situazioni di forte disagio spesso condizioni drammatiche ed
oggi
>> non vedono riconosciuto questo diritto primario fondamentale. Io ho
>> voluto fortemente, e me ne assumo tutte le responsabilità politiche,
la
>> sospensione delle vendite, meglio delle svendite a saldo degli alloggi
>> che in un decennio ci ha privati di un patrimonio di quasi 20.000
>> alloggi popolari. Non è vero che il vecchio piano vendite continua, il
>> decreto di sospensione, ovviamente per essere legittimo, riconosce i
>> diritti acquisiti e cioè quelle situazioni in cui è stato concesso
>> all'inquilino di fare lavori di manutenzione a sconto prezzo di
acquisto
>> già concordato, oppure è già stato stabilito, accettato ed autorizzato
>> il costo di vendita e, anche qui, se si evita di fare demagogia, è
ovvio
>> che non si può fare diversamente perché non è legalmente possibile
>> negare un diritto ormai acquisito. Ancora, sulla questione della
vendita
>> la nuova Legge prevede che si può vendere *_esclusivamente_*
>> *appartamenti vuoti e solo* *per ragioni di ottimizzazione e di
>> razionalizzazione della gestione*, alloggi per cui è dimostrabile la
non
>> convenienza al recupero e, la vendita, comunque deve essere
finalizzata
>> ad incrementare il patrimonio di alloggi pubblici. Se ne vende uno per
>> realizzarne perlomeno uno nuovo. Per ottenere questa finalità, è
chiaro
>> che non si possono più vendere alloggi al costo di una utilitaria come
>> avviene oggi ma i costi vanno stabiliti attraverso una perizia tecnica
>> che ne accerti il reale valore e la vendita deve avvenire a base
d'asta.
>>
>> *Dire che vogliamo procedere a testa bassa senza ascoltare nessuno è
>> un'altra bugia infondata ed è, per il sottoscritto, estremamente
>> offensivo leggere sul vostro volantino che vogliamo fare cassa sulla
>> pelle degli assegnatari.*
>>
>> * *Se vogliamo incamminarci sulla strada giusta per uscire
>> dall'emergenza *_lo strumento della nuova Legge è necessario, anzi
>> essenziale ed urgente, _*_ _se non si fa questo tutto il resto
diventano
>> chiacchiere e nel migliore dei casi buone intenzioni senza possibilità
>> alcuna di concretizzarsi. I tempi biblici nella realizzazioni di nuovi
>> alloggi popolari, le quantità di risorse che sono immobilizzate da
anni
>> imprigionate in un sistema inefficiente che si è bloccato e impedisce
di
>> operare, dove le buone o appena sufficienti gestioni sono praticamente
>> tenute prigioniere e paralizzate nelle loro iniziative dalle peggiori
e
>> più inefficienti, le centinaia di alloggi sfilati impropriamente dal
>> patrimonio ERP alienate per andare a finanziare i bilanci comunali,
>> tutto questo e tanto altro ancora è un problema o no?
>> Questa situazione ci può indicare o no quali sono le priorità per far
>> ripartire una politica abitativa pubblica capace di soddisfare dei
>> fabbisogni di una fascia sociale sempre più grande fatta di
marginalità,
>> precarietà, immigrazione, vecchie e nuove povertà?
>>
>> Chiedere di rilanciare l'edilizia pubblica e di accorciare i tempi
>> biblici e poi rallentare sull'approvazione della nuova Legge è una
>> contraddizione in termini. Se noi facessimo un nuovo Piano casa con
>> questa Legge, in queste condizioni, con gli stessi criteri e regole è
>> chiaro o no che otterremo gli stessi identici risultati che oggi tutti
>> insieme denunciamo?
>>
>> Non basta la semplice denuncia, anche se urlata e scritta a caratteri
>> cubitali, ci vogliono fatti concreti e cambiare radicalmente gli
>> strumenti inadeguati che abbiamo oggi a disposizione per poter
ottenere
>> risultati diversi e accettabili, per poter ripartire a costruire nuovi
>> alloggi prioritariamente attraverso azioni di recupero e
>> riqualificazione di patrimonio edilizio degradato esistente e aree
>> dismesse.
>>
>> E' chiaro che oggi l'inefficienza del sistema produce danni, non per
>> noi, ma per quelle migliaia di cittadini che attendono da anni una
casa
>> e vivono in condizioni di estremo disagio, per questi anche pochi mesi
>> strappati rappresentano mesi in più di vita finalmente vissuta ponendo
>> fine alla loro dura e insopportabile sopravvivenza quotidiana.
>>
>> In questo obiettivo che mi sono posto, entro la fine di autunno, è
>> legata la mia valutazione il bilancio della mia azione di governo. Se
>> riuscirò a conquistare questa legge e se questa riuscirà a sbloccare
le
>> grandi risorse finanziare immobilizzate e si ricomincerà a costruire
>> case in tempi ragionevoli per la povera gente, allora per me ne sarà
>> valsa la pena di entrare a far parte di questa Giunta, di aver
accettato
>> questa sfida e questa impegnativa esperienza .
>>
>> Saluti cordiali
>>
>> Eugenio Baronti
Ø Risposta
alla lettera aperta di Eugenio Baronti
>
> nell'ultimo incontro ci hai informato che avresti presentato in Giunta la
> bozza entro la fine di questo luglio.
> Questo è il fatto che ci ha costretto ad intervenire pubblicamente. Il
> passaggio in Giunta - per come abbiamo vissuto in questi decenni le
vicende
> riguardante la formazione delle leggi o delibere non solo regionali - è
> determinante. La giunta è lo specchio di una maggioranza ed è molto
> difficile se non impossibile che un impianto condiviso in giunta venga
> sostanzialmente corretto dal Consiglio. La redazione del depliant e
l'invio
> a migliaia di assegnatari e a tutti i comitati di autogestione è una
azione
> PREVENTIVA rispetto al passaggio in Giunta. Nessuna reticenza a questo
> riguardo.
> Funzionerà? Noi confidiamo nella pubblicizzazione massima delle stesse
> intenzioni. La partecipazione più larga non comincia a cose già fatte ma
> nella stessa fase preparatoria e non bastano a soddisfare la
partecipazione
> democratica le riunioni "istituzionali-sindacali". E' bene che
le questioni
> siano conosciute dalla platea più vasta degli interessati. E' questo un
modo
> vecchio di fare sindacato? E allora viva le vecchie antiche pratiche,
quelle
> consiliari e assembleari, e basta con le fasulle concertazioni!
>
> Nel merito:
> quattro sono le questioni dirimenti e lo saranno sempre:
> 1) Siamo per l'ancoraggio
rigido dei canoni al reddito degli assegnatari che
> hanno il diritto per legge - TUTTI - ad abitare in un alloggio
congruo: non
> è ammissibile una specie di risarcimento per risiedere in alloggi non
> congrui! Per questo va mantenuto integralmente l'impianto della legge
> regionale toscana 96/96 per la parte che riguarda i canoni;
> 2) ribadiamo il rifiuto di
considerare ricchezza/capitale il risparmio delle
> famiglie, soprattutto quello derivante dal TFR accantonato; è
inammissibile
> su questo operare un diverso accertamento dei redditi delle famiglie: non
è
> un processo alle intenzioni, è quello che succede con le norme per
> l'erogazione del contributo all'affitto!
> 3) richiediamo l'adeguamento
IMMEDIATO e PREVENTIVO delle norme per
> l'accesso all'ERP che devono tener conto (con punteggio analogo)
> dell'incidenza della morosità sul resto degli sfratti e del lavoro atipico
> che non va considerato come lavoro autonomo!
> 4) in nessun caso gli alloggi
pubblici (non solo ERP ma anche di proprietà
> delle ASL o del Demanio) siano venduti a prezzi di mercato e a base
d'asta!
> Tanto meno quelli LIBERI che se sono tali vanno semplicemente RIASSEGNATI!
> Anche in questo caso non è un processo alle intenzioni; gravissima è stata
> l'operazione compiuta sugli alloggi pubblici del Centro Storico di Firenze
> dall'ass. Tea Albini da noi molto avversata (intendo non la persona ma
Ø l’operazione
vendite all’asta!).
>
> Come vedi le nostre posizioni derivano da esperienza concrete.
>
> In inciso sulle simulazioni dell'effetto delle eventuali nuove
disposizioni
> sui canoni futuri: dovevate fornirceli nella ultima riunione e invece
ancora
> non ne abbiamo avuto conoscenza. Solo questo giustificherebbe la
sospensione
> di scelte in proposito.
> Per la completezza dell'informazione abbiamo indicato ai nostri aderenti e
> ad altri la possibilità di andare sul nostro sito web e scaricare (in alto
> al centro) tutto il materiale a partire dalla bozza di legge regionale su
> cui fino ad ora abbiamo discusso.
>
> Per finire: non si può collegare l'efficienza del sistema - nuove
costruzioni
> in tempi certi e rapidi, buona manutenzione - alla revisione dei canoni! E'
> altra cosa: l'ERP deve essere rilanciata con la solidarietà nazionale; non
è
> ammissibile che il sistema ERP attuale finanzi, se non per parti
> limitatissime, quello necessario per chi casa non ha..
>
> Le nostre posizioni non sono estemporanee nè riguardano le opinioni di una
> sede; derivano da linee nazionali e da resistenze acutissime; in Toscana
> contro la logica delle CASE-SPA (resistenza che nei fatti ha bloccato
> l'ingresso dei privati nei Cda e ha stoppato ogni proposito di revisione
dei
> canoni). Ed ora il Lombardia dove si manifesta, si fanno presidi sotto il
> Pirellone, e sono unitari, per le stesse questioni dibattute in questi
mesi
> da noi.
>
> Non si tratta solo di "autonomia" ma di coerenza ragionata e
aggiornata di
> un sindacato di base che ha 40 anni e un prestigio indiscusso.
>
> Noi discutiamo di canoni e norme per l'accesso! E ci teniamo moltissimo.
Ma
> altro è ancora più stringente: le connivenze dei comuni con potentati
> immobiliari e finanziari, assessori all'urbanistica sempre al loro fianco;
> cose che hanno portato allo stravolgimento del piano dei cosiddetti 20.000
> alloggi in affitto e dato vita a protocolli inqualificabili con il più
> potente tra tutti, il gruppo Baldassini-Tognozzi-Pontello.
> Si cominci dalle questioni dell'efficienza sapendo che la svolta sta certo
> nei finanziamenti ma soprattutto in una diversa urbanistica sociale.
> Di questo abbiamo bisogno non di altro.
>
> Vincenzo Simoni - Unione Inquilini