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I treni insicuri licenziano il ferroviere Dante De Angelis

Firma anche tu la petizione a favore di Dante De Angelis

Per mancanza di sicurezza si muore oggi in Italia, ma anche il solo parlarne può diventare un rischio. E' successo a Dante De Angelis, macchinista di Trenitalia da quasi trent'anni, che dopo gli incidenti del 14 e 21 luglio dove due treni si erano spezzati nei pressi di Milano, ha espresso la propria opinione sull'accaduto, denunciando la mancanza di manutenzione e usura dei treni. E così è stato licenziato. Esistono purtroppo le morti bianche, ma oggi sarebbe il caso di parlare di licenziamenti bianchi.
Sì perchè De Angelis è stato licenziato a sua insaputa, senza nessun preavviso, senza aver ricevuto nessuna missiva da parte dell'azienda Trenitalia. Il ferroviere, infatti, si è presentato il giorno di ferragosto al suo turno di lavoro presso lo scalo di San Lorenzo a Roma ed ha scoperto di essere un lavoratore sgradito, anzi licenziato. A nulla sono servite le richieste di una spiegazione, perchè subito dopo l'azienda ha chiamato la Polizia e ha fatto allontanare l'uomo che avrebbe dovuto salire sul treno e portarlo a Rimini. Secondo le Fs, invece, il licenziamento è arrivato perchè De Angelis avrebbe rilasciato dichiarazioni completamente false rispetto alla realtà dei fatti, esprimendo opinioni tese a screditare l'operato di Trenitalia. De Angelis è rappresentante del Lavoratori per la Sicurezza ed era già stato licenziato per fatti analoghi risalenti al 2006, reo, secondo Trenitalia, per aver denunciato la mancanza di sicurezza sui treni. Solo dopo sette mesi fu reintegrato ma in quel periodo non percepì nessuno stipendio.

L'episodio in questione contestato a De Angelis si riferisce agli incidenti del 14 e 21 luglio scorso, quando un errore di manovra del macchinista causò la rottura del tenditore di collegamento e di conseguenza il distaccamento tra due vagoni. Lo stesso Vincenzo Soprano, amministratore delegato di Trenitalia ha dichiarato di aveer sollecitato i produttori che forniscono i tenditori di verificarne l'effettiva efficienza, dopo le richieste di alcuni sindacati. Ma il problema resta, tanto che la procura milanese ha aperto un inchiesta sui due incidenti di Milano per disastro colposo.
Tuttavia i problemi esistono ma parlarne può diventare molto sconveniente, soprattutto se a dirlo è un dipendente della stessa azienda implicata in episodi che toccano la sicurezza. La rivista "Ancora in marcia" ha parlato di un licenziamento strumentale messo in atto come una sorta di rivalsa da parte dell'apparato dirigenziale. Ma questo episodio sembra più un avvertimento strategico organizzato da un'azienda che usa celatamente la sua forza per ricattare tutti coloro che vorrebbero esprimere la propria opinione: pena, il licenziamneto. Insomma vale sempre il detto, "ne punisco uno per colpirne cento".


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