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Da IL GIORNALE – 15

“PATTI CHIARI considerava le obbligazioni della Lehman Brothers un porto sicuro dove poter investire il denaro!!!

PattiChiari è un Consorzio di 167 banche italiane per un totale di 26mila sportelli sul territorio (corrispondenti all'84% dell’intero sistema bancario italiano), promosso dall'Associazione Bancaria Italiana nel settembre 2003

Se 167 banche membri di Patti Chiari non sono in grado di accorgersi di tale errore....forse è il caso che il governatore Draghi inviti tali banche a dei corsi di aggiornamento” - Dal sito web “Mercato libero” – 15 settembre 2008.

 

Da IL GIORNALE – 15.09.08

New York - La crisi subprime è esplosa da poco più di un anno ed è ancora lontana dall'essere finita. Basta vedere la lista delle vittime, che cresce di settimana in settimana, cambiando il volto di Wall Street e dando alle autorità ruoli nuovi. Solo una settimana fa, le autorità americane sono dovute scendere in campo per salvare, tramite il commissariamento, Fannie Mae e Freddie Mac. A soli sette giorni il caso Lehman Brothers: questa volta, a differenza di quanto accaduto anche con Bear Stearns, le autorità hanno deciso di non intervenire attivamente usando soldi pubblici. Lehman Brothers, così, dopo febbrili trattative ha deciso di gettare la spugna e di chiedere l'ammissione al Chapter 11, divenendo il primo grande nome a fallire. Di fallimenti, solo nel 2008, ce ne sono stati fra le banche anche molti (11), ma si è trattato di realtà 'piccole' e non di un grande nome, di una protagonista di Wall Street, che mette così un punto alla sua storia, durata oltre un secolo e mezzo. Da mesi sia il segretario al Tesoro Henry Hank Paulson sia il presidente della Fed Ben Bernake ripetevano che anche le grandi banche potevano fallire, e bisognava lasciarlo fare. La richiesta - ha comunicato la società - sarà presentata presso la Us Bankruptcy Court nel southern district di New York e riguarderà la sola holding, non le sue sussidiarie. Lehman, sotto la guida dell'amministratore delegato Richard Dick Fuld, continuerà nel frattempo a esplorare le possibilità per la vendita delle operazioni di broker-dealer e continuerà a trattare la cessione della divisione dell'asset-management. Fuld, scampato alla crisi di Ltcm, finisce così per soccombere alla crisi subprime che, iniziata poco più di un anno fa, non accenna a mollare la presa. Una crisi in cui Lehman Brothers può vantarsi di una magra consolazione, quella di essere il primo grande nome di Wall Street a fallire. Bear Stearns si era trovata in marzo in una situazione simile ma le autorità americane avevano messo a punto un salvataggio ad hoc consegnandola nelle mani di JpMorgan. Eppure nel corso di quello che è stato un week-end 'memorabile' per Wall Street, per Lehman Brothers sembravano essersi aperti degli spiragli di soluzione. Alcuni papabili candidati avevano risposto all'appello lanciato ma, alla fine, si sono tirati indietro visto che, a loro avviso, senza aiuto del governo non si poteva risollevare la banca. Così prima Bank of America, poi Barclays hanno dato forfait lasciando Lehman Brothers senza altre possibilità che la bancarotta, che giunge alla chiusura di una settimana nera, il titolo ha perso il 95%. 

(ANSA) - MILANO, 11 SET - Terza seduta consecutiva con il segno meno per le Borse europee. I mercati del Vecchio Continente, sui timori alimentati dall'ennesimo tracollo a Wall Street del gigante bancario Lehman Brothers e dalla pubblicazione di alcuni dati macroeconomici peggiori delle attese, hanno visto l'indice paneuropeo Dj Stoxx 600 perdere lo 0,7 per cento. Da inizio anno il saldo negativo è del 25 per cento. La flessione odierna si è comunque ridotta nelle ultime battute (minimo -1,4%), in scia proprio al recupero degli indici a New York, che hanno dimezzato le perdite. Parigi ha così perso un punto percentuale, Londra lo 0,9% e Francoforte lo 0,8 per cento. "L'economia globale sta chiaramente rallentando - ha commentato un analista - e le conseguenze si fanno sentire sui mercati azionari". E in questo scenario, a evidenziare il clima difficile anche in Europa, è stata proprio la Bce che nel tradizionale bollettino mensile ha ribadito come le prospettive per la crescita dell'Ue a 15 siano "circondate da un grado di incertezza particolarmente elevato e che, in generale, prevalgano rischi al ribasso". Insomma, a farne le spese sono stati anche oggi tutti i listini. In primis i bancari, mentre Lehman rotolava a picco a New York di 40 punti percentuali. Nella City a risentirne è stata Barclays che ha perso il 3,3%, mentre Dexia ha lasciato sul terreno 4,3 punti percentuali. Raffica di giudizi negativi degli analisti per alcune banche irlandesi con Bank of Ireland che è precipitata dell'8,2% e Allied Irish Banks del 3,3 per cento. Tra le poche eccezioni, e nonostante il petrolio abbia sfiorato quota 100 dollari al barile al Nymex, i titoli delle materie prime, reduci da una lunga serie negativa. Anglo American ha guadagnato il 3,2% e Xstrata l'1,6 per cento. Segno positivo anche per il colosso "oil & gas" britannico Bg che è salito del 2,9 per cento, grazie alla scoperta di un nuovo giacimento petrolifero nell' off-shore brasiliano. Dell'annuncio ne ha beneficiato anche la partner portoghese Galp Energia (+5,2%). Nella tabella l'andamento degli indici dei titoli guida delle principali Borse europee: - Londra -0,89% - Parigi -0,81% - Francoforte -0,51% - Milano -0,43% - Madrid -0,40% - Amsterdam -0,34% - Stoccolma -1,51% - Zurigo -0,70%. (ANSA).

 

LEHMAN VERSO IL CRACK, MERRILL SALVATA DA BOFA

di WSI-ANSA

Bancarotta per Lehman Brothers: l'abbandono di Barclays del tavolo delle trattative e la merger fra Bank of America e Merrill Lynch ($44 miliardi) fanno prevedere il peggio per la più piccola delle banche d'affari Usa. La bancarotta per Lehman Brothers si fa sempre più vicina: l'abbandono da parte di Barclays del tavolo delle trattative e le negoziazioni in fase avanzata fra Bank of America e Merrill Lynch fanno prevedere il peggio per la più piccola delle banche d'affari americane. In tarda serata Bank of America e Merrill Lynch hanno raggiunto un accordo in base al quale Bofa rileverà la banca d'affari per circa $44 miliardi.

Leggere anche: Merril Lynch passa a Bofa per 44 MLD, manca solo firma
 
Per Wall Street sembra quindi profilarsi un lunedì nero: ad aumentare le tensioni già forti c'é anche Aig che dovrebbe alzare il velo su un vasto piano di ristrutturazione che prevedrebbe, secondo indiscrezioni, la vendita di asset importanti e un aumento di capitale. Il colosso assicurativo sarebbe in trattative con alcune società di private equity per ottenere 10 miliardi di capitali freschi. Il destino di Lehman si sarebbe complicato domenica nel pomeriggio, quando anche Barclays, l'unica banca rimasta in corsa per acquistarla, si sarebbe tirata indietro spiegando - secondo indiscrezioni - che senza l'aiuto da parte delle autorità sarebbe stato impossibile risollevare Lehman. Una notizia che ha costretto diversi desk di trading ad aprire: l'associazione internazionale di swaps e derivati ha reso nota l'apertura di una sessione straordinaria fra il 2 e le 4 di domenica pomeriggio per consentire alle controparti di Lehman di bilanciare le loro posizioni. "Obiettivo della sessione - spiega l'associazione in una nota - sarebbe quello di ridurre il rischio per una possibile bancarotta di Lehman"

 La sessione è considerata valida se Lehman ricorrerà alla bancarotta entro le 11.59 pm orario di New York, altrimenti sarà cancellata. Gli operatori si attendono che Lehman dichiari a breve, probabilmente prima dell'apertura dei mercati asiatici, bancarotta. Barclays era l'unico istituto rimasto in gara per Lehman Brothers. Bank of America, infatti, nel primo pomeriggio di domenica ha annunciato di non essere interessata alla trattativa senza un aiuto del governo. Secondo rumors, Lehman avrebbe assunto lo studio legale Weil, Gotshal & Manges per preparare le richiesta di bancarotta. Il ritiro di Bofa dalle trattative con Lehman sarebbe legato anche al fatto che Bank of America ieri sera era in trattative avanzate - riportano il New York Times e il Wall Street Journal - per rilevare Merrill Lynch per oltre $40 miliardi in azioni. A tarda serata il Cda era in corso in casa Merrill Lynch per discutere l'offerta di Bank of America da  dollari 29 per azione.

IG: EMERGENZA ASSOLUTA E NUOVO PIANO DI BUSINESS

di WSI-ANSA

Il colosso assicurativo americano ha deciso di anticipare l'annuncio del piano per frenare il crollo dei titoli in borsa. Fallite le trattative con alcune società di private equity per ottenere capitali freschi. Chiesto aiuto alla Fed. Aig si prepara ad annunciare, lunedì, un vasto piano di ristrutturazione, che comprenderà anche la cessione di importanti asset. Secondo indiscrezioni, il colosso assicurativo americano ha deciso di anticipare l'annuncio del piano per frenare la caduta dei titoli in borsa dove, nonostante le rassicurazione, Aig è da giorni sotto pressione. Nel pomeriggio il management di Aig ha messo a punto gli ultimi dettagli del piano e convocato il board per l'approvazione, così da evitare un nuova giornata nera in Borsa, dove la tensione è elevata. La società, che ha già raccolto 20 miliardi di capitali freschi quest'anno, sarebbe in trattative con alcune società di private equity per ottenere capitali freschi per almeno 10 miliardi di dollari. Tuttavia le grandi difficoltà nel reperire capitali potrebbero costringere Aig a chiedere aiuto alla Fed. Secondo il Wall Street Journal, il colosso assicurativo statunitense avrebbe rifiutato, dopo lunga trattativa ieri notte, un'iniezione di capitale da parte di un gruppo di private equity, che di conseguenza avrebbe acquisito il controllo della società. Un rifiuto che avrebbe spinto Aig a pensare di chiedere un aiuto alla Fed che, di consuetudine tratta con broker e banche, e quindi non è chiaro come possa intervenire in soccorso della società assicurativa. E' sperabile che la Fed ignori questo tipo di richieste, lasciando fallire chi non merita di stare sul mercato.


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