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[FSF] Correa ha vinto!


La Costituzione del presidente Correa ha vinto!
Mi capita sempre di più di sentirmi coinvolto negli eventi del sudamerica,
quasi più in quello che succede da noi. Forse perché là ogni tanto qualcosa
cambia davvero, c'è una vera alternativa politica, mentre qui oramai il
livello nazionale sembra sempre più irredimibile. Conforta che in qualche
luogo del mondo non si respiri più il TINA: There Is No Alternatives.
Matteo

EL UNIVERSO, Ecuador
http://www.eluniverso.com

Approvata la nuova costituzione in Ecuador.

La nuova carta costituzionale dell'Ecuador, redatta durante
l'Assemblea costituente del 29 luglio, è stata approvata dal
referendum popolare con la maggioranza del 63 per cento. La
riforma della costituzione, voluta dal governo del
presidente Rafael Correa, entrerà in vigore non appena il
tribunale elettorale confermerà i risultati. "E' una
vittoria storica per tutti gli ecuadoriani", ha dichiarato
il presidente. In novembre saranno indette le prossime
elezioni generali.
[FSF] fuggiamo in Equador!


Dal Manifesto del 28/9

ECUADOR · Si vota la nuova costituzione
Il referendum contro i poteri forti
Federica Zaccagnini
Gli ecuadoriani voteranno oggi per ratificare una costituzione che, se
approvata, passerà alla storia come costituzione del modello di sviluppo
del buen vivir; della natura come soggetto di diritto; dei cinque poteri
anziché tre; del riconoscimento dei diritti alle coppie di fatto, tanto
etero che omosessuali; dell’acqua come diritto umano fondamentale, di
proprietà dello stato, e il cui uso pubblico è inalienabile,
irrinunciabile ed imprescrittibile perché essenziale alla vita; della
cittadinanza universale. Per questa costituzione possono votare anche
coloro che risiedono in Italia (o in qualsiasi altro paese purché
iscritti al consolato, indipendentemente dalle loro posizioni legali nei
confronti dello stato italiano, o del paese in cui risiedono).
Gli ultimi trascorsi in Ecuador, sono stati sette mesi in cui più di
70mila cittadini hanno partecipato ai lavori preparatori insieme ai 130
eletti dall’assemblea, di cui l’80 per cento era a favore del progetto
di revolucion ciudadana ed il 68 per cento apparteneva direttamente ad
Alianza Pais, movimento politico che appoggia il presidente Correa, il
giovane (45 anni) presidente cattolico, economista di sinistra, ex scout
e verace guayaquilegno che finalmente ha chiuso i conti con Banca
mondiale e Fondo monetario internazionale.
La Costituzione è finita in tempo, a differenza della Bolivia, e sarà
approvata (secondo i sondaggi governativi) con un buon margine di
consenso come non è accaduto in Venezuela, ma le rotture ci sono state
anche in Ecuador e anche qui non si abbassa la guardia. Preoccupa, tra
le altre cose, tipiche di una giovane democrazia sudamericana che tenta
di affermare la propria sovranità nazionale, la presunta rottura tra
Rafael Correa e l’ex presidente della stessa assemblea. Si tratta del
suo alleato nella critica alla dollarizzazio-ne dell’economia, dell’uomo
del dialogo con i movimenti indigeni, dell’amico della prima campagna
elettorale: Alberto Acosta, che dopo aver capeggiato la
dialettica-scontro con il gruppo dei correisti in merito al
riconoscimento della lingua kichua come lingua nazionale, e dopo essersi
dichiarato nell’impossibilità di rispettare la scadenza, rassegna le sue
dimissioni lasciando il campo al nuovo presidente dell’assemblea:
Fernardo Cordero che agevola la conclusione dei lavori nei tempi
previsti e firma una delle costituzioni più innovative al mondo.
È una costituzione in cui il concetto di sviluppo si esprime con
l’ausilio di due termini: buen vivir e kumak kawasay perché uscendo
dalla logica sviluppista e consumista vuole costruire un sistema
economico sociale e solidale, riconoscendo la centralità dell’uomo come
soggetto e come fine, in cui stato e mercato siano in equilibrio tra di
loro e con la natura. Viene sancito il diritto dell’essere umano a
vivere in un ambiente sano e sostenibile e si riconosce anche alla
natura lo statuto di sog-
getto di diritto. Per la prima volta al mondo, quindi, la natura o
pa-chamama vede rispettata integralmente la sua esistenza e il suo
mantenimento, la propria rigenerazione dei cicli vitali, la propria
struttura, i processi evolutivi; e ciascun cittadino singolarmente o
collettivamente potrà esigere il rispetto e l’adempimento di tali
diritti della natura. In un paese come l’Ecuador dove la natura è parte
integrante della vita delle persone, tanto in Amazzonia come sulle Ande,
dove la vita delle comunità indigene è un tutt’uno con questa ed è già
stata fortemente segnata dall’estrazione petrolifera, pensare alla
tutela della natura è un elemento fondamentale per il benessere delle
persone che mantengono con essa un rapporto viscerale profondo, senza
considerare le positive esternalità per il mondo intero, tanto per i
benefici della conservazione, come per il possibile effetto emulativo
che potrebbe scatenare.
Sotto il punto di vista economico, in questo nuovo modello di sviluppo,
proprio del socialismo del secolo XXI a matrice latinoamericana, lo
stato sarà pianificatore dello sviluppo del paese, propizierà l’equità
sociale, la trasparenza e la partecipazione. Nel nuovo stato pensato dai
padri costituenti ecuadoriani, gli obiettivi dello sviluppo saranno:
migliorare la qualità e la speranza di vita, ampliare le capacità e le
potenzialità degli individui, il sistema economico sarà giusto,
produttivo, solidale e sostenibile e dovrà generare lavoro dignitoso e
stabile. L’educazione sarà gratuita per tutti e fino all’università, nei
luoghi di formazione si userà il sistema educativo bilingue (spagnolo e
lingua indigena locale), saranno facilitate tanto modalità formali, come
informali di apprendimento e si assicurerà formazione riguardo a
educazione civica, sessualità ed ambiente, sempre sotto il punto di
vista dei diritti. Agire a partire dalla formazione è fondamentale per
il funzionamento di questa costituzione, che aggiunge ai tre poteri
(esecutivo, legislativo, giudiziario) quello del controllo elettorale
(togliendo lo stesso potere all’esecutivo) e il potere di trasparenza e
controllo sociale, e ratificando in qualche modo il potere popolare che
negli ultimi 10 anni pre-Correa ha fatto cadere più della metà dei nove
presidenti.
Approvando la nuova costituzione, il popolo ecuadoriano darebbe una
lezione di civiltà e umanità anche all’Europa che chiude le frontiere e
all’Italia che ritira la mano dalla solidarietà internazionale. E
riconoscerebbe la cittadinanza universale, poiché nel testo
costituzionale si sostiene «la libera mobilità di tutti gli abitanti del
pianeta e la progressiva fine della condizione di straniero come
elemento trasformatore delle relazioni di disuguaglianza, specialmente
Nord-Sud».
La Costituzione dell’Ecuador, se oggi verrà approvata, segnerà insomma
la base normativa di un nuovo modello di sviluppo e di una nuova via al
socialismo: pronto ad affrontare le sfide della globalizzazione e delle
disuguaglianze nazionali e transnazionali.




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