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Ed ora anche Unicredit è in caduta libera

Ed ora anche Unicredit è in caduta libera. Di che si tratta? E come si inserisce nello scenario complessivo?

 

Premessa: perché me ne pre-occupo? Dentro Unicredit c’è Ligresti; collegato al salotto buono di Gabetti c’è o c’era Zunino che s’era pappato Risanamento con il benestare della Banca d’Italia, Enasarco voleva dire Ricucci. Lehman Brothers insieme a Morgan Stanley e UBS erano SCIP.
Un intreccio tra l’immobiliare e il finanziario che confidavano in crescita logaritmica dei valori.

Ma non solo e non tanto di quelli legati al suolo e al mattone (anche se è tanta cosa). Dentro la pancia di questi ed altri c’era il “profumo” di altri azzardi, ancor meno legati alle “cose”.

Guardate lo scenario! Per l’area Falk di Sesto S. Giovanni, Zunino nonostante Renzo Piano cerca qualche arabo che subentri e tamponi con i  “fondi sovrani” uno spaventoso indebitamento, su Santa Giulia, ex Montefibre a Milano, si annaspa; Ligresti  nella piana di Firenze-Castello (2 kmq già Fondiaria) ha tentato con la disinvolta complicità di Della Valle / Fiorentina e la subalternità delle belle facce politiche locali (Domenici capofila) di accollare all’area metropolitana un futuribile parco dello sport!

Cercano assistenza! Così il decreto impostato dal Governo, pare elaborato da Fontana (ANCE), rivolto ai costruttori in crisi di astinenza.

E’ una linea che parte da Fiumicino e Malpensa, attraversando il Tirreno si attesta a Parigi con la “nazionalizzazione delle perdite di Dexia, gira a sinistra e atterra a Francoforte, rimbalza a Londra e deflagra a Wall Street.

E’ uno schema che si rivela anche nelle meschinità;per  raschiare tutto per sostenere se stessi e i loro amici di merenda non ci si ritrae nemmeno dagli atti osceni in DPEF, come quello della riduzione ai minimi termini del sussidio/casa ai più poveri degli inquilini.

Ed eccoci a noi. Mica retrocedono i portaborse del fronte proprietario! Arrivano alle riunioni “comunali” per il rinnovo dei cosiddetti patti territoriali e pretendono di aumentare il costo degli affitti, di recuperare la loro inflazione, di premiare i frazionamenti, gli adattamenti ad alloggi di cantine e soffitte… garage e capanne; dove si inzeppa un’umanità variopinta e bistrattata.

Dico delle nostre miserie, ma ce ne saranno altre.

Vedo i grandi e meno grandi comuni in fibrillazione; si sono azzardati in operazioni di “prestigio” (a chiodo, per dirla alla toscana), si sono inventate le “partecipate” (tutte in rosso), sapete delle scommesse sui derivati, ma anche i BOC che nessuno compra; si passa dalle “esposizioni debitorie” di Milano, a quelle di Venezia e Firenze per non dire della capitale, fino al comunello che pensava in grande.

E’ un  capitolo che si congiunge a quelli accennati nelle righe precedenti. E’ un triangolo maledetto di faccendieri – finanzieri – manager pubblici che abbacinano ancora sindaci ed assessori anch’essi partecipi di un gioco fasullo.

Se una parte delle torta è avvelenata, si cerca di alleviarne il disgusto con iniezioni di riserve pubbliche. Si deve anche vendere; che cosa e a chi?

“Patrimonio Spa” come “Valore Paese” sono in un inghippo strutturale. Regalare non si può, oppure ancora sì? Il cinismo è tanto e quando si va alla resa dei conti non c’è civismo che tenga: si arraffa quello che resta ed in culo Dio – Patria e le nostre Famiglie.

Ecco perché dobbiamo parlare forte e chiaro: far circolare l’allarme, assediare i palazzi comunali, non permettere i blitz di fine mandato, collegarsi ai comitati dei cittadini, non limitarsi al particolare…

Vanno bene anche gli scioperi, i cortei, i referendum…

E dobbiamo imparare da altri… ! Gran cosa il “preavviso” di massa in Belgio sul carovita.

 

A presto

 

  7 ottobre 2008 - Vincenzo Simoni


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