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11.10.08. IMPORTANTE - SENTENZA 335-200 C.Costituzionale: per i
contribuenti che hanno ingiustamente versato i canoni di depurazione e
fognatura laddove il Comune ne fosse sprovvisto... ecco l'articolino apparso
su IL VELINO.IT:

Il Velino presenta, in esclusiva per gli abbonati, le notizie via via che
vengono inserite.

CRO - Consulta: ridurre bolletta acqua se mancano depuratori

Consulta: ridurre bolletta acqua se mancano depuratori
Roma, 10 ott (Velino) - Nei comuni dove mancano i depuratori per le acque
fognarie le società idriche non possono riscuotere la somma destinata alla
depurazione. Il divieto viene dalla Corte costituzionale che, con una
sentenza depositata oggi, ha dichiarato illegittima la legge Galli (la n. 36
del 1994 "Disposizioni in materia di risorse idriche") "nella parte in cui
obbliga al pagamento della tariffa anche in assenza del servizio". In
conseguenza della decisione della Corte coloro che hanno pagato la tariffa
ingiustamente possono chiedere la restituzione delle somme versate negli
ultimi cinque anni in quanto l'annullamento è retroattivo e, per legge, i
crediti relativi ai servizi di fornitura si prescrivono in cinque anni.

Secondo i giudici della Consulta, che hanno accolto un'eccezione di
costituzionalità presentata dal giudice di pace di Gragnano, un centro in
provincia di Napoli a ridosso della penisola sorrentina, il primo comma
dell'articolo 14 della legge Galli è "irragionevole" in quanto "disciplina
il pagamento della quota in modo non coerente con il corrispettivo
contrattuale". In pratica, in quei centri dove manca un servizio
centralizzato di depuratori per la rete fognaria, le società di gestione
degli acquedotti non potranno più caricare sulle bollette l'importo
corrispondente al servizio di depurazione. L'incidenza del costo della
depurazione nelle bollette dell'acqua varia da comune a comune: si va da un
minimo di 10 ad un massimo di 40 centesimi a metro cubo.

In particolare la Consulta, nel respingere le tesi difensive dell'Avvocatura
dello Stato e della società Gori Spa (concessionaria del servizio idrico in
un'area della provincia di Napoli che comprende il comune di Gragnano) ha di
fatto cancellato la prima parte dell'articolo 14 della legge Galli, che per
prima ha riordinato tutto il settore del servizio idrico. Secondo quanto
previsto dalla legge nella parte ora censurata dalla Consulta, "la quota di
tariffa riferita al servizio di pubblica fognatura e di depurazione è dovuta
dagli utenti anche nel caso in cui la fognatura sia sprovvista di impianti
centralizzati di depurazione o questi siano temporaneamente inattivi. I
relativi proventi affluiscono in un fondo vincolato e sono destinati
esclusivamente alla realizzazione e alla gestione delle opere e degli
impianti centralizzati di depurazione".

Una disposizione che i giudici della leggi ritengono in contrasto "con la
natura giuridica del canone di depurazione che - scrive la Consulta - non è
tributario ma tariffario, vale a dire non è una tassa ma corrisponde
all'erogazione di un servizio". La norma quindi, conclude la Corte
costituzionale "viola l'articolo 3 della Costituzione, in quanto discrimina
chi paga la tariffa senza ricevere in cambio il servizio". Il caso sollevato
dal giudice di pace fa riferimento ad una causa in corso nella quale un
cittadino di Gragnano ha chiesto all'azienda che gestisce, senza depuratori,
il servizio idrico del comune, la restituzione di quella parte della tariffa
pagate che riguarda, per l'appunto, la depurazione delle acque fognarie. A
nulla è servito, nelle memorie difensive dell'Avvocatura di Stato, il
richiamo, alla seconda parte dell'articolo 14 della legge Galli, che vincola
le somme riscosse in mancanza di impianti di depurazione alla costruzione
delle strutture necessarie.

(ror) 10 ott 2008 17:02
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Noi de l'associazione L'ALTRASCIACCA (www.laltrasciacca.it) abbiamo emesso
un nostro comunicato cittadino al quale, nel prossimi giorni, farà seguito
una vera e propria richiesta di rimborso delle somme ingiustamente versate
che vi forniremo quando sarà disponibile, di modo che lo possiate utilizzare
anche nei vostri Comuni...

ECCO IL COMUNICATO ODIERNO:

LETTERA APERTA ALLA CITTA'
**********
CLAMOROSO !!!
DICHIARATA INCOSTITUZIONALE
PARTE DELLA LEGGE GALLI !!!
Rendiamo noto che nella giornata di ieri è stata depositata la Sentenza
della Corte Costituzionale, la n. 335, in cui si afferma, in modo
clamoroso, che l'art. 14 comma 1 della famosa Legge n. 36/94 (Legge Galli)
"Disposizioni in materia di risorse idriche" è incostituzionale nella parte
in cui obbliga al pagamento della tariffa (depurazione e fognatura) anche
in assenza del servizio".
Secondo i giudici della Consulta il primo comma dell'articolo 14 della legge
Galli è "irragionevole" in quanto non trova corrispondenza con il
corrispettivo contrattuale richiesto.
In altre parole non è corretto far pagare i canoni di depurazione in quei
comuni in cui questo servizio non viene espletato, quindi i relativi gestori
non possono addebitarli in bolletta.
Una prima conseguenza della decisione della Corte è che coloro che hanno
pagato la tariffa ingiustamente, da una prima lettura, della sentenza
possono chiedere la restituzione delle somme versate negli ultimi cinque
anni in quanto l'annullamento è retroattivo e, per legge, i crediti relativi
ai servizi di fornitura si prescrivono in cinque anni.
Il nostro Comune , alla data odierna, non dispone di alcun impianto di
depurazione la cui messa in funzione è prevista, così come annunciato dal
nostro primo cittadino, per il mese di Novembre di quest'anno, quindi i
cittadini hanno diritto al rimborso di quanto pagato a tale titolo.
Pertanto, nei prossimi giorni, la nostra Associazione provvederà a
predisporre un MODULO DI RICHIESTA DI RIMBORSO CANONI DI DEPURAZIONE con il
quale i cittadini potranno richiedere la restituzione delle quote versate
negli ultimi cinque anni.
E' importante far rilevare che nella nostra città i canoni sono stati pagati
all'EAS in qualità di incaricato alla riscossione e da questi sarebbero
dovuti essere riversati al Comune di Sciacca.
Da un primo calcolo approssimativo effettuato sul consumo medio annuo per
famiglia, riteniamo che negli ultimi cinque anni l'EAS e/o il Comune di
Sciacca debbano restituire mediamente 500 euro a nucleo familiare.

 


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