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SFRATTI: SOSPENSIONE PROROGATA AL 30 GIUGNO 2009

SFRATTI: SOSPENSIONE PROROGATA AL 30 GIUGNO 2009

 

Roma, 15 ott. - Il Governo, su proposta del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Altero Matteoli, a tutela del disagio abitativo, prorogherà il termine di sospensione dell'esecuzione degli sfratti al 30 giugno 2009. Il provvedimento sarà adottato attraverso l'inserimento dello stesso in una legge di conversione di un decreto all'esame del Parlamento o in apposito decreto legge. E' quanto comunicano congiuntamente Palazzo Chigi e il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.  

 

 

CRISI MUTUI: VITO, CON IRPEF GOVERNO AIUTERA' FAMIGLIE

 

ROMA, 15 OTT - E' intenzione del governo rivedere il sistema fiscale ''per mettere alla base del meccanismo di

tassazione il reddito familiare e non, come oggi avviene, il reddito individuale. E' questo l'impegno ribadito oggi da Elio  Vito durante lo svolgimento delle interrogazioni a risposta immediata nell'aula della Camera. La risposta del ministro per i  Rapporti con il Parlamento era stata sollecitata da un'interrogazione dei deputati dell'Udc, primo firmatario Gian  Luca Galletti. Nel documento si chiedeva al governo di adottare misure adeguate, non solo, come e' stato fatto, a sostegno delle  banche e della finanza, ma anche a sostegno dell'economia reale  e delle famiglie, ''che rappresentano le due leve su cui fare affidamento per affrontare la crisi ed uscirne.  Elio Vito ha fatto notare, nella sua risposta, come molte scelte del governo Berlusconi siano state dettate proprio  dall'intenzione di aiutare le famiglie. Così e' accaduto con l'eliminazione dell'Ici, con la rinegoziazione dei mutui sulla  prima casa, con la detassazione degli straordinari e con l'adozione di un piano casa che sarà di sollievo proprio per i  nuclei familiari a basso reddito. Il ministro ha poi ricordato il varo della ''carta acquisti e l'intenzione di finanziare un  piano per gli asili nido con una somma di cento milioni di euro ''Il governo - ha concluso Vito - pone la massima attenzione al  deterioramento della situazione economica delle famiglie e avvierà una riflessione su nuovi strumenti di sostegno alle famiglie. Galletti si e' dichiarato insoddisfatto per la risposta del  rappresentante del governo. A suo avviso, infatti, tutte le misure elencate da Elio Vito erano già note prima della crisi  dei mercati finanziari che inevitabilmente colpirà i redditi familiari. Il governo avrebbe quindi dovuto adottare nuove  misure per le famiglie, come ha fatto per il salvataggio delle

banche.

 

Immobili/ Vito: Oggi 354 su 399 riconsegnati da Difesa a Demanio Possibili accordi governo-Comuni su compartecipazione a ricavi

 

Roma, 15 ott.  Il ministero della Difesa ha individuato d'intesa con l'Agenzia del demanio "399 immobili da dismettere, di cui 385 non più utili ai fini istituzionali della Difesa e 14 ancora utilizzati". Allo stato attuale "354 immobili sono stati già riconsegnati all'Agenzia del demanio, 28 lo saranno prossimamente, 14 attualmente utilizzati potranno essere consegnati all'Agenzia del demanio solo al termine dei lavori necessari, uno è stato espunto perché destinato al Comune di Arsiero in provincia di Vicenza, altri due sono da espungere in quanto destinati ai comuni piemontesi di Moncalieri e Cesana Torinese". Così il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Elio Vito, ha risposto, durante il question time alla Camera,  sul processo di dismissione degli immobili. Il ministro Vito ha ricordato che le ultime due leggi finanziarie (2007 e 2008) hanno previsto la "possibilità per la Difesa di stipulare specifici accordi con Regioni, Province e Comuni per riorganizzare e razionalizzare la presenza del proprio patrimonio infrastrutturale e militare. Diverse intese – ha sottolineato il ministro - sono state già sottoscritte tra ministero e Comuni in diverse zone d'Italia". Ampie possibilità di dismissione derivano anche dalla legge 133 in fase di approvazione. Ma la nuova linea del governo Berlusconi "nata per attenuare l'effetto dei tagli al bilancio della Difesa - ha poi detto - prevede una valorizzazione dei beni non più utili a favore dei bilanci del ministero della Difesa e del Tesoro; e, pertanto, non è compatibile con l'ipotesi di un'alienazione gratuita e diretta a favore degli enti locali". La legge, però, "apre alla possibilità di accordi che prevedono la compartecipazione degli enti locali ai ricavi derivanti dalle successive dismissioni".

 

ROMA: PETRUCCI (ATER), APPROVATA DELIBERA CONTRO SPECULAZIONE

 

Roma, 15 ott. - ''L'Ater del Comune di Roma ha approvato una delibera per cercare di mettere un freno alla speculazione, riuscendo anche ad accogliere in tal modo la missione che la Regione Lazio ha voluto affidarle, cioè quella di offrire alloggi di edilizia residenziale anche non Erp''. Lo dichiara, in una  nota, Luca Petrucci, Presidente dell'Ater del Comune di Roma,  commentando l'ultima delibera approvata dal Cda dell'Azienda contro la speculazione. ''Il Cda dell'Ater - prosegue il Presidente Petrucci - ha deciso di esercitare il diritto di prelazione ogni qualvolta il valore  dell'immobile posto in vendita sia superiore del 300% rispetto a  quello che l'inquilino lo aveva pagato. Considerando che l'Azienda, in base alla legge regionale, ha la facolta' di esercitare il diritto di  prelazione acquistando l'alloggio alla cifra cui era stato venduto, oltre interessi, siamo giunti a questa decisione perché in questi  anni si sono verificate autentiche speculazioni, con la vendita di  alloggi a prezzi più di dieci volte superiori a quelli che erano  stati pagati all'Ater o all'Iacp". ''Gli alloggi recuperati mediante questa operazione - conclude  Petrucci - saranno offerti ad affitto concordato a cittadini in possesso dei requisiti. Riteniamo che tale delibera consiliare contribuisca a rendere questa Azienda una vera propria agenzia degli affitti capace di intervenire sul mercato e di svolgere un efficace  ruolo nel contenimento dei prezzi.

 

 

CASA. TOR PIGNATTARA, SFRATTI ESECUTIVI PER 40 FAMIGLIE SONO SIA ITALIANI CHE STRANIERI, SOPRATTUTTO DONNE CON BAMBINI.

 

Roma, 15 ott. - C'e' Alima, profuga somala di 77 anni, invalida al 75%, pensionata, con due nipoti orfani sulle spalle. C'e' Severina, una donnina di 72 anni, vedova, 565 euro di pensione come unico reddito. E poi Chiara, 39 anni, invalida al 70%per una sindrome mielodisplastica, due figli minorenni. E Santina, profuga Giuliano-dalmata di 77 anni, anche lei sola, anche lei con un piccola pensione come unico reddito. E ancora Margherita, diabetica, che vive in un appartamento senza ne' luce ne' gas. Sono tutte persone sulle quali pende la spada di Damocle dello sfratto esecutivo entro la fine del mese: solo a Tor Pignattara rischiano 40 famiglie, nonostante il blocco per le categorie più deboli annunciato dal governo. "Chiederemo al prefetto di garantire le persone più in difficoltà nel periodo che precederà il nuovo provvedimento", dicono i movimenti. Intanto però la preoccupazione degli sfrattati non si placa: "Non possiamo vivere così- spiega Chiara- io sto da 21 anni in un seminterrato di 55 metri quadri, con contratto da 'deposito', e una carta dei vigili urbani che attesta che il luogo e' " anti - igienico a causa dell'umidità permanente: ci viviamo in quattro, io mio marito e i miei due bambini, nessuno di noi lavora ma paghiamo regolarmente un affitto: se ci mandano via dove andiamo?". Alima, che ha lavorato in Italia per 16 anni e ha visto suo figlio morire in piazza della Marranella per un'overdose, oggi ha una piccola pensione, non avrebbe problemi a pagare un altro affitto: "Posso arrivare fino a 300 euro però, altrimenti i nipoti che vivono con me come faccio a farli mangiare?". Severina e' la più arrabbiata di tutti: "Vivo in un appartamento che fa schifo, 300 euro al mese per 38 metri quadri umidi e con i muri che si sfaldano, ma mi accontento: non mi dicessero che devo andare via, altrimenti andrò a dormire nella sede del Municipio".


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