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Unione Inquilini

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Roma 20 ottobre 2008.

 

SFRATTI: “LA PROROGA PROPOSTA DAL GOVERNO E’ UN PANNICELLO CALDO CHE NON TIENE CONTO DEI DATI DEL MINISTERO DELL’INTERNO, RELATIVI AI COMUNI AI PRIMI 35 POSTI NELLA GRADUATORIA UFFICIALE TRA SFRATTI EMESSI E FAMIGLIE RESIDENTI NELLA PROVINCIA. NELL’ELENCO DEI PRIMI 35 I SOGGETTI A SONO SOLO  7.

DICHIARAZIONE DI VINCENZO SIMONI SEGRETARIO NAZIONALE DELL’UNIONE INQUILINI

 

 

In merito alla proroga sfratti che il Governo ha approvato venerdì scorso, Vincenzo Simoni, Segretario Nazionale dell’Unione Inquilini ha rilasciato la seguente dichiarazione:

“ La proroga che il Governo ha  approvato nel Consiglio dei Ministri di venerdì 17 ottobre è un atto incostituzionale perché si tratta in modo diverso cittadini nelle medesime condizioni, e al contempo rappresenta il fallimento delle politiche abitative attuate fino ad oggi dai governi che si sono succeduti, buon ultimo il Governo Berlusconi.

Infatti il decreto legge che proroga gli sfratti al 30 giugno 2009 relativamente ai comuni delle aree metropolitane ( Bari, Bologna, Cagliari, Catania, Firenze , Genova, Messina, Milano, Napoli, Palermo, Roma, Torino, Trieste e Venezia ) ed ai comuni ad essi confinanti, non tiene conto né dei comuni definiti ad alta tensione abitativa di cui alla Delibera Cipe ma, cosa ancora più grave ignora i dati del Ministero dell’interno che ha predisposto una apposita graduatoria relativa alla sentenze di sfratto emesse nel 2007 in rapporto alle famiglie residenti.

In questa, graduatoria ai primi 35 posti figurano le seguenti province: “ Prato, Firenze, Lodi, Rimini, Roma, Modena, Parma, Vercelli Pistoia, Genova, Novara, Pavia, Trieste, Asti, Palermo, Bologna Biella, Lucca, Imperia, Ravenna, Aosta, Pescara, Arezzo, Pisa, Taranto, Forlì - Cesena, Catania, Reggio Emilia, Cremona, Perugia, Brescia, Cuneo, Verona, Gorizia e Alessandria.

Come appare evidente nelle prime 35 posizioni figurano solo 7 province e neanche comprensive di tutti i loro comuni, nei quali il Governo concede la proroga (quelli in grassetto). Detto questo, di cosa abbia da compiacersi l’Anci non sappiamo, se è vero come è vero che la questione sfratti non è una relativa solo e prevalentemente alle grandi aree metropolitane ma attacca in particolar modo i comuni medi e piccoli. Infatti nei primi 35 posti non figurano, ad esempio Milano,  Napoli e Bari.

La proroga varata dal governo non solo non risponde alle necessità ma crea una disuguaglianza di trattamento tra sfrattati che se abitano a Prato non hanno diritto alla sospensione dello sfratto ma se abitano a Noicattaro (Ba) o Muggia ( Trieste) alla sì!

Infine continua La rimozione degli sfratti per morosità.

Se oggi siamo tutti preoccupati delle famiglie insolventi sui  mutui, se tutti gli studi dicono che è il ceto medio impoverito che va in morosità negli affitti, perché a parità di condizione i morosi incolpevoli devono essere cacciati ?!.

Ci auguriamo che il Parlamento intervenga in maniera sostanziale sul decreto legge; modifichi la norma prevedendo che questa si applica, almeno, a tutti i comuni ad alta tensione abitativa in elenco nella delibera Cipe e che la proroga si applichi anche alle famiglie con sfratto per morosità inserite nelle graduatorie comunali per l’accesso alle case popolari, ovvero per quelle famiglie che hanno subito lo sfratto per morosità perché l’affitto pesava per oltre il 30% sul reddito famigliare.

 

Info: 347 633 07 23

 

 

 

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