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Ma lo avete sentito

Ma lo avete sentito?

Berlusconi con la Gelmini: “Ordino alla polizia …” e via dicendo.

Appello alla solidarietà con il movimento studentesco.

 

Ai Telegiornali di stamani, dalla conferenza stampa congiunta, faccia terrea, espressione omicida quello del Presidente del Consiglio. 

“Non saranno tollerate… Ho chiamato per questo pomeriggio il ministro degli interni. Farò intervenire la polizia contro ogni occupazione.”

 

Ieri mattina ero a Firenze, in Piazza della Signoria e ho voluto vedere tutto il corteo; impossibile. La piazza s'era totalmente riempita e parte già sfilava per via del Proconsolo; un parte più grossa del corteo percorreva Via Calzaioli o oltre. Quanti, 40.000 per la Questura, forse oltre 70.000. Una cosa mai vista in questa città. Con quale atteggiamento?

Decisi e sereni, compatti ed amici, ragazze e ragazzi che percepivano di fare qualcosa di giusto e nessuno era indottrinato perché le notizie circolano, i messaggi si passano, l’informazione è globale. Altra cosa da quello che succedeva, pur grande e forte, nei nostri vecchi tempi.

 

Le intimazioni di Berlusconi non vanno sottovalutate; ministro degli interni è un leghista ormai scatenato, alla Difesa con i Carabinieri un figuro che i compagni di Milano ricordano bene, squadrista e picchiatore. Posso immaginare stasera cosa passa per la testa a tanti giovani e ai loro insegnanti – quelli che sono stati al loro fianco. Immagini inquietanti, brutali, elmetti, manganelli, sfondamenti.

Ha parlato per provocare e/o terrorizzare.

Non sono solo loro in pericolo; la questione riguarda tutta la nostra residua democrazia. Qualcosa rischia di precipitare ed ora bisogna convergere nella solidarietà fisica; bisogna essere con loro e che lo sia chi ha maggiore responsabilità sociale, sindacale, politica e istituzionale. I consiglieri comunali, provinciali, regionali, i parlamentari, i dirigenti sindacali, gli intellettuali che fanno opinione.

E che questo appello arrivi subito a tutti i lavoratori.

Non lasciamoli soli, i giovani che non piegano la testa.

 

 

Vincenzo Simoni, con tutta la mia storia di impegno sociale.

 


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