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News. 25 ottobre 2008. Polizia nelle scuole, gli operai: "Ragazzi, vi difendiamo noi!" - buona lettura !!!


Polizia nelle scuola, gli operai: "Ragazzi, vi difendiamo noi"

Dopo la minaccia (poi smentita) di Berlusconi. Polizia nelle scuole, si ribellano le fabbriche. Come nel ´68

di Simona Poli

 

Operai e studenti insieme in piazza. Quarant´anni dopo il ‘68 succede di nuovo. I ragazzi dei licei e delle università ieri mattina ad Empoli marciavano al fianco dei dipendenti della Sammontana (che lunedì avevano scioperato un´ora perché secondo loro la piega presa dalla trattativa nazionale sul rinnovo del modello contrattuale è tale da far diminuire ancora i salari) che hanno portato lo striscione della fabbrica dentro al corteo per dare sostegno alla protesta anti decreto. E non si tratta di un caso isolato. E a Sesto i lavoratori della Ginori scrivono in una lettera mandato al sindaco Gianassi: «Siamo pronti a difendere i ragazzi in lotta se ce ne sarà bisogno».

Dopo le parole di Berlusconi che ha minacciato di fermare la contestazione con le forze dell´ordine, le dimostrazioni di solidarietà da parte del mondo del lavoro si sono moltiplicate in Toscana, a cominciare dalla manifestazione di ieri pomeriggio a Pisa dove accanto agli studenti c´erano impiegati usciti dagli uffici, operai, persino qualche pensionato. Da molte rappresentanze sindacali unitarie di gruppi bancari ieri sono stati inviati comunicati di adesione alle proteste, ad Empoli, Firenze, Pisa e Pistoia. Una barriera simbolica, un modo per dire "ci siamo noi qua, pronti a difendervi", gli adulti dei mestieri e delle professioni vicini ai giovani che studiano per avere un futuro. «Anche se il presidente del Consiglio ora sostiene di non aver detto quella frase, la gente lo ha sentito benissimo in tv con le proprie orecchie», dice il segretario regionale della Cgil Alessio Gramolati.

«E la reazione si è fatta sentire subito, perché la rappresentazione delle occupazioni di questi giorni come atti di violenza strideva troppo con l´immagine che tutti gli italiani hanno sotto gli occhi. Quelle cioè di una protesta civile, caratterizzata da un comportamento responsabile nelle scuole e nelle università. Gli studenti che oggi chiedono il ritiro del decreto Gelmini sono gli stessi che negli anni scorsi si sono battuti per la difesa della legalità e contro la mafia, difficile farli passare per "criminali". I lavoratori hanno sentito il bisogno di stare accanto ai giovani in questa battaglia».


Alla Richard Ginori di Sesto, ad esempio. Le Rsu hanno scritto al sindaco Gianni Gianassi per esprimere «indignazione e sconcerto di fronte alle dichiarazioni di Berlusconi circa la volontà di inviare le forze dell´ordine per impedire le occupazioni e le proteste degli studenti contro la riforma Gelmini sulla scuola. Le sue parole», scrivono i lavoratori della Ginori, «oltre a rappresentare una grave provocazione, rivelano, semmai ce ne fosse bisogno, la vera natura di questo governo, che ha in dispregio le regole della democrazia e delle leggi che ne sono a fondamento. Protestare ed esprimere le proprie idee sono diritti di un paese democratico, laddove questi non esistono esiste la dittatura. Vogliamo offrire solidarietà e sostegno a chi in questo momento cerca di impedire la distruzione della scuola pubblica e ci dichiariamo pronti, insieme ai lavoratori, a difendere i ragazzi che stanno lottando, scendendo al loro fianco, laddove si verificassero interventi delle forze dell´ordine». Ipotesi poco probabile.

E non solo per la "smentita" con cui Berlusconi ha corretto se stesso. Sembra che i poliziotti saranno i primi ad opporsi a forme di intervento pesanti sugli occupanti. Il sindacato Silp per la Cgil per bocca del segretario toscano Marco Noero dice chiaramente come la pensa: «Pur non entrando nel merito del contenzioso che anche, nel mondo della scuola sta contrapponendo il governo con i lavoratori e gli addetti al settore, non possiamo non sottolineare la gravità di chi legiferando a colpi di decreto legge e di conseguente fiducia parlamentare, intenda anche intervenire autoritariamente contro chi dissente, caricando sulle spalle delle forze dell´ordine il peso di una svolta autoritaria dell´ordine pubblico in questo paese. Nel ricordare che ormai dal 1981, la riforma della polizia di Stato ha espresso il "poliziotto tra la gente" e non "contro la gente", siamo certi che il ministro dell´Interno darà prova di indipendenza decisionale, nei confronti della pericolosa gaffe del presidente del Consiglio».

 

Ancora più duro il segretario fiorentino del Silp Pierluciano Mennonna: «Il presidente crede di avere alle sue dipendenze una polizia senza inquietudini, senza figli e senza cultura. In un paese in cui la criminalità fa fatturati miliardari adesso i delinquenti sono studenti e professori». Operai, studenti, docenti, impiegati. Ecco, secondo Gramolati, la vera novità di questa protesta: «Nei cortei si vedono generazioni diverse che marciano insieme, una cosa che non esisteva nel ‘68 e neppure ai tempi della Pantera. Il mondo del lavoro organizzato si sta riappropriando della cosa pubblica».

A Firenze intanto Forza Italia e Alleanza Nazionale annunciano che non parteciperanno al consiglio comunale di lunedì prossimo in cui si parlerà proprio di scuola e università perché Eros Cruccolini non ha ancora chiesto scusa a Bianca Maria Giocoli per una presunta bestemmia pronunciata dal presidente dell´assemblea al telefono con la capogruppo di Forza Italia.

(La Repubblica, 24 ottobre 2008)

 




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