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Report della riunione al Cnel (Roma, 30 ottobre 2008)

Report della riunione al Cnel (Roma, 30 ottobre 2008).

La crisi finanziaria piomba sul cosiddetto piano casa del Governo.

Nella riunione gli echi della potente manifestazione contro la Gelmini.                   v.s. - ui

 

Oggetto: esame del cosiddetto Piano Casa del Governo, ufficialmente inesistente.

Assenti alla riunione: il Governo, la Confedilizia e l’Ance, demolitori del piano derivato dalla Concertazione Nazionale sulle Politiche Abitative.

Notizie dall’assemblea di Federcasa in corso a Cagliari: scontro violento tra il sottosegretario Mantovani (Forza Italia) e i rappresentanti delle Regioni; particolarmente duro il confronto con l’assessore Scotti (Lombardia). Questione: le attribuzioni e i ricorsi di una decina di Regioni alla Corte Costituzionale contro una serie di disposizioni dell’art. 11 del D.L. 112/2008 convertito con legge 133/2008. Mantovani potrebbe sostituire lo spot sul Piano Casa con l’accusa di sabotaggio alle Regioni.

 

Che cosa è emerso al Cnel ?

 

Questa è  una nostra sintesi di posizioni largamente condivise - Un verbale ufficiale sarà redatto dal Cnel, inviato ai partecipanti e ovviamente per adempimenti istituzionali al Governo.

1. La dotazione finanziaria pubblica di cui al comma 12 dell’art. 11 della legge 133/2008 deriva da risorse già impegnate; la sottrazione è oggetto di fortissima contestazione da parte delle Regioni, dei Comuni e non solo dei sindacati inquilini ma anche dalle cooperative, da Federcasa e dalle associazioni della proprietà presenti alla riunione. E’ da prevedere in qualche modo un riesame dello schema derivato da Tremonti.

2. Da parte dei rappresentati delle centrali cooperative presenti alla riunione fortissime riserve sulla capacità di concorrere con proprie risorse al cosiddetto Housing Sociale; le drastiche sofferenze dei soci delle cooperative di abitazioni e il restringimento fino alla estinzione delle disponibilità degli istituti finanziari ad investire sul mattone in locazione, esigerebbero un più ampio concorso dello Stato, vale a dire oltre al massimale del 30%. La cosiddetta “fascia grigia” su cui si sono soffermate tutte le proposte dello Stato e delle Regioni, e dei due blocchi politici in fase prelettorale sta sprofondando; gli stessi canoni concordati in ipotesi rischiano di essere troppo elevati senza una massiccia integrazione da parte dello Stato.

3. Indiscutibile la enorme pressione che va oltre alle 600.000 domande dei bandi ERP la cui potenziale platea andrebbe estesa a chi non può accedere all’ERP per superamento dei limiti di reddito, a chi è soggetto a sfratto per morosità, a centinaia di migliaia di studenti universitari fuori sede a basso reddito famigliare e non per ultimi a quote crescenti di immigrati regolari esclusi da razziste norme regionali dallo stesso diritto a partecipare ai bandi. La rimozione dell’ERP Sovvenzionata dallo schema ufficioso del Governo non è fondata sulla realtà e sull’immiserimento di strati crescenti della popolazione.

4. Le contraddizioni istituzionali con le Regioni, la virtualità del budget, la rimozione della richiesta di edilizia residenziale pubblica sovvenzionata, potrebbero dilatare i tempi di approvazione di un piano comunque orientato; ma anche se fosse approvato uno schema che conferma l’orientamento contestato nella riunione gli alloggi non sarebbero prodotto prima di quattro anni; e nel frattempo la situazione potrebbe arrivare a fasi molto critiche anche rispetto alla coesione sociale.

5. Non è consentito pertanto rimuovere i bisogni crescenti di un massiccio sostegno alla locazione e,  non solo per l’emergenza sfratti rappresentata nel decreto 20 ottobre 2008, di un forte stock, di alloggi recuperati o acquistati da locare a canone sociale. Il piano straordinario puntualmente conferma la sua validità.

6. Nella riunione si è fatto riferimento (in particolare dall’UI, da Federcasa e dall’ANCAB) all’uso delle risorse demaniali, ribadendo la validità di quanto era stato legiferato da governo Prodi; l’UI ha sollevato la questione dell’uso delle risorse 2007-2013 del Fondo aree, che sott’utilizzate andrebbero secondo orientamenti ufficiosi di Matteoli e Scaiola (altra opinione quella di Tremonti) per “legge obiettivo, energia e tlc” (vedi intera pagina del Sole24Ore del 30 ottobre 2008): si tratta di circa 14,4 miliardi di euro. Assurdo che non si consideri l’importanza del settore delle abitazioni in locazione nella articolazione della sovvenzionata e della convenzionata autentica. L’uso di tali risorse residue dovrebbe essere deciso entro dicembre.

 

Nota aggiuntiva. L’enorme manifestazione contro il decreto, ora legge, Gelmini è penetrata dentro la riunione del Cnel la cui sede sta ad un centinaio di metri sopra Piazza del Popolo e in qualche modo ha incoraggiato le posizioni onestamente critiche; ma sul piano del Governo è piombata soprattutto la tremenda crisi finanziaria, l’incertezza e la volatilità dei titoli bancari (azionari e Bond), la restrizione del credito, la non inesauribile capacità dei governi di pompare liquidità. La fase attuale ha concorso ad un drastico ridimensionamento degli stessi progetti dei più autorevole fronte immobiliare.


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