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ROMA 30/10/08 -    I  SINDACATI SCRIVONO A ALEMANNO: NON È COSÌ CHE SI AFFRONTA IL PROBLEMA ABITATIVO

 

INACCETTABILE L’ATTEGGIAMENTO SUL CONTRIBUTO ALL’AFFITTO: 11MILA FAMIGLIE RISCHIANO DI RIMANERE ESCLUSE A CAUSA DEI PASTICCI DEL COMUNE E DEI RITARDI DELLA REGIONE.

 

 

E’ questo il risultato drammatico a cui si rischia di approdare perché la Regione Lazio ha ritardato a ripartire tra i Comuni i finanziamenti ricevuti per il sostegno all’affitto ed il Comune ha emesso un bando con il quale richiedeva gli stessi documenti presentanti dai cittadini con il bando precedente incurante delle conseguenze a cui si sarebbe andati incontro.

 

L’emergenza abitativa a Roma diventa sempre più grave, ma non si vede la volontà politica di affrontare il tema, l’Assessorato alla Casa non si confronta con le associazioni degli inquilini preferendo dialogare con chi ricorre sistematicamente alle occupazioni abusive!

 

Migliaia di inquilini in condizioni di particolare disagio economico rischiano che non venga loro erogato il contributo per l’affitto previsto dalla Legge 431/98, già diminuito nel corso degli anni del 40%, erogato con enorme ritardo rispetto allo stanziamento.

 

Con il bando in corso si stanno raccogliendo le domande per l’anno 2006, ma un altro bando riferito alla stessa annualità è stato già avviato l’anno scorso: l’incomprensibile anomalia che si registra impedirà a cittadini bisognosi che da anni percepivano il contributo che sia loro concesso anche quest’anno se ne hanno beneficiato l’anno precedente.

 

Siamo all’assurdo! Non si capisce quali soldi hanno alimentato il bando emesso nel 2007; né qual’è lo stanziamento che supporta il bando attuale. Essendo impossibile che una stessa somma possa essere ripetuta per due anni bisogna che ci sia chiarezza rispetto alla corrispondenza tra annualità di stanziamento statale, somma ripartita per quella annualità dalla Regione Lazio, somma per la stessa annualità messa a bando da parte del Comune di Roma.

 

I cittadini che l’anno scorso hanno fatto domanda e percepito il contributo hanno pieno diritto di poter fare domanda e percepire con continuità il contributo anche per quest’anno. Diversamente c’è il rischio, anzi la certezza, che queste famiglie bisognose, private del sostegno, peraltro insufficiente, rappresentato dal contributo, vadano ad ingrossare le liste degli sfratti per morosità o che siano costretti a ricercare prestiti a tassi insostenibili. I ritardi e le inefficienze burocratiche non possono essere pagate dai cittadini: il Comune di Roma ha l’obbligo di assicurare certezza e continuità del contributo agli aventi diritto con cadenza rigorosamente annuale perché questo non si trasformi nella incerta e rischiosa prospettiva di un rimborso a data da destinarsi.

 

I sindacati degli inquilini Sunia, Sicet, Uniat-Uil, Feder.Casa e Unione Inquilini indicano con chiarezza le proprie posizioni:

-         ci opporremo sempre e in ogni sede (anche giudiziaria) a qualsiasi decisione che ipotizzi il non pagamento delle annualità oggetto del bando in corso alle famiglie più bisognose per le quali sospendere il contributo sarebbe come sospendere la distribuzione, per un anno, di farmaci salvavita a malati cronici, per problemi di ripartizione, gestione, e distribuzione dei medicinali non imputabili, ovviamente, ai cittadini;

-         ci opporremo, conseguentemente, sempre e in ogni sede (anche giudiziaria), a qualsiasi ipotesi di storno avanzata, o semplicemente ipotizzata, dei finanziamenti destinati al contributo all’affitto


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