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PER:

S.P.Q.R.

Comune di Roma

Municipio Roma XV

Arvalia-Portuense

 

Ordine del giorno  n.     del

Collegato alle linee programmatiche

 

Oggetto: La scuola “8 marzo” nelle linee programmatiche del Municipio

 

IL CONSIGLIO DEL MUNICIPIO ROMA XV “ARVALIA-PORTUENSE”

 

Premesso che:

 

nel corso delle lotte della Magliana degli anni ‘70 per la casa e il risanamento del quartiere, i cittadini hanno impedito l’estendersi della speculazione edilizia bloccando i lavori di molti cantieri dove si continuava a costruire ad uso abitativo, malgrado la mancanza di strade e fogne, nonchè di  spazi adibiti ad uso sociale e a verde pubblico, in un territorio con una densità di popolazione già al limite del sopportabile;

senza quel retroterra di lotte oggi il quartiere Magliana non avrebbe potuto accedere a quel minimo di risanamento effettuato, ad esempio, nelle aree del mercato, in quella occupata dalla Chiesa, nell’area dei giardini di via Greve, nelle aree concesse a parcheggio limitrofe a viale Vicopisano e, appunto in quella occupata dall’ex scuola 8 marzo;

le scuole nel quartiere Nuova Magliana, negli anni ’70, non riuscivano a soddisfare la richiesta dei bambini in età scolare e per questo era impostata sui turni: dai doppi, tripli e quadrupli turni;

in una delle aree recuperata alla speculazione edilizia è stato ottenuta la scuola “8 marzo” per sopperire alla forte richiesta di scolarità suddetta;

da circa 25 anni la medesima è stata dimessa dalle attività scolastiche perché, con il calo delle nascite detto stabile non rientrava tra quelle da mantenere;

 

considerato che:

 

dopo la dismissione dalle attività scolastiche, per circa 15 anni, la  struttura della scuola “8 marzo” è stata abbandonata e a tutt’oggi tale rimane essendo andati falliti  tutti i progetti di nuova destinazione d’uso;

nel suddetto periodo, negli anni ‘90 è andato fallito il tentativo di trasferimento del “Commissariato S. Paolo”, sotto sfratto, da parte del Ministero dell’Interno, il quale, tra l’altro deve rendere ancora conto all’opinione pubblica degli abitanti, ma non solo, degli 800 milioni di vecchie lire sperperati in una ristrutturazione che poi è stata abbandonata;

nell’anno 2004 il Municipio, sia per evitare la perdita del patrimonio immobiliare che per tentare di dare una risposta ad un reale bisogno occupazionale, ha offerto a “Sviluppo Italia” Spa lo stabile per farne un “Incubatore d’Impresa” di rilevanza cittadina, se non addirittura regionale con il quale promuovere l’insediamento di attività imprenditoriali capaci di dare risposte, seppur parziali alla domanda di lavoro proveniente, soprattutto dai giovani;

 

considerato inoltre che:

 

“Sviluppo Italia” Spa, in questi anni non ha avviato nessun tipo di attività, lasciando ancora nell’abbandono il plesso scolastico in questione;

si sono affrontate delle spese, da parte del Municipio, per lo sgombero, disinfestazione e derattizzazione, durante l’abbandono di “Sviluppo Italia” Spa;

non c’è più “Sviluppo Italia” Spa, a cui era stato offerto lo stabile;

quella società è stata sostituita da “Invitalia” Spa, che non ha a disposizione risorse finanziarie adeguate a continuare il precedente progetto;

 

visto che:

 

da oltre un anno lo stabile è stato occupato da senza casa, gettati nella disperazione dalla grave emergenza abitativa presente nella città di Roma e in particolare nel nostro territorio, sfrattati per fine locazione o per morosità dovuta alla perdita di occupazione e a svariate situazioni di disagio quali coabitazioni forzate con altri nucle familiari e a storie di immigrazione;

 

Tutto ciò premesso,

 

Impegna il Presidente del Municipio, la Giunta

e tutto il Consiglio del Municipio Roma XV

 

di procedere alle azioni atte a rientrare in possesso dello stabile, per pubblica utilità, ritenendo superate le trattative con “Sviluppo Italia” Spa  o con la nuova società “Invitalia” Spa;

 

alla formazione di un tavolo Municipale con le forze politiche e sociali del territorio, al fine di individuare una destinazione dell’immobile compatibile con le reali esigenze del quartiere e del Municipio sotto il profilo sociale, culturale e ambientale, attraverso  progetti condivisi al fine di ridare vita ad uno spazio che è stato per troppo tempo abbandonato;

 

ad interessare il Sindaco di Roma affinché la soluzione dell’occupazione dello stabile non preveda iniziative traumatiche e forzose ed invece assicuri la partecipazione dei rappresentanti degli attuali occupanti per trovare congiuntamente al Comune le soluzioni abitative per quei soggetti che per condizione sociale e reddito avrebbero, comunque, diritto ad una soluzione idonea.

 

 

 

Domenica Alfonzo Miani (P.D.)

 

Alessio Conti (L.C.)

 

Ermanno Pascucci (P.D.)

 

Valentino Stassi (I.d.V.)

 

Alfredo Toppi (S.A.)

 

 

 

 


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