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Report sul Coordinamento nazionale dell’unione Inquilini del 23/01/2010


COORDINAMENTO NAZIONALE

Firenze 23 gennaio 2010

 

Hanno partecipato delegazioni di tutte le sedi intervenute al convegno: oltre a Firenze, Roma, Ancona, Pisa, Reggio Emilia, Livorno, Rimini, Milano, Sesto Fiorentino, Padova, Venezia.

Si è sviluppato e approfondito il dibattito del convegno. Sono emerse una serie di considerazioni importanti (interventi di Milano, Roma, Pisa, Reggio Emilia, Livorno, Firenze, Sesto Fiorentino, oltre a Vincenzo Simoni, Cesare Ottolini e Walter De Cesaris). Sintetizzo quelle principali:

  • Un bisogno forte di comunicazione e di integrazione reciproche

Modalità concrete di attuazione di modelli di housing sociale sono concretamente in corso nei territori e vengono forniti esempi reali e non positivi (per il livello dei canoni richiesto e il reddito necessario per accedervi); ci sono vertenze in corso in alcune città sul tema della morosità incolpevole, anche promosse da noi, e che possono avere sbocchi anche nella direzione di reperimento di alloggi; ci sono normative differenti nelle varie Regioni (in Toscana si segnala, per esempio, che la morosità è elemento ostativo per poter partecipare alle graduatorie di assegnazione, al contrario di altre realtà). Si sottolinea la capacità di aver raggiunto alcuni risultati (per esempio nel Lazio con il finanziamento del 5% dei proventi derivanti dal bollo di circolazione, destinati alla sovvenzionata) grazie a un intervento soggettivo nostro e dei movimenti. Si annuncia a Febbraio una manifestazione a Milano unitaria contro gli sgomberi e gli sfratti. Si richiede la capacità di mettere in rete e di aiutare lo sviluppo delle vertenze locali.

  • La necessità di costituire un pool nazionale di avvocati.

La definizione di alloggio sociale, la possibile incoerenza tra l'intervento di social housing con i contenuti e gli obiettivi della legislazione sui diritti della persona in campo europeo e nazionale, possono consentire di aprire contenziosi e anche di sollevare questioni di carattere generale partendo da vertenze nazionali e locali (presso i tribunali e le istituzioni europee, gli organismi di garanzia, le autorità di salvaguardia dei diritti). Viene annunciato da Ottolini l'obiettivo di costituire un forum europeo degli avvocati per il diritto all'abitare da convocare in contemporanea alla riunione dei Ministri dell'alloggio europei. Viene, inoltre, segnalata una sentenza, presso la Corte di giustizia europea, di condanna degli sfratti senza soluzione alternativa, come violazione del diritto al domicilio della persona. Si da mandato di verificare le modalità concrete attraverso le quali poter costituire questo coordinamento.

  • Vertenza sfratti.

I segnali sono nella direzione della realizzazione della proroga attraverso un emendamento al decreto Mille Proroghe. Il problema è che, come nel passato, escluderà la morosità che è di gran lunga la prima motivazione delle sentenze emesse (ormai, ben oltre l'80%). Questo renderà il provvedimento del tutto inadeguato e insufficiente.

La linea da seguire è quella, quindi, di continuare la mobilitazione con l'obiettivo di estendere il blocco alla morosità incolpevole. La generalizzazione dei picchetti antisfratto e l'apertura di vertenze concrete nei territori possono favorire iniziative anche locali in questa direzione. Viene annunciata l'adesione alla manifestazione del 29 gennaio a Roma, di fronte al Ministero delle Infrastrutture.

  • Sciopero dei migranti del 1° marzo

 Si da mandato per una presa di posizione a favore di questa iniziativa. La relazione tra il tema dell'abitare e quello della condizione migrante è fondamentale. Si decide l'adesione dell'Unione Inquilini allo sciopero e alle eventuali manifestazioni con l'obiettivo più generale di costituire una rete organizzativa dei migranti per il diritto all'abitare.

  • Sciopero generale sul fisco

 Si decide di intervenire dentro il dibattito che si è acceso sulle contraddizioni fiscali del nostro Paese e l'indizione da parte della CGIL di uno sciopero su questo tema. Noi dobbiamo porre i temi del finanziamento pubblico della politica sociale della casa, della penalizzazione della rendita immobiliare speculativa e dello sfitto, delle detrazioni fiscali per detrarre l'affitto pagato dalla denuncia dei redditi.

  • Radicamento dell'Unione Inquilini e assunzione di reti di relazioni

 Sempre più urgente è il tema del radicamento dell'Unione Inquilini, il rafforzamento delle strutture esistenti e l'apertura di nuove sedi. In questa prospettiva vanno assunte tutte le iniziative necessarie e sviluppati i rapporti utili per il raggiungimento di questo scopo, sia quelli già esistenti, sia altri nuovi spazi che si determinano.

Va intensificato, ovunque possibile, il rapporto con la Cub anche per verificare le possibilità di interscambio, l'utilizzo comune di sedi e strutture, di iniziative unitarie.

C'è la costituzione di un nuovo soggetto federativo tra diverse realtà dell'autorganizzazione popolare (RAP, Rete dell'Autorganizzazzione popolare) e che coinvolge al momento le realtà dei Gruppi di Acquisto Popolare, alcune reti dei centri sociali, Punto Rosso,  le brigate di solidarietà (sono state costituite sulla base di esperienze concrete dopo il terremoto dell'Aquila), altre reti delle palestre e delle mense popolari, ecc. Si pone come una rete di relazioni e di coordinamento tra soggetti associativi autonomi e indipendenti tra di loro, a cui siamo interessati a partecipare. Si da, quindi,  mandato per verificare le condizioni che permettano all'Unione Inquilini di farne parte.

Nella medesima direzione di sviluppo di relazioni con associazioni e movimenti, viene illustrato il convegno "Strada Facendo", l'appuntamento biennale sullo stato sociale in Italia promosso da Libera, Gruppo Abele  CNCA,  e che quest'anno avrà anche un tavolo tematico sul diritto all'abitare. L'appuntamento è per il 5-6 e 7 febbraio a Terni.

  • Solidarietà con Haiti

 Ottolini ha illustrato le iniziative che  l'International Alliance of Inhabitants (l'organizzazione internazionale e internazionalista a cui l'Unione Inqulini partecipa) ha messo in piedi in connessione con l'organizzazione degli abitanti di Haiti che fa parte della nostra rete. Si tratta di favorire progetti di ricostruzione dal basso, gestiti direttamente dalle comunità locali. Una delegazione sta per tornare dai luoghi del terremoto e presto saranno presentati i progetti da poter concretamente aiutare.

 

 




Data notizia26.01.2010

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