Firenze: Visità guitata al parco di Palazzo Vegni, promossa da Mani Tese. Lettera di Vincenzo Simoni che ricorda la strordinaria occupazione del palazzo e del giardino, durata sei anni.
Carissimi,
Palazzo Vegni e il suo giardino potevano essere invisibili se fossero rimasti proprietà privata dell'Immobiliare Guarducci.
Nel novembre 1976 decine di famiglie, ma anche ragazze madri e single entrarono nel Palazzo organizzati dall'Unione Inquilini e realizzarono una comunità che arivò fino al novembre 1982; sei anni enormi, sui quali decine di gruppi studenteschi si collegarono; fu in uno dei saloni il primo coordinamento cittadini del movimento delle donne, e si sperimentarono spettacoli di emozionante novità internazionale.
Il recupero fu molto impegnativo, il palazzo stava rovinando, quando pioveva cascate d'acqua.
Sarebbe bello che la memoria non scomparisse, su qualcosa che fu un faro alternativo. Lo sgombero fu una porcata, la giunta Gabbuggiani lo motivò con un pericolo per gli occupanti. Era falso. Certo, ci furono delle assegnazioni, in case nuove e lontane dal centro; vissute dalle famiglie come un lutto. Era un'altra cosa, autigestita, creativa, dura ma molto vitale, quella di Palazzo Vegni.
E da quelle e da tante altre esperienze suscitate dall'Unione Inquilini germinarono altre robuste piante.
Perchè non ci vediamo all'Unione Inquilini?
Ancora esiste una eccezionale mostra sulla vicenda.
Ciao
Vincenzo Simoni



14.03.2010














