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LE RISOLUZIONI: EDILIZIA PRIVATA


 

Commissione "Edilizia privata"

 

Data l'ora tarda e l'assenza di molte sedi provinciali, non è stato possibile avere un quadro complessivo dell'operatività delle sedi né raccogliere tutte le proposte sullo sviluppo del lavoro sindacale nazionale e locale. Sono emerse comunque delle importanti considerazioni che possono essere di contributo per tutti i compagni delegati al congresso. Partiamo dalla campagna nazionale per l'applicazione della clausola della legge della cedolare secca (legge pessima che favorisce soprattutto le grandi proprietà immobiliari), per l'emersione dell'affitto in nero.

Risulta che almeno per il campione di sedi presenti, tutti sono impegnati su questo fronte sia pure con risultati diversi e con diverse modalità di attuazione. Mentre a Roma per esempio si applica da più tempo e si sono già realizzate 500 regolarizzazioni forzose, a Livorno procede bene, mentre Firenze e a Pisa si registra qualche difficoltà nel generalizzare l'emersione del sommerso e comunque si attua la contrattazione con il proprietario, in alternativa alla esecuzione forzosa, ottenendo comunque una diminuzione secca dell'affitto.

 

Tutti hanno messo in evidenza la difficoltà di vincere la paura di ritorsioni da parte della proprietà delle famiglie e degli studenti. Tutti hanno ribadito la necessità di intensificare questa lotta e di dare massima visibilità ai risultati positivi. Non tutte le sedi fanno picchettaggi in modo organizzato e stabile, solo nelle realtà che hanno realizzato un patto di collaborazione strutturato con i movimenti e centri sociali impegnati sulle tematiche giovanili del precariato del lavoro e della casa è possibile un'azione efficace nella difesa degli sfratti per la morosità incolpevole. Dove questo legame è solido i picchettaggi ottengono buoni risultati e gli sfollati rimangono nelle strutture pubbliche occupate per tutto il tempo che è necessario.

Semplici e condivise le proposte emerse al termine della riunione: lottare con tutti i mezzi per eliminare il canale dell'affitto libero, limitandosi al canone concordato, ancora meglio sarebbe adottare un sistema alla tedesca, che impone un canone legato al valore della casa considerando usura ogni richiesta che supera quel limite.

A livello regionale occorre chiedere una legge sulla graduazione degli sfratti, come si sta facendo in Lazio e in Toscana, per consentire ai sindaci di istituire le commissioni per la graduazione delle esecuzioni con forza pubblica, in base alla disponibilità per garantire il passaggio da casa a casa.

Nonostante i deludenti risultai ottenuti finora dalle Agenzie per l'affitto concordato, si ritiene che sia importante continuare l'esperienza anche perché la crisi potrebbe indurre i proprietari ad una maggiore disponibilità. Bisogna incentivare l'acquisizione mediante recupero di nuova edilizia sociale a prezzo economico e sostenibile.

Va chiesto ai prefetti di bloccare gli sfratti nei comuni dove il pubblico non è in grado di offrire abitazioni di soccorso alle famiglie colpite dalla crisi e sfollate con forza pubblica.

Bisogna pressare in ogni città i sindaci perché censiscano lo sfitto pubblico e le aree pubbliche dismesse per riutilizzarle a scopi sociali, e per predisporre con carattere di urgenza alloggi di soccorso. Insieme va fatta in sede locale, regionale e nazionale, una lotta (con tutti i soggetti che ci stanno) per l'applicazione dell'IMU con l'aliquota minima possibile sulla prima casa e quella massima possibile (10,6) sugli alloggi inutilizzati e degli altri immobili ad uso diverso inutilizzati affinchè vengono messi a disposizione, per una trasformazioni in abitazioni a prezzi sostenibili e servizi pubblici

 

 




Data notizia06.05.2012

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